laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

“L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro”

Più informazioni su

ARTICOLO 1 – Movimento democratici e progressisti.

LA SPEZIA – Bisognerebbe sempre partire dai fondamenti della nostra democrazia. Se si dimenticano, o peggio si disattendono, si preparano giorni tristi per gli italiani e per la nostra Repubblica.

Mai come oggi la “questione sociale” e la “questione democratica” sono in pericolo, in crisi.

Una  settimana fa, pochi giorni prima di morire un grande e storico dirigente della sinistra, Alfredo Reichlin, ci ha scritto con difficoltà il suo ultimo appello, “…la malattia mi rende faticoso perfino scrivere queste righe…”, in cui ci ricorda per l’ultima volta che “ crisi sociale e crisi democratica  si

alimentano a vicenda e sono le fratture profonde della società italiana a delegittimare le istituzioni rappresentative.”

Siamo alla vigilia di un voto amministrativo che riguarda numerosi Comuni, grandi e piccoli. Si vota anche a Spezia in questa primavera di transizione politica.

Ad oggi pare che nessun candidato a sindaco o a sindaca, né alcuna forza politica, almeno per ora, pare abbia avvertito un problema enorme che si sta profilando all’orizzonte assai prossimo della nostra città. Vi è anche chi prevede e parla di un  “balsamo economico per tutta la provincia” che dovrebbe qui cadere dal cielo.

La questione ci è nota, ma non è detto che sarà un balsamo. Potrebbe sfiorarci per ricadere altrove o perfino essere una pioggerella acida per i lavoratori e per i giovani disoccupati spezzini.

Si tratta del venire alla fase decisionale ed operativa, dopo l’approvazione della Legge Navale e delle sue prime disponibilità economiche, di un ampio programma per il completo rinnovo della flotta militare italiana. Per una maggiore documentazione sull’argomento basta accedere su Google ai vari siti inerenti la Legge Navale. Tra questi uno riferisce la sintesi di un dibattito, tra varie rappresentanze locali e nazionali, tenutosi  l’estate scorsa  alla Spezia. Colpisce in quel dibattito, almeno per quanto riportato dal rendiconto, l’assenza completa di ogni riferimento ai  problemi di carattere occupazionale, anche da parte di esponenti istituzionali locali e regionali come se alla Spezia ed in Liguria non vi fosse un elevato tasso di disoccupazione, particolarmente grave tra i giovani compresi nella fascia di età tra i 18 e i 29 anni.  Spezia purtroppo è il territorio con  più alto tasso di  disoccupazione giovanile dell’Italia Nord Occidentale, ma pare che in troppi non se ne siano accorti, o quantomeno se se siano dimenticati. Eppure per fare le navi e per allestirle occorrono lavoratori e lavoratrici. Siano benvenute quindi le commesse e gli ordinativi per piani pluridecennali di rinnovo della flotta, di cui oggi si avvia un primo stralcio decennale. Si parla della necessità di almeno 3500 addetti nel settore navalmeccanico, ma il Muggiano conta solo 560 lavoratori ai quali si aggiungono quelli di Riva Trigoso. Sono infatti decenni che il cantiere non incrementa la sua mano d’opera.

La questione che si pone è la seguente: dove si prendono e chi li assume i nuovi 2000 lavoratori aggiuntivi di cui Fincantieri ha bisogno? Tutti nell’indotto? Ma quello spezzino ammonta a poche unità percentuali dell’intero subappalto Fincantieri, tutto il resto viene da molto lontano, anche da fuori Europa come ci raccontano le maestranze Fincantieri di Monfalcone. E il “balsamo economico  per tutta la provincia” dove scenderà? In Bangladesh, in Romania, e con quali retribuzioni per questi lavoratori? Quattro o cinque euro all’ora lavorata che il caporalato industriale del subappalto a cascata paga a molti di loro in quel di Monfalcone, con la regola tacita del “E’ così o te ne vai”? Oppure, per non andare troppo lontano, qui nel golfo della Spezia in un cantiere diverso da Fincantieri dove lavorano  operai romeni, assunti chissà perché con contratto bulgaro, che pare siano pagati con 300 (trecento) euro mensili con vitto e alloggio ( sei in una stanza ). Così è,  ed è conforme al giuslavorismo dell’ Europa di Lor Signori, delle destre e dei conservatori sovranisti, non dell’Europa che i democratici e i progressisti intendono e vogliono costruire.

Noi ci richiamiamo ai principi della Carta dei diritti europei ed alla nostra Costituzione che all’Art.41 ci dice che l’iniziativa economica è libera ma”non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Tornando alle questioni da cui ci siamo mossi: migliaia di giovani spezzini disoccupati; al Muggiano ed al vicino cantiere di Riva Trigoso che devono costruire e rinnovare la flotta militare italiana. Non ci pare di chiedere la luna se chiediamo a Fincantieri di assumere direttamente a Spezia e a Sestri Levante giovani disoccupati delle due città. Non tutti tra loro farebbero la scelta della navalmeccanica, molti legittimamente possono avere altre ispirazioni ed interessi. Ma riteniamo che alcune centinaia di loro accoglierebbero di buon grado un’opportunità occupazionale in Fincantieri per un lavoro stabile ed equamente retribuito su cui realizzare un proprio progetto di vita.

Questo chiedono uniti i sindacati confederali e crediamo che sulla loro valida proposta possa realizzarsi un sostegno ed un’unità più larga che coinvolga lavoratori occupati o disoccupati, le istituzioni locali, forze politiche, tutta la città. Può un Azienda pubblica, il cui capitale è al 71,6% dello Stato, una grande multinazionale quale Fincantieri è, ignorare una proposta di reciproco interesse?

Se così non è occorre subito affrontare i temi della formazione professionale d’intesa con la Regione e con le scuole del territorio, con i vari enti di ricerca e con l’Università che qui ha un presidio importante .

Tutte le forze politiche stanno in questi giorni accingendosi alla campagna elettorale per il rinnovo del governo cittadino. Candidati a Sindaco e liste si fronteggeranno tra di loro.

Vorremmo sperare che almeno su questo obiettivo di sviluppo occupazionale e di ruolo produttivo dell’ apparato industriale spezzino possa esservi convergenza e disponibilità unitaria pur nella inevitabile autonomia competitiva della campagna elettorale. Noi a questi principi unitari ci  ispireremo. Lo dobbiamo alla città, alle organizzazioni sindacali, ai giovani spezzini ed alle loro famiglie.

Più informazioni su