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Festa della famiglia

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LA SPEZIA – Numerose famiglie, con giovani e bambini, hanno partecipato ieri pomeriggio nella chiesa di San Pietro, a Mazzetta, alla festa diocesana della famiglia. Tra momenti di riflessione e svago, il pomeriggio si è svolto in un’intensa atmosfera di gioia e partecipazione. Molto apprezzato l’intervento di Marco Scarmagnani, giornalista e consulente familiare, che in maniera originale e piacevole ha parlato della complementarietà maschile e femminile in famiglia, non sempre facile da gestire. Grande simpatia e coinvolgimento da parte della band “Parents and Sons”, gruppo musicale di Grosseto composto da genitori e figli di cinque famiglie, ottimi musicisti, che cantano e testimoniano la bellezza della famiglia. Molto visitati gli stand presenti di editoria e consulenza familiare e matrimoniale.

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Nella Messa serale, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha tenuto una catechesi sulla famiglia, prendendo spunto dalla pagina del vangelo del giorno, che presentava la risurrezione di Lazzaro a Betania. “Il maestro è qui e ti chiama”. E’ la frase iniziale con cui Gesù si rivolge a Lazzaro sepolto, per richiamarlo in vita. «Non si tratta solo di una frase di un evento del passato – ha commentato monsignor Palletti – . Il Vangelo racconta fatti storici, ma supera il tempo. E’ una voce calata nella nostra contemporaneità. Poco importa che noi non capiamo dove Dio voglia giungere nella nostra vita. Ciò che importa è l’atteggiamento di ascolto. Se mi chiama, mi lascio interpellare, non rimango spettatore silenzioso, estraneo all’avvenimento».

«Certamente il Signore Gesù ci chiama a vivere un’esperienza di risurrezione. A volte, anche a noi viene da dire “Se tu fossi stato qui!”, come Marta a Gesù, riferendosi al fatto che la presenza del Maestro avrebbe potuto evitare la morte a Lazzaro. In realtà, dobbiamo pensare che in ogni vicenda Dio non è assente, ma presente».

«Dio è presente anche nelle nostre famiglie.  Da una parte, è la fonte della famiglia: “Dall’inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. ”. Dall’altra, ancora oggi, ogni giorno, il Signore accoglie le famiglie, le raccoglie e le permette di esprimersi come comunità di fede autentica».

«L’apostolo ci invita a guardare alla realtà della famiglia non con gli occhi dell’intelligenza, ma dello spirito. Siamo spesso tentati a vedere i problemi. E’ giusto e doveroso essere concreti. Ma questo spesso ci porta a dimenticare che la famiglia è un dono, non un problema.  I problemi li generiamo noi, il dono viene da Dio. E la fede permette di vederlo.  È uno sguardo nuovo, che ci viene chiesto di avere sulla nostra esistenza e sulle nostre famiglie. La famiglia è una realtà viva, che si muove. Pertanto va seguita e continuamente fatta crescere.  È il cammino della fede, la gioia dell’amore vissuto. La famiglia come momento fondamentale della gioia».

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«Certo, non mancano gli interrogativi. Come è stato per i discepoli, e per Marta, che ha esclamato: “Maestro, se tu fossi stato qui!”. Fanno parte dell’esistenza, del cammino. Ogni momento, se vissuto autenticamente, fa crescere, è un andare oltre, un superare il nostro limite. Il Vangelo ci invita ad accogliere fiduciosi tutto questo. Si cammina e si cresce se ci si ascolta e ci si perdona. E non basta superare i propri interrogativi. Il papa ce lo ricorda sempre. Non basta accogliere il Vangelo annunciato, bisogna anche condividerlo, portarlo agli altri».

«La famiglia è il primo grande spazio dove si accoglie e si custodisce la vita, dove si impara la gratuità.  Questo diventa testimonianza importante per gli altri. Noi vogliamo tutto questo. Ma le nostre forze sono insufficienti. Ma nella Sua forza possiamo trovare la forza, la fede e il coraggio che ci permettono di fare il cammino. Se il Signore ci ha illuminato e ci è venuto incontro, è perché noi possiamo illuminare e andare incontro a tanti fratelli. Potremmo così tutti percorrere la grande strada della fede».

Al termine, il vescovo ha invocato la benedizione di Dio sulle famiglie, quali «luoghi di crescita nell’amore e di testimonianza». Dopo la Messa, i presenti sono tornati in oratorio, per l’apericena, il cui generoso ricavato è andato al Centro di Aiuto alla Vita della Spezia.

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