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Divieto di vendita degli animali nelle fiere

LA SPEZIA – Il Consiglio Comunale della Spezia ha votato all’unanimità il 20 aprile scorso  la Delibera,  redatta dagli stessi consiglieri comunali, che modifica  il vigente Regolamento Comunale Animali inserendo tra gli articolati il divieto di vendita degli animali nelle fiere, si tratta di un provvedimento epocale  frutto della collaborazione avviata mesi fa da alcune associazioni ambientaliste presenti in città con il consigliere Masia (e in seguito condivisa da altri consiglieri, tra cui Ferraioli e Bucchioni).

Quando si decise di  cominciare questa avventura, la stessa  sembrava irrealizzabile tenuto conto che tutte le iniziative messe in atto precedentemente dai cittadini e dalle associazioni contro questa crudele e anacronistica forma di commercio,  comprese raccolte firme e petizioni varie erano purtroppo fallite; insomma si veniva da anni di tentativi mancati,  …non si poteva fare.. veniva obbiettato…  oppure semplicemente si faceva finta di nulla, nelle stesse sedi consiliari, sia le Commissioni che in Consiglio Comunale veniva respinta anni fa una precisa richiesta di divieto di vendita.

Ma, nonostante questi precedenti negativi, il gruppo di lavoro emerso dalla collaborazione tra cittadini riuniti in associazione e i consiglieri comunali sensibili alla tematica, questa volta  caparbiamente è voluto andare avanti, abbiamo studiato tecnicamente la questione, abbiamo verificato che altri comuni in Italia avevano già normato in tal senso, alcuni associazioni nazionali ci hanno aiutato, abbiamo preso contatti con legali  che ci hanno supportato e infine abbiamo presentato una mozione di divieto della vendita degli animali nelle fiere e nei mercati cittadini, si trattava di una mozione di indirizzo in cui impegnavamo l’amministrazione  ad produrre un atto amministrativo in questa direzione, ma nel contempo, memori e consci  delle resistenze ad un atto amministrativo così dirompente e complesso, abbiamo deciso noi stessi consiglieri anche di diversi schieramenti politici di attivare la procedura di istruzione della pratica convocando direttamente, senza attendere i tempi dell’amministrazione  la competente Commissione Regolamento e  in quella sede ci siamo confrontati con i responsabili degli uffici tecnici che hanno recepito in toto le richieste di variazione da noi inoltrate e sostanzialmente le hanno armonizzate con il testo del precedente regolamento, il testo così modificato è tornato in Commissione Regolamento per il licenziamento della pratica ed infine siamo arrivati alla votazione positiva del giorno 20 aprile.

Questa è la storia della Delibera che abbiamo votato,  che tengo a precisare è  frutto del solo intento, volontà  e impegno dei consiglieri comunali,   sia dei promotori, che  di quelli che in seguito hanno firmato la mozione, sia di quelli che hanno chiesto insieme ai promotori  la convocazione della Commissione Regolamento, chiedendo ulteriori modifiche rispetto a quelle contenute nella mozione approvata, sia infine di tutti i consiglieri comunali che hanno votata la Delibera conclusiva, un ringraziamento a questo punto risulta doveroso e va rivolto agli uffici tecnici del comune che hanno elaborato le richieste dei consiglieri trasformandole in puntuali articolati del Regolamento.

Pertanto arrivando al tema di questa Delibera, innanzitutto una prima riflessione è doverosa, confermiamo con questa iniziativa l’azione politica portata avanti dal consiglio comunale negli ultimi anni, caratterizzata da una graduale crescita della coscienza ambientale e civica, noi siamo la città che per prima in Italia si è dichiarata contro la “vivisezione” anche con la cartellonistica,  che ha introdotto nel regolamenti comunali il divieto di potatura durante il periodo di nidificazione, la tutela dei nidi di rondine e di altri insettivori,  che ha adottato le  misure anticollisione per le vetrate degli edifici, che ha predisposto un apposito regolamento dei volontari del canile municipale, che programmato una campagna di sensibilizzazione contro i botti di capodanno con manifesti raffiguranti proprio gli ..ospiti… del canile municipale etc .

Ma un’altra riflessione si pone, essenzialmente giuridica, le normative di legge sulla tutela e il benessere animale parlano chiaro, la vendita occasionale ed il commercio ambulante di animali risultano incompatibili con le loro esigenze etologiche sia per le modalità e la frequenza dei trasporti che di stazionamento sul posto, non essendo adeguatamente garantito il loro benessere dato che vengono ospitati in spazi pubblici o aperti al pubblico, spesso privi di ripari da intemperie o assiepati in gabbie e, durante la notte, in furgoncini in condizione di sovraffollamento.

E poi i tempi sono cambiati, la sensibilità delle persone nei confronti degli animali è cresciuta, il senso civico comune sta mutando sempre più velocemente, per cui se 30 o 40 anni fa era una cosa normale vedere animali nelle fiere, ora non lo è più. Gli animali non possono essere considerati più delle cose, oggetti da vendere e da comprare in un mercato. L’affetto, la dedizione, la generosità, la lealtà che ci dona un animale non hanno prezzo, non si possono mercanteggiare.

Tra l’altro decidere di avere un animale in casa non può e non deve essere la decisione di un momento di spensieratezza in cui ci si trova a passeggiare per una fiera pensando a tutt’altro, magari mangiando zucchero filato e bevendo una bibita, e ci si ferma davanti ad una bancarella con decine di cuccioli in bella mostra. A chi non fa tenerezza un cucciolo? Chi non se lo vorrebbe stringere al petto, accarezzarlo, proteggerlo? Ma il cucciolo ha le sue esigenze, il suo carattere e non sempre le persone poi, una volta arrivate a casa si trovano preparate a gestire gli inevitabili problemi, gli impegni, che ne derivano. Solo dopo qualche mese, quando il cucciolo non sarà più un cucciolo, quando non sarà più possibile prenderlo in braccio, quando magari ancora non avrà imparato a fare i bisogni fuori casa perché nessuno ha avuto tempo di insegnarlo,  solo allora i nodi verranno al pettine. La decisione di avere un animale in casa deve essere ponderata accuratamente, deve essere presa valutando tutti i possibili problemi che ne potranno derivare che si devono saper affrontare e risolvere, perché un animale dovrà rimanere con noi per tutta la sua vita. Un mercato o una fiera non sono certo i luoghi ideali dove tali considerazioni possono essere valutate con la dovuta riflessione e maturità.

Con l’auspicio che con l’approvazione della Delibera altri comuni della Provincia seguano l’esempio del  comune capoluogo si invita ad una riflessione finale sul fatto che in un momento di crisi economica così lunga, come quella che stiamo vivendo tutti da diversi anni ormai, spendere centinaia  di euro per comprare unanimale,  quando nei canili e gattili ci sono  cani e gatti abbandonati in cerca di una famiglia, ci sembra veramente un’assurdità  e nel contempo vietare la vendita  di animali nelle fiere invece  un  opera di civiltà.

Masia Roberto Luciano