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“Amianto nella Marina Militare: arsenali, navi, aerei ed elicotteri”

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Sabato 08 aprile, ore 15.30, Sala Multimediale di Tele Liguria Sud (Piazzale Giovanni XXIII).

LA SPEZIA – Emergenza amianto in Liguria e nella città di La Spezia: 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006.

I numeri del mesotelioma, dal 1994 al 2008:

La Spezia ha fatto registrare 213 mesoteliomi per un popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione;

Al 12mo posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza; poi Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e poi ancora Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti, e così via.

Ben 4 città figurano entro i primi 17 posti e 5 città tra le prime 23 in quella che è la più macabra delle statistiche (il tutto confermato dal Ministero della Salute, nel quaderno n. 15 del maggio-giugno 2012).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori: tumore polmonare; tumore alla laringe e all’ovaio; tumori del tratto gastrointestinale – faringe, stomaco e colon.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha avviato una rilevazione epidemiologica estesa ai casi successivi al 2008, e che riguardano tutte le patologie asbesto-correlate, non solo il mesotelioma.

L’associazione riceve segnalazioni anche in forma anonima, attraverso la piattaforma digitale REPAC ONA (https://www.onanotiziarioamianto.it/wp/ona/chi-siamo-repac/), in questo modo i cittadini possono collaborare ed essere parte attiva.

Uno dei comparti dove si è verificata l’esposizione è quello della difesa, in particolare nelle installazioni e nelle unità navali della Marina Militare e nei cantieri navali, anche se l’amianto è stato largamente utilizzato in circa 3000 applicazioni in diversi settori merceologici.

“Già dai primi anni ’60 – spiega Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, legale di alcuni ricorrenti – era stato confermato con chiarezza che tutti i tipi di amianto erano cancerogeni per l’uomo. Nel 1973 l’International agency for research on cancer, aveva stabilito tale dogma per la ‘sufficiente evidenza’ e quindi, da quella data, sarebbe stato necessario non utilizzare più amianto e bonificarne quello presente”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto intende quindi rendere pubblici i risultati delle indagini epidemiologiche circa il numero di casi di patologie asbesto correlate che hanno colpito la provincia e la città di La Spezia e di informare i lavoratori interessati dello stato dei procedimenti già intentati e finalizzati al riconoscimento della qualità di vittime del dovere del personale civile e militare che ha contratto patologie asbesto correlate in ragione delle attività di servizio, con equiparazione agli effetti della liquidazione delle prestazioni previdenziali, alle vittime del terrorismo, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Cagliari, Sezione lavoro, n. 917/2016, i cui principi sono stati recentemente confermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 7761/2017.

L’ONA ha quindi acconsentito alle richieste di celebrare una conferenza di aggiornamento, rispetto agli eventi che l’associazione ha già organizzato nella città di Sarzana e di La Spezia negli anni scorsi.

L’evento del prossimo 08.04.2017, sarà centrato sulle problematiche relative all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto del personale militare e civile della Marina, e nei cantieri navali e del personale della navigazione aerea, per permettere agli aventi diritto, oltre alla prevenzione primaria e secondaria, anche il riconoscimento dei diritti (prepensionamento, riconoscimento delle prestazioni quali vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, risarcimento dei danni, anche di quelli subiti dai familiari).

Sabato 8 aprile 2017 ore 15.30 – La Spezia

Sala Multimediale di Tele Liguria Sud (Piazzale Giovanni XXIII – La Spezia – SP)

Amianto nella Marina Militare: arsenali, navi, aerei ed elicotteri

La tutela del personale civile e militare della Marina Italiana

Relatori:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto – ONA ONLUS

Dott.ssa Laura Ruocco, Assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di La Spezia

Sig.ra Antonella Franchi, Coordinamento Nazionale ONA Onlus

Avv. Natalia Giuliani, Ufficio Legale ONA Onlus

Testimonianze delle vittime e dei loro familiari

L’aggiornamento sui processi penali:

In relazione ai numerosi casi di decessi nel personale civile e militare del Ministero della Difesa, con particolare attenzione per il comparto navale, la Procura della Repubblica di Padova ha già istruito due procedimenti penali, il primo in sede di appello dopo il giudizio di remissione della Cassazione, che ha annullato l’assoluzione della Corte di Appello di Venezia, e il secondo, che ha portato al rinvio a giudizio di alti ufficiali per i reati di lesioni ed omicidio colposo, tutt’ora pendente presso il Tribunale Penale di Padova (proc. n. 15150/09 RGNR) prossima udienza 10.07.2017.

In relazione ad ulteriori casi di malattie e morti sospette per patologie asbesto correlate che hanno coinvolto anche personale militare e civile dell’arsenale e delle unità navali di stanza presso il Porto di La Spezia, sono in corso le indagini preliminari affidate al PM Dott. Sergio Dini (procedimento n. 15082/2010 RGNR).

L’amianto è stato utilizzato anche nella componentistica degli aeromobili e degli elicotteri, come confermato dalla Procura della Repubblica di Padova, che ha disposto una perizia tecnica per una ventina di casi di patologie asbesto correlate che si sono manifestate tra coloro che hanno svolto servizio nell’Aeronautica Militare ed evidentemente con gli stessi velivoli utilizzati dalla Marina Militare.

I consulenti sottolineano le negligenze avvenute negli anni e i rischi ai quali sono stati sottoposti i militari scrivendo che “tutta la documentazione visionata e tutte le dichiarazioni raccolte, dimostrano che nessuna misura di prevenzione per il rischio amianto è stata adottata, né è stata fatta alcuna valutazione del rischio prima del 2000, ed è in realtà solo nel 2013 che prende l’avvio un programma di mappatura dell’amianto ancora presente e una corretta strategia di prevenzione, simile a quella adottata da Ferrovie dello Stato per i rotabili, più di venticinque anni prima”. Questo nonostante i consulenti affermino che “quanto meno dal 1980, se non da prima ancora, esisteva l’obbligo giuridico di informare i lavoratori sul rischio”, per chi manipolava direttamente i materiali di amianto, e quello di adottare tutti i sistemi necessari, di aspirazione e abbattimento e mascherine protettive adeguate, per scongiurare l’insorgere di patologie correlate all’esposizione da amianto.

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