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L’avversaria – Benevento: alla ricerca della scopa perduta

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Gli stregoni, dopo aver accarezzato il sogno della promozione diretta, hanno dovuto ridimensionare il proprio cammino dopo un’involuzione di gioco e risultati. I play off restano comunque a portata di mano. 

LA SPEZIA – Un treno impazzito, dal ritmo inarrestabile, in grado di scalare posizioni su posizioni: questo era il Benevento sino al 24 febbraio, giorno della rocambolesca sconfitta interna contro il Bari.

Da allora, infatti, i campani, secondi a quota 44 punti, hanno subito una preoccupante involuzione di gioco e soprattutto di risultati.

2 punti nelle ultime sei gare – condite dalle sconfitte contro Bari, Novara, Perugia e Trapani – è lo score degli uomini di Baroni, che già all’andata avevano conosciuto un simile periodo di crisi, salvo poi rilanciarsi grazie alla vittoria sullo Spezia.

E proprio dal Picco riparte la voglia di stupire della matricola giallo – rossa, comunque quinta in classifica a quota 48 punti, appaiata al Perugia.

I numeri, del resto, confermano che, nonostante il recente periodo no, la squadra beneventana sia tra le più belle sorprese del campionato: 13 vittorie, 10 pareggi e 9 sconfitte sono infatti statistiche di tutto rispetto. Senza contare, poi, una rosa attrezzata, giovane, accompagnata dall’esperienza di uomini chiave come Ceravolo, già a segno in 13 occasioni.

Tra le virtù della squadra di Baroni, da segnalare vi è sicuramente la flessibilità tattica dell’ex Mister di Pescara e Novara, in grado di poter schierare il proprio undici titolare con diversi moduli e la capacità di mandare in rete i propri centrocampisti: non è un caso che i vari Ciciretti, Falco e Chibsah abbiano messo a segno 13 gol.

Non solo però un’ottima capacità offensiva, ma anche difensiva, visto e considerato che il Benevento, grazie ai soli 31 gol subiti, è tra le migliori retroguardie del torneo.

Se la seconda posizione appare ormai un miraggio, gli ingredienti per lanciare l’assalto alle prime posizioni play off sembrano comunque esserci tutti: e chissà se, una volta passata questa malattia, i campani potranno presentarsi al rush finale vaccinati e più vivi che mai.

Andrea Licari

 

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