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I dati di FIPE Confcommercio sulle prenotazioni nei ristoranti a Pasqua

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LA SPEZIA – I dati Fipe nazionali, in previsione delle festività Pasquali confermano un trend in miglioramento rispetto al 2016 (anno comunque molto valido) e con dati incoraggianti anche per la provincia spezzina, presa d’assalto già dalla giornata di ieri: presenze in crescita dell’1,5%.

Una “curiosità” prima dei numeri: 1 ristorante su 4 quest’anno non servirà agnelli e capretti.

  • Le festività a primavera inoltrata favoriscono previsioni positive: per il pranzo della domenica al ristorante si prevedono 3,7 milioni di clienti, in crescita rispetto al 2016.
  • Prevale il menù a pacchetto (71,8%) composto in media da 6 portate ad un prezzo fisso. Permane nelle proposte un forte legame con la tradizione (67,1%) ma crescono i ristoranti “lamb free” (1 su 4), con prodotti bio e a filiera corta (40%).
  • Salgono anche nella nostra provincia le prenotazioni via mail e online rispetto alla classica telefonata.
    Pasqua alta, alto l’ottimismo. Questo il quadro evidenziato dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi che prevede per le giornate del 16 e 17 aprile un incremento delle presenze nei ristoranti del Belpaese dell’1,5% rispetto al 2016.

“Un risultato soddisfacente favorito dal calendario di quest’anno che posiziona le festività pasquali a primavera inoltrata, in un periodo di gite fuoriporta. Tra i dati più interessanti emersi dalle rilevazioni dell’Ufficio Studi si segnala la crescente attenzione riservata a proposte di menù a filiera corta, con prodotti biologici e stagionali, che quest’anno riguarderanno ben il 40% dei ristoranti, insieme ad una maggiore sensibilità verso menù in cui si farà a meno di piatti a base del tradizionale agnello” commenta lino Stoppani, Presidente nazionale FIPE.

I dati Fipe per il giorno di Pasqua La Pasqua “alta” genera fiducia nei ristoratori. Quest’anno i ristoranti in attività saranno il 92,6% del totale contro il 91,2% dell’anno scorso, e il maggiore ottimismo si traduce in un saldo positivo (+2,6%) tra ristoratori ottimisti (14,3%) e pessimisti (11,7%) sulla clientela da servire per il pranzo di Pasqua.

Per il pranzo di domenica 16 aprile si prevedono 3,7 milioni di clienti, in aumento dell’1,5% sul 2016.

Per quanto riguarda la tipologia di clientela, circa il 45% delle persone che pranzeranno fuori casa sono turisti, principalmente italiani.

Parlando nello specifico delle tipologie di piatti, il menù tipo si caratterizza per un forte legame con la tradizione (67,1%), con piatti tipici del periodo pasquale, anche se quest’anno si segnala la crescita dei ristoranti che non serviranno piatti a base di agnello e capretto (1 su 4). Ampio spazio sarà dato anche a menù a filiera corta e con prodotti biologici (40%). Per 1 ristorante su 3 infine i menù saranno contraddistinti da reinterpretazioni creative della gastronomia locale.

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