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Tenuta di Marinella, il monito di Caleo: “Basta Perdere Tempo”

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ROMA – Il senatore Massimo Caleo mette ancora una volta sotto la lente di ingrandimento la situazione di crisi della tenuta di Marinella. Il suo è un rendiconto dettagliato inerente l’attività svolta più di recente, seguito di un impegno che arriva da distante, un riscontro, come promesso, rispetto alle azioni messe in campo per risolvere la difficile questione. Caleo puntualizza anzitutto i contatti per l’avvio del dialogo tra le amministrazioni, l’invito al ministro alle politiche agricole Maurizio Martina e il pressing sulla Monte dei Paschi. Ricorda poi il suo intervento presso aziende agricole e imprenditori interessati all’acquisto della tenuta e alla prosecuzione dell’attività. Non manca infine, senza nessun spunto polemico, una sottolineatura nei confronti della Regione sui finanziamenti per la messa in sicurezza del Parmignola.

Andiamo per ordine.

DIALOGO TRA AMMINISTRAZIONI. “Ho cercato sempre di favorire il dialogo tra il Comune, la Regione Liguria e l’Autorità di bacino. Ho sollecitato la giunta Toti ad aprire un tavolo di coordinamento. È indispensabile anteporre alle differenze politiche iniziative in sintonia per il bene di Marinella. La Regione ha già tenuto un incontro con la proprietà di Marinella spa. Visto i tempi e la delicatezza del problema bisogna fare presto. Per questo invito il governatore Giovanni Toti a convocare al più presto una riunione con la proprietà e le amministrazioni comunali interessate”.

DOSSIER AL MINISTRO. “Il responsabile del dicastero alle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha preso visione della documentazione che gli ho portato per il salvataggio della Tenuta. Mi ha promesso un intervento. Stiamo attendendo una data compatibile con la sua agenda per la visita nella tenuta”.

PRESSING SULLA MONTE DEI PASCHI. “Ho informato i vertici della banca Monte dei Paschi di Siena sui problemi di Marinella. Nei prossimi giorni mi aspetto una presa di posizione chiara. La banca resta a mio avviso l’interlocutore più accreditato per trovare la strada della risoluzione. Ma anche gli altri soci facciano la loro parte e velocemente. Aspetto da loro un’iniezione di liquidità per un uso immediato da parte dell’azienda agricola. C’è da portare avanti l’attività, da avviare la semina, da accudire la mandria, da allontanare le voci di smantellamento. In una frase: c’è da evitare un fallimento che accrescerebbe la problematicità e le prospettive per gli operai e complessivamente per l’attività agricola. Per tutto questo adesso non servirebbero grosse cifre. Poi la Monte dei Paschi deve decidere una volta per tutte quali sorti deve avere la Tenuta: se vendere oppure proseguire o gestire essa l’attività. Ogni giorno che passa comunque, senza nessuna decisione, lascia la ripresa in una prospettiva sempre più incerta”.

LA CHIAMATA DEGLI IMPRENDITORI. “Sono riuscito a far arrivare alla proprietà della Tenuta diverse proposte da parte di imprenditori agricoli interessati all’acquisto dell’azienda e quindi alla prosecuzione dell’attività. Imprenditori che hanno preso contatto, hanno visitato la tenuta e presenteranno le loro offerte. Ho cercato di riattivare anche canali con importanti gruppi nazionali del settore. Stiamo aspettando gli sviluppi. Parliamo di trattative che richiedono riservatezza”.

LA REGIONE IN STAND BY. “Mi sono sempre battuto per Marinella con uno spirito di leale collaborazione istituzionale. Così è stato per quanto riguarda il rapporto con la Regione Liguria governata dal centrodestra. Ultimamente ad onor del vero alcuni atteggiamenti di Genova mi hanno lasciato un po’ perplesso. Mi spiego. Avevo chiesto tempo fa all’Autorità di bacino, non impropriamente, in quanto vicepresidente della Commissione ambiente del Senato (si occupa, tra le altre cose, proprio di dissesto idrogeologico) quale fosse la necessità economica per la definitiva messa in sicurezza del torrente Parmignola. L’obiettivo: attivare finanziamenti ministeriali. Parlo di opere indispensabili per l’eliminazione dei pericoli relativi a eventuali esondazioni nelle zone a rischio del paese di Marinella, della ex colonia Olivetti, della tenuta e per poter avviare l’atteso sviluppo urbanistico compatibile con le pianificazioni territoriali. La somma in ballo è di almeno due milioni come è scritto in uno studio preliminare. Ho chiesto la disponibilità al ministero dell’Ambiente, come nel caso della Via dell’Amore (intervento andato in porto con l’arrivo di 3 milioni), ma non ho potuto portare avanti la richiesta di aiuto. Il motivo? La Regione non mi ha consegnato ancora la documentazione per l’inizio della pratica. Il governatore Toti e l’assessore Giampedrone mi hanno detto di aver individuato loro le risorse da mettere a disposizione di questo progetto. Buona notizia, certo. Però adesso lo dicano e mettano subito i soldi a disposizione. E si vada avanti!”.

VOCAZIONE AGRICOLA. “È chiaro che tutto questo lavoro messo in campo ha un fine: il mantenimento e la continuazione dell’attività agricola legati a doppio filo alla necessità di fare investimenti nell’azienda, qualunque indirizzo agricolo si prenda. Negli anni purtroppo il complesso è diventato obsoleto. Se si decidesse di proseguire con la produzione del latte, l’azienda dovrebbe ritrovare competitività sul mercato, strutture adeguate e nuove apparecchiature. Volendo continuare con questo indirizzo agronomico (produzione di latte), ma anche nel caso di altri indirizzi agricoli, si dovranno quindi fare investimenti importanti sia nel caso resti l’attuale proprietà sia in quello di arrivo di nuovi imprenditori agricoli. È inutile tacere questa impostazione. Purtroppo lo stato delle strutture produttive, dimostra che c’è bisogno di un corposo investimento finanziario. Mi impegnerò sempre che tutto ciò avvenga e il futuro della tenuta sia legato all’agricoltura. Io continuo a lavorare in questa direzione”.

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