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Paolo Manfredini: “Appello alle amiche, amici, compagne e compagni del centrosinistra”

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LA SPEZIA – Tra poche settimane noi tutti saremo chiamati a scegliere chi dovrà amministrare la città per i prossimi cinque anni. E’ una scelta importantissima, decisiva per il futuro della nostra comunità. E’ il momento in cui i processi di cambiamento e di sviluppo possono conoscere un’accelerazione ed uno sviluppo significativo oppure un brusco ridimensionamento ed una frenata.

Il centrosinistra, al momento attuale, si presenta diviso. Questa frammentazione e questa diaspora non aiuta chi nella nostra città più ha bisogno di noi, non aiuta ad accendere speranza e non aiuta a dare forza al cambiamento necessario.

Certo, a livello nazionale le cose sono complicate e possono produrre divisioni anche laceranti, ma qui, sul territorio, dove si gioca una parte importante della vita reale delle persone, dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani e degli anziani, delle donne e dei bambini, delle persone più deboli, più sfruttate, dei migranti, che cosa ci divide realmente? Che cosa ci divide così profondamente da mettere a repentaglio la presenza delle forze democratiche e di sinistra nel governo della nostra città? Da rischiare di favorire l’affermarsi di valori regressivi in una comunità che si è sempre contraddistinta per solidarietà, democrazia, antifascismo?

Dobbiamo assumerci la responsabilità di discutere di merito, di valori comuni, di come avvicinaci se ci sono distanze. E’ questa l’idea giusta di POLITICA : un’idea di servizio, al servizio.

Dobbiamo avere, tutti insieme, la maturità e la forza di superare le diversità e di creare una sintesi; di costruire una visione condivisa entro la quale i protagonisti siano i cittadini e i lavoratori con le loro aspirazioni e le loro aspettative.

Proviamo ad affrontare nel merito i problemi, liberandoci dalla prospettiva distorta dell’appartenenza a schieramenti:

Lavoro. Ci sono state tante battaglie per la difesa del lavoro che abbiamo fatto assieme. Altre ne dovremo fare. Sempre e in prima fila. Dovremo sostenere il lavoro con politiche attive, creando una rete con gli enti e favorendo formazione qualificata, collegare meglio domanda ed offerta di lavoro, difendere il lavoro esistente e crearne di nuovo.

Diritti civili. Mai ci siamo divisi sui principi per l’allargamento dei diritti a tutti e tanta strada ancora dovremo fare per estendere e garantire i diritti civili.

Migranti. Abbiamo alzato insieme un muro, ma non quello dello dei populisti xenofobi, ma quello contro il razzismo, l’intolleranza, la discriminazione. Abbiamo aperto le porte della città all’incontro e alla solidarietà verso i rifugiati come poche altre città. Dobbiamo continuare sul cammino intrapreso

Resistenza e antifascismo. Mai un passo indietro e mai un silenzio, mai una “smemoratezza”.

Ambiente. Molte cose sono cambiate e ora possiamo davvero aprire a cambiamenti decisivi per la salute, per il paesaggio, per il nostro ecosistema, per una cultura della sostenibilità.

Sociale. Le politiche sociali nella nostra città sono sempre state oggetto di attenzione e di investimenti. Dobbiamo assumerci insieme la responsabilità di ampliarle e di potenziarle.

Cultura. Non siamo una città dove si chiudono o si svendono i presidi della cultura, ma dove se ne aprono di nuovi e si sviluppa l’investimento.

Sanità. La vogliamo pubblica, l’abbiamo difesa, la dovremo e la potremo insieme difendere ancor più, ma se lasceremo il campo alla destra allora sarà la fine per questa prospettiva.

E poi ancora abbiamo condiviso e possiamo condividere percorsi per l’impegno nella rigenerazione delle periferie, per l’uso di energie alternative, per il risparmio energetico, per il miglioramento e il potenziamento della raccolta differenziata spinta, per il consolidamento dei progetti di campagna urbana, per l’elettrificazione del porto, un porto ambientalizzato, per lo sport per tutti, per la crescita dell’università, per la centralità della scuola e della formazione.

Tutti questi punti sono un patrimonio comune frutto della cultura politica del centrosinistra.

Ciò che ci unisce è molto, molto più di quanto può dividerci. E la città ha bisogno di noi, di voi, insieme. Uniti.

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