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CITTADELLA – SPEZIA 1 – 0 | Kouamè fa tombola, continua la febbre da trasferta

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Al Tombolato arriva un altro stop per le Aquile, colpite dall’ivoriano in un primo tempo non all’altezza. Meglio nella ripresa, ma i padroni di casa controllano senza troppe apprensioni. Lontano dal Picco è tutta un’altra musica.

LE SCELTE: GIOCA VIGNALI, IN PANCHINA DE COL, TRA I VENETI OUT LA COPPIA DIFENSIVA SCAGLIA – VARNIER

Se la serie A è in pausa causa impegni delle Nazionali, la Serie B non conosce soste, proseguendo il cammino verso la quarantaduesima giornata e oltre. A dar fiato alle trombe sono Cittadella e Spezia, di scena al Tombolato in quello che è di fatto uno scontro diretto per il treno play off.

Aquile in campo con l’ormai noto 4-3-3 composto da Chichizola in porta, Vignali, Valentini, Terzi e Migliore in difesa, Djokovic, Errasti e Sciaudone sulla mediana, Fabbrini – Granoche – Piccolo tridente offensivo.

4-3-1-2 invece per i padroni di casa allenati da Venturato, schierati con Alfonso tra i pali, Pedrelli, Pelegatti, Pascali e Benedetti sulla linea difensiva, Valzania, Pasa e Bartolomei a centrocampo, Chiaretti in posizione di trequartista dietro il tandem Kouamè – Litteri. A sorpresa, Chiaretti si accomoda in panchina.

LA SBLOCCA IL PIU’ GIOVANE, SPEZIA A PICCOLI TRATTI

Separate da un punto in classifica, Cittadella e Spezia arrivano alla gara di oggi dopo la sconfitta di Ascoli e l’amarissimo pareggio di Brescia. Momento delicato soprattutto per i padroni di casa, vittoriosi in una sola occasione nelle ultime nove, mentre gli ospiti non vincono lontano dal Picco dallo scorso 11 febbraio, in quel di Vercelli.

Davanti al Neo Presidente Chisoli, subentrato in settimana al posto di Andrea Corradino, gli aquilotti devono arginare sin dalle prime battute la forte pressione degli amaranto, dalle parti di Chichizola al 4′ con la botta in controbalzo dell’ivoriano Kouamè, preda però dell’argentino.

Il primo squillo dello Spezia arriva invece all’ 11′ grazie ad un bello spunto di Piccolo che, dopo essersi accentrato, tenta la conclusione a giro, spedendo la sfera di un soffio a lato.

Dopo un inizio in salita, caratterizzato soprattutto da errori in fase di impostazione, i bianchi prendono coraggio, riaffacciandosi in avanti con lo scatto di Vignali sull’out di destra, bravo a pennellare un cross per l’accorrente Djokovic, in ritardo nell’impatto volante.

Il Cittadella non sta comunque a guardare, mettendo in scena una determinazione ed una grinta da prima della classe: precisa e potente la conclusione dal limite di Benedetti al 17′, ma Chichizola dice no, distendendosi e deviando in corner.

Non mancano di certo le emozioni al Tombolato, con le rispettive compagini molto attive, ma se da una parte le Aquile non sfruttano ancora con Djokovic la palla dell’uno a zero – imprecisa la spaccata del croato dopo il cross di Sciaudone – dall’altra, il classe ’97 Kouamè sfrutta un’indecisione della retroguardia in maglia bianca, spedendo comodamente in rete il pallone dell’uno a zero.

Primo gol in campionato per l’ivoriano, caparbio nel credere al batti e ribatti venutosi a creare nella confusa difesa spezzina, in balia dopo il vantaggio dei locali e a un passo dall’essere perforata quattro minuti dopo con il colpo di testa di Pascali, sfortunato però nel colpire il palo.

Messo il fieno in cascina, i veneti concedono ancora meno spazi alle iniziative dell’undici di Di Carlo, se non un fortuito tiro cross di Piccolo che si stampa sulla traversa: granata salvi, Spezia sfortunato ma soprattutto disattento e primo tempo che termina con i padroni di casa meritatamente avanti.

L’ORGOGLIO NON BASTA, LO SCONTRO PLAY OFF E’ DEI VENETI

Alla ricerca del riscatto, le Aquile provano a colpire sfruttando maggiormente i calci di fermo, come in occasione del 12′, quando una velenosa traiettoria di Migliore dalla sinistra non trova per poco l’inserimento vincente di capitan Terzi, con il pallone che rotola di un soffio alla destra di Alfonso.

A differenza della prima parte di gara, latitano le occasioni da gol, complice soprattutto l’ottima organizzazione difensiva dei ragazzi di Venturato che non lascia centimetri alla generosa manovra aquilotta.

A venti minuti dal termine, Di Carlo si gioca la carta Mastinu – dentro per Errasti – ridisegnando la squadra con un 4-2-3-1 che restituisce vigore al ritmo aquilotto: ottime le occasioni non sfruttate a cavallo della mezz’ora di gioco, prima con il debole colpo di testa di Djokovic in area, quindi con la rasoiata ravvicinata di Migliore sulla quale Alfonso risponde presente grazie ad un ottimo riflesso.

Girandola di cambi che continua, dentro per il Citta il trio Iunco – Strizzolo – Salvi per Chiaretti, Kouamè e Salvania, mentre tra le Aquile ecco Pulzetti al posto di Sciaudone.

Dieci minuti di forcing finale per lo Spezia, che prova a colpire con tutti i suoi uomini, a differenza dei locali, in attesa delle mosse ospiti e pronti a colpire in contropiede, come in occasione del 38′ quando Litteri serve un pallone d’oro al neo entrato Iunco, lezioso però nel provare un velleitario colpo sotto parato senza apprensioni da Chichizola.

Okereke per uno spento Fabbrini l’ultimo cambio di Di Carlo, ma il copione non cambia: gli aquilotti non riescono a sfondare il muro granata, dovendosi così arrendere ad un Cittadella compatto e cinico.

Andrea Licari

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