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E’ scomparso Eugenio Garibbo, cofondatore del Circolo Auto Moto Storiche della Spezia e Commissario Nazionale per le moto dell’ASI

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LA SPEZIA – Ieri mattina ci ha lasciato l’amico Eugenio Garibbo, decano del motociclismo nazionale, Commissario nazionale Moto nonché grande esperto nazionale di motociclette ante e post periodo bellico.

Eugenio, così come amava essere chiamato dagli appassionati ed amici, nei primi anni del dopoguerra quando, per motivi professionali, visitava le cascine dell’entroterra ligure ebbe la sensibilità di notare, apprezzare e raccogliere quelle motociclette o perlomeno quello che ne restava  dopo che l’uomo e la ruggine avevano ormai destinato all oblio, salvando pertanto, in un periodo di rinascita in cui si vedeva solo al moderno ed al futuro una parte di motorismo storico che senza di lui ed altri come lui sarebbe andato perso per sempre.

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Il motore a scoppio nel secolo scorso ha dato la possibilità alla Società di fare un balzo in avanti di mille anni in solo cento anni ed Eugenio fu uno dei pionieri che capì che tutta la meccanica andava preservata e documentata perché poi tutto sarebbe cambiato e non sarebbe rimasta traccia di soluzioni, stratagemmi e Marche che rappresentarono l’inizio e l’evoluzione di questo percorso che ha cambiato il modo di pensare e di vivere del mondo intero.

Eugenio oltre ai mezzi meccanici ha raccolto ,giornali , libri, riviste e quant’altro del settore per costruirsi una biblioteca che gli permetteva di aiutare chiunque si rivolgesse a lui per restaurare o addirittura ricostruire pezzi che erano andati perduti.

Negli anni ’80  entrò a far parte come socio del Veteran Car Club di Genova, mancando a La Spezia un punto di riferimento del settore,ma il suo scopo era avere un Club nella sua città e riuscì in questo intento nel 1990, coinvolgendo l’amico Dott. Giuseppe Cozzani ed altri otto appassionati con i quali fondò quello che attualmente è ancora il CAMS LA SPEZIA ( Circolo AutoMoto Storiche L a Spezia ) che conta circa settecento Soci.

Purtroppo la dipartita di Eugenio , oltre ad un dolore per gli amici, sarà un duro colpo per il Club perché malgrado lui non abbia mai avuto l’ambizione di fare il Presidente, quando scendeva in campo ognuno di noi ascoltava i suoi consigli come e più di un Presidente. Specialmente al sottoscritto, che ha l’onore di ricoprire la carica di Presidente da una dozzina di anni, quante volte mi ha preso da parte e sottovoce magari un angolo della Sede o di casa Sua mi ha rimproverato  o consigliato o plaudito certe decisioni, proprio come fa un padre con il proprio figlio e devo dire che alla resa dei conti aveva sempre avuto ragione.

Fortunatamente la Sua passione è riuscito a trasmetterla al figlio Paolo che diventerà assieme alla sorella Titta  il custode di quanto Eugenio ha sapientemente accumulato e conservato nella sua vita, ed a noi semplici soci ed amici non rimarrà che portare avanti la stessa passione e stringerci tutti uniti , come fossimo una famiglia, nell’estremo ed ultimo saluto che daremo sabato mattina nella Chiesa di San Venerio.

Paolo Peirone

Nella foto di apertura Eugenio Garibbo assieme al Presidende dell’Asi Roberto Loi

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