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SPEZIA – BENEVENTO 1 – 3 | Il tris è servito… e non è un pesce d’aprile

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Avanti con Piccolo, lo Spezia subisce la rimonta dei campani, scatenando le proteste del Picco. A sancire la pessima giornata ci pensa poi Granoche, fallendo allo scadere un rigore. E’ crisi nera. 

I VENTIDUE DEL PICCO: CECCARONI E SIGNORELLI LE NOVITA’, NEGLI OSPITI DE FALCO E CHIBSAH SI ACCOMODANO IN PANCHINA

Reduci dalle sconfitte contro Cittadella e Trapani e da un periodo decisamente no, Spezia e Benevento cercano la riscossa play off in quello che è il trentatreesimo turno del campionato cadetto. Di Carlo deve fare a meno degli squalificati Terzi e Vignali e dell’infortunato Errasti, lanciando così Ceccaroni e Signorelli nel consueto 4-3-3 che vede Chichizola tra i pali, De Col, Valentini, Ceccaroni e Migliore sulla linea difensiva, Djokovic, Signorelli e Pulzetti in mediana e il trio d’attacco Piccolo, Granoche e Fabbrini. In panchina Giannetti.

Stesso schieramento per Baroni, che preferisce far partire dalla panchina Chibash e De Falco, puntando su Gori in porta, Gyamfi, Camporese, Lucioni e Pezzi in difesa, Buzzegoli, Eramo e Del Pinto a centrocampo, Ciciretti, Ceravolo e Cissè davanti.

PICCOLO COLPISCE IN AVVIO, CERAVOLO RISTABILISCE I CONTI DAL DISCHETTO

Separate in classifica da appena tre punti, ma da ben quattro posizioni, liguri e campani devono rispondere alle critiche dell’ultimo mese, in cui gioco e risultati sono di fatto spariti dai radar locali.

Sostenuto da una curva Ferrovia carica di rabbia ed entusiasmo, lo Spezia parte da subito forte, aggredendo l’avversario con un pressing asfissiante e una manovra di gioco rapida ed ordinata. Il Benevento subisce, senza porre alcun tipo di resistenza, venendo così punito al 10′ dall’azione personale di Piccolo che, complice la deviazione di Lucioni, trova la rete del meritato uno a zero aquilotto.

Sterile la reazione degli ospiti, dalle parti di Chichizola con l’esperto Ceravolo, bravo a trovare una bella quanto debole conclusione volante, facile preda dell’estremo difensore argentino.

Acquisito il vantaggio, lo Spezia amministra senza troppe apprensioni la gara, subendo tuttavia qualche fisiologica folata della squadra di Baroni: al 25′, dopo un dubbio fallo non fischiato a metà campo, ci prova ancora Ceravolo con una galoppata personale, non finalizzata però a dovere complice un tiro strozzato che termina a lato.

L’episodio è comunque l’eccezione che conferma la regola di uno Spezia nettamente superiore all’avversario, in grado di imporre ritmo e gioco. Spinti dalla rapidità di Fabbrini e dalla forza di Granoche, gli aquilotti tentano infatti l’assalto al doppio vantaggio, sfiorando la rete alla mezz’ora, quando è proprio il duo a confezionare un’interessante combinazione conclusa dal Diablo e deviata in corner da un attento Gori.

Crudele e cinico, il gioco del calcio è però spesso ingiusto e così da una disattenzione di Djokovic in fase di impostazione, nasce il fallo ai danni di Ciciretti e il tiro dagli undici metri trasformato perentoriamente dall’esperto Ceravolo.

Ristabiliti i conti, i campani ritrovano il coraggio mancato in quasi tutta la prima frazione, costringendo lo Spezia a rallentare e a doversi accomodare negli spogliatoi con uno strettissimo uno a uno.

MELARA – CICIRETTI CONDANNANO LE AQUILE

Colpita al cuore nel momento migliore, la squadra in maglia bianca non riesce a tornare in campo con lo stesso vigore del primo tempo, tentando tuttavia di imporre la propria manovra: è il solito ed instancabile Granoche a sobbarcarsi il peso di un attacco non più mobile, provando al 55′ una conclusione da posizione defilata, senza trovare però la giusta mira.

Tra le fila di un Benevento sornione ed attendista, vicino al ribaltamento del risultato con Ciciretti dopo il pasticcio Valentini – Chichizola, dentro il duo Melara – Lopez per Cissè e Gyamfi, mentre tra le Aquile ecco Giannetti e Sciaudone per Fabbrini ed un esausto Pulzetti.

Chiaro, chiarissimo,  il copione del match: lo Spezia tenta l’assalto, ma la foga e il muro innalzato dagli ospiti respingono gli sterili attacchi degli ingenui ragazzi in maglia bianca, bucati al 35′ dallo stacco solitario in area di Melara, che completa così la rimonta.

Tra la rabbia e il nervosismo generale, ci sarebbe spazio per l’immancabile polemica arbitrale, causata dalla decisione di Saia di non assegnare un calcio di rigore per un presunto tocco di mano di Camporese, nato dalla conclusione di Sciaudone.

Negli ultimi minuti dentro anche Baez, ma il contropiede premia definitivamente gli stregoni, in rete grazie a Ciciretti e alla confusione della retroguardia aquilotta.

Non solo il danno, ma anche la beffa: nel secondo dei quattro minuti di recupero, difatti, Granoche si fa parare da Gori un tiro dagli undici metri, sancendo la nerissima giornata dello Spezia, forse nel periodo più difficile dall’arrivo di Di Carlo.

Andrea Licari

 

SPEZIA (4-3-3): 1 CHICHIZOLA, 3 VALENTINI N., 5 DE COL, 6 CECCARONI, 8 SIGNORELLI, 10 PICCOLO, 14 DJOKOVIC, 17 MIGLIORE (C), 21 FABBRINI (32 GIANNETTI dal 18 st), 29 GRANOCHE, 30 PULZETTI (7 SCIAUDONE dal 30 st). A disposizione: 33 VALENTINI A., 11 BAEZ, 16 CROCCHIANTI, 18 OKEREKE, 20 DATKOVIC, 25 MAGGIORE, 26 MASTINU. AllenatoreDOMENICO DI CARLO

BENEVENTO (4-3-3): 12 GORI, 2 PEZZI, 4 DEL PINTO, 5 LUCIONI (C), 9 CERAVOLO, 10 CICIRETTI, 15 CAMPORESE, 18 GYAMFI (6 LOPEZ dal 21 st), 19 CISSE’ (7 MELARA dal 14 st), 30 BUZZEGOLI, 34 ERAMO. A disposizione: 31 ALASTRA, 13 CHIBSAH, 21 DE FALCO, 23 VENUTI, 33 PINTO, 35 VIOLA, 36 MATERA. Allenatore MARCO BARONI

Marcatori: PICCOLO (S) al 12 p., CERAVOLO (B) 38 pt, MELARA (B) al 35 st, CICIRETTI (B) al 45 st

Ammoniti: DJOKOVIC (S), FABBRINI (S), CISSE’ (B), PULZETTI (S), BUZZEGOLI (B)

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