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Non perdere la memoria di se stessi

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LA SPEZIA – «Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine”, così dice il Signore … Spesso però perdiamo la memoria di noi stessi»: si è mossa su questi concetti l’omelia che il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha pronunciato giovedì scorso durante la Messa crismale, celebrata alla Spezia nella cattedrale di Cristo Re insieme a gran parte del clero diocesano. Si tratta, come è noto, della Messa nel corso della quale vengono consacrati gli Oli santi per il conferimento dei sacramenti e che è, ogni anno, occasione di fraternità e di verifica comune tra il vescovo e i “suoi” sacerdoti e diaconi. «Cosa vuol dire – si è chiesto Palletti – perdere memoria di noi stessi ? Non vuol mica dire diventare persone inique, ci mancherebbe, tutt’altro, e neppure essere disobbedienti. Però vuol dire qualcosa che potrebbe intaccare nel profondo il nostro ministero: pensare di essere noi senza di Lui … In quel caso, diventiamo degli operatori pastorali, certo efficaci perché la teologia ce lo insegna: basta fare ciò che intende fare la Chiesa. Ma quanta povertà! Quanta aridità! Quanta luce viene tolta al bene del popolo di Dio. Allora è bene riflettere su questo. Noi non dobbiamo perdere la memoria di ciò che siamo. San Paolo lo dice: “Ravviva il dono di Dio che è in te”». La nostra memoria – dice il vescovo – non è un semplice ricordo, è invece uno sguardo che non dobbiamo mai togliere da Colui che è l’alfa e l’omega. Questa è la memoria del credente! L’altra la si può perdere per mille motivi, anche per delle malattie. La memoria del credente invece ti segue in modo indelebile, ma chiede di essere guardata, chiede di essere ricordata, chiede di essere vissuta. Noi parliamo di realtà, ma non c’è altra realtà se non Cristo, in Lui, per Lui, da Lui tutto è stato pensato. Delle cose del mondo, anche delle più sacre, “non resterà pietra su pietra”. La realtà è in Cristo, o non c’è. Nel mondo ci sono illusione, apparenza, fascino delle cose… “Io sono l’ alfa e l’omega, il principio e la fine”: veramente il Signore è progetto e compimento di tutto, il senso stesso della creazione.

Itala Mela, ricordata a sessant’anni dalla morte

Sessant’anni fa, a fine aprile del 1957, moriva a cinquantatre anni di età la serva di Dio Itala Mela. L’anniversario cade alla vigilia della beatificazione di quella che sarà la prima spezzina sugli altari. Itala Mela, infatti – ormai è ufficiale – , verrà beatificata alla Spezia sabato 10 giugno, vigilia della Santissima Trinità. La cerimonia, presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della congregazione per le Cause dei santi, avrà luogo alle 11 in piazza Europa, presenti l’arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco, altri porporati e numerosi vescovi. Piazza Europa è dominata dalla mole della cattedrale di Cristo Re, nella cui sottostante cripta si trova il sepolcro di Itala. Anche la data ha un significato particolare, dal momento che la spiritualità mistica di Itala ha al suo centro il tema della “inabitazione trinitaria”, ovvero il ruolo che la Trinità divina può avere nell’ascesi dell’anima cristiana. Per il sessantesimo della morte, la diocesi organizza intanto alcuni eventi. Giovedì 27 aprile, alle 17.30, nel salone “Fanelli” della cattedrale sarà presentata una nuova biografia di Itala. Il giorno dopo, alle 17.30, la nuova beata sarà ricordata al liceo “Costa” da Egidio Banti, insieme ad insegnanti e ad alunni del liceo che fu frequentato da Itala: nella foto qui sopra, che ritrae la terza liceo classico 1921 – 1922, si vede la futura beata, a sinistra (la ragazza sulla destra è invece Angela Gotelli, che divenne deputata Dc alla Costituente). Sabato 29 aprile, anniversario della morte, un pellegrinaggio partirà dalla chiesa di piazza Brin per giungere, attraverso i “luoghi di Itala”, alla cripta di Cristo Re, dove alle 18.30 celebrerà Messa don Gianluigi Bagnasco, vice postulatore della causa. Infine, domenica 30 aprile ci sarà un pellegrinaggio dei ragazzi, concluso alle 16 da una Messa del vicario generale monsignor Enrico Nuti.

Celebrazioni del Vescovo

Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti conclude oggi 16 aprile le celebrazioni del ciclo pasquale presiedendo la Messa pontificale nelle due città vescovili della Spezia e di Sarzana, secondo la consuetudine. Palletti celebra alle 10.30 alla Spezia, nella cattedrale di Cristo Re, e alle 18 a Sarzana, nella basilica concattedrale di Santa Maria Assunta. Intervengono i parroci e i canonici dei rispettivi capitoli. In entrambe le celebrazioni i canti vengono eseguiti dalle corali parrocchiali. La notte scorsa, il vescovo aveva presieduto la solenne Veglia pasquale, con la benedizione del fuoco, dell’acqua ed il conferimento di alcuni battesimi, sempre alla Spezia, nella cattedrale di Cristo Re. Venerdì sera aveva invece presieduto la tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo a Sarzana, concludendo il rito nella basilica di Santa Maria Assunta.

Cattolici e politica nel Novecento spezzino

Un bel convegno sul Novecento spezzino, visto nelle sue varie articolazioni, ha consentito nei giorni scorsi, all’accademia “Capellini”, di sviluppare più di una riflessione sul ruolo dei cattolici in un secolo che li vide, certo non da soli, tra i protagonisti della vita culturale e politica. Va tenuto conto che nel secondo Ottocento, con la costruzione dell’Arsenale e delle grandi fabbriche, Spezia conobbe uno sviluppo forse senza uguali in Europa: in pochi decenni la popolazione passò da diecimila ad oltre centomila abitanti, con una infinità di problemi sociali e strutturali da affrontare. Nel Novecento, poi, ci furono le grandi tensioni sociali delle lotte operaie e, ancora di più, i bombardamenti della seconda guerra mondiale. In tutti quei pur diversi frangenti, i cattolici seppero fare la loro parte. Non si può però parlare di “cattolicesimo politico” se non ci si sofferma prima sul “pre politico”, ovvero sulla straordinaria capacità che, sin da fine Ottocento, quando ai cattolici non era consentito votare, ebbero associazioni e movimenti nell’indicare agende tematiche e nel preparare classi dirigenti. Così, nei due primi decenni del Novecento l’impegno elettorale legato alla sospensione del “non expedit” (1913) e la nascita del Partito popolare (1919) non si comprenderebbero senza valutare, a monte, il grande impegno educativo e formativo dei Salesiani, con don Bosco che indica a Leone XIII la città di Spezia come una priorità assoluta del suo apostolato verso i giovani; oppure quello nel campo dei mass media del gruppo del settimanale “Il popolo”, legato alla famiglia Borachia ed uscito dal 1905 sino alla dittatura fascista. A sua volta, dopo la guerra, la Democrazia cristiana conobbe i suoi momenti migliori – che la portarono a governare il Comune dal 1957 al 1969 con i sindaci Federici e Musiani – quando poté mettere a frutto, così come lo fecero le formazioni partigiane, il silenzioso ma fecondo lavoro formativo compiuto negli anni del fascismo da universitari e laureati cattolici. E’ bello ricordare che la stessa vicenda personale della nuova beata Itala Mela si lega a quel percorso, del quale fu una sorta di mistica e generosa “madrina”. Oggi spesso la politica intende fare appello, anche alla Spezia, alla “società civile”. I cattolici questo lo fecero più volte ed in modo efficace nel corso del Novecento. E la loro storia potrebbe aiutare a ragionare sul futuro.

Egidio Banti

Incontro “Terza età”

Giovedì prossimo 20 aprile, alle 16, nel salone “Fanelli” della cattedrale, ci sarà alla Spezia il terzo incontro per la terza età promosso dall’Azione cattolica. Monsignor Gian Luca Galantini parlerà su “Rallegratevi ed esultate”, tema dell’anno. Tutti sono invitati.

Il coraggio di educare

L’associazione di promozione sociale “I sogni di Benedetta” organizza per giovedì prossimo 20 aprile alla Spezia un incontro con il professor Paolo Crepet, noto psicologo e ricercatore, sul tema “Il coraggio di educare”. Sulla scia dell’ultimo suo successo editoriale sui temi dell’educazione nell’era digitale, Crepet interverrà alla Spezia, dove è già stato presente altre volte, con una relazione relativa ad un dibattito quanto mai attuale e delicato. L’iniziativa si terrà alle 21 al teatro Civico. L’ingresso è libero e gratuito e si inserisce nella programmazione annuale dell’associazione a favore di genitori, educatori e insegnanti. La conferenza è organizzata anche in memoria dell’insegnante Aldo Boracchia. Comne è noto, l’associazione, presieduta da Stefano Lorenzini, intende essere presente nel dibattito culturale e pedagogico della città e provincia nel ricordo della piccola Benedetta Boracchia, scomparsa alcuni anni or sono. Per informazioni, scrivere ad associazione@isognidibenedetta.it.

InCanto armonico”

Anche quest’anno i “pueri cantores” della basilica di Sarzana organizzano, con “Opera network”, la rassegna “InCanto armonico”, diretta da Alessandra Montali e Federico Bardazzi. La rassegna, che termina a luglio, ha preso il via mercoledì scorso a Sarzana con le “Lezioni delle Tenebre per il mercoledì santo” di François Couperin.

Il vocabolario di Francesco

La casa editrice salesiana “Elledici” ha pubblicato di recente a Torino il volume “Il vocabolario di Papa Francesco – Parole profetiche per il nostro tempo”. La formula è originale: cinquantuno “vaticanisti” italiani di ogni genere di testata mass mediale hanno commentato ciascuno una parola tra le tante utilizzate dal Papa nelle sue catechesi, da guerra a peccato, da ponti ad amicizia e tante altre. Tra loro, c’è anche uno spezzino: Pierluigi Mele, giornalista e blogger di RaiNews 24. A lui è stato affidato il commento alla parola “carrierismo”, con la quale spesso il Papa indica uno degli elementi negativi che spingono con urgenza ad una riforma delle strutture della Chiesa. Un carrierismo al quale, sottolinea Mele, “Francesco contrappone la logica del servizio e delle Beatitudini”. Il libro, coordinato da Antonio Carriero, con interventi dei vescovi Nunzio Galantino e Domenico Pompili, si trova in tutte le librerie.

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