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Presentati Luca Bergonzoli e Paolo Messuri, candidati in quota Direzione Italia per Peracchini Sindaco

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LA SPEZIA – il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti insieme all’On. Raffaele Fitto, leader nazionale di “Direzione Italia” ed Europarlamentare (già  Ministro per gli affari regionali e Presidente della Regione Puglia), all’Assessore Regionale alle Infrastutture, Ambiente e Difesa del Suolo Giacomo Giampedrone e al candidato sindaco del centrodestra per le elezioni amministrative dell’11 giugno 2017, alla Spezia Pierluigi Peracchini hanno presentato Luca Bergonzoli e Paolo Messuri, candidati in quota Direzione Italia per Peracchini Sindaco.

Il Cantiere Liberale nasce a La Spezia con lo scopo di diffondere il pensiero liberale e offrire un contributo al dibattito pubblico, ispirandosi ai modelli di Think Thank anglosassoni.

Le idee proposte del Cantiere, sul terreno delle politiche concrete anche a livello locale, sono quelle che sanno dare maggior respiro alla società civile: restituire risorse all’economia, liberare la concorrenza e gli scambi e così costruire più benessere e ricchezza per tutti.

Il Cantiere Liberale è attivo nell’elaborazione di ricerche e studi: da anni ormai organizza seminari, dibattiti, convegni pubblici e scuole di liberalismo portando in città personalità di caratura nazionale e internazionale, come istituti prestigiosi come la Fondazione Einaudi o l’Istituto Bruno Leoni.

Per le prossime elezioni locali ha deciso di non nascondersi, proponendo persone e idee al dibattito pubblico.

Luca Bergonzoli e Paolo Messuri, candidati in quota Direzione Italia ed entrambi iscritti all’associazione alla quale hanno dato il loro contributo negli anni, sono i candidati migliori per portare le sue idee e i suoi ideali nell’istituzione del comune della Spezia.

LUCA BERGONZOLI

Ragioniere laureato in Economia e Commercio, lavora da vent’anni nel settore delle energie rinnovabili. Attualmente è il responsabile della sede italiana di una multinazionale danese che sviluppa e costruisce impianti eolici. Grazie al suo lavoro ha rapporti quotidiani con i vari gradi della Pubblica Amministrazione: da quelli periferici a quelli centrali. Si candida per portare la sua esperienza al servizio della cittadinanza, soprattutto in ambito economico e di sviluppo territoriale: un punto su tutti è l’impegno per portare a La Spezia sedi e uffici di rappresentanza di aziende italiane e straniere. Originario del Canaletto, è sposato con Chiara e papà di Yaric. Vive in centro a Spezia. Fondatore del Cantiere Liberale, insieme ad altri amici e al Presidente Alessandro Laghezza.

PAOLO MESSURI

Sposato con due figli, vive a Spezia ed ha sempre dedicato molto del suo tempo nell’impegno civico per la sua città. Avvocato civilista del foro della Spezia da 25 anni, dal 1992. Ha ricoperto la mansione di sindaco revisore in importanti società nazionali.

Dopo cinque anni di assenza dal Consiglio Comunale della Spezia, si candida in quota Direzione Italia. Nella legislatura precedente a quella in scadenza ha dato prova di un impegno intenso e continuo, raggiungendo pur dall’opposizione risultati importanti per la città. Nella carica di Presidente della Commissione Statuti e Regolamenti ha portato in delibera il nuovo testo del regolamento del Consiglio Comunale, delle Commissioni e dell’assemblea dei capi–gruppo. Come componente della Commissione Bilancio ha presentato, nel corso dei cinque anni di consiliatura, numerosi emendamenti al bilancio Comunale e, come promotore, ha fatto approvare un’importante mozione che, di fatto e come pubblicamente riconosciuto, ha “salvato” il bilancio del Comune: la mozione che ha imposto alla Centrale ENEL della Spezia di pagare l’ICI sulle turbine e sulle sue strutture industriali.

Iscritto all’associazione Cantiere Liberale, di cui condivide idee e ideali.

Meno Stato, meno tasse, meno burocrazia, più spazio e libertà all’iniziativa dei privati

Direzione Italia poggia su un programma chiaro, che non ammette ambiguità. Le parole d’ordine sono quelle del paradigma thatcheriano. La sua collocazione è a destra, alternativa al campo progressista con il quale non intende scendere a patti né fare inciuci. Partito snello, ma non liquido. La sua struttura organizzativa è di tipo confederale, puntando a rappresentare quel vasto mondo che vive nelle espressioni del civismo e dei movimenti locali. In quest’ottica, la collaborazione col Cantiere Liberale di La Spezia è apparsa già proficua e ci auguriamo possa continuare in futuro.

La collocazione internazionale è fortemente ancorata ai valori dell’Occidente ed a un europeismo diverso da quello vissuto e respirato oggi a Bruxelles. Il blocco sociale al quale guarda è quello del ceto medio produttivo, orfano di un’efficace rappresentanza che ne tuteli gli interessi oltre il chiacchiericcio delle promesse elettorali. La “mission” è tarata sull’obiettivo di breve termine di rimettere in moto il sistema produttivo delle piccole e medie imprese, asse portante dell’economia italiana. La bestia nera contro cui ingaggiare una lotta senza quartiere è l’impazzimento della spesa pubblica. D’altro canto ai conservatori questo Stato invasivo e spendaccione non è mai piaciuto.

Parafrasando la celebre invocazione kennediana: “Più che chiederci cosa possiamo fare noi per lo Stato italiano, domandiamoci cosa lo Stato italiano ci sta già facendo”. Direzione Italia guarda avanti proponendosi uno compito escatologico: tornare a inalberare la bandiera della rivoluzione liberale. Un lavoro, che è una missione per il Paese, da portare avanti con convinzione, ma non da soli.

Il suo leader Raffaele Fitto, europarlamentare e già Ministro degli affari regionali e Governatore della Regione Puglia, è consapevole di dover giocare la partita all’interno di un quadro di alleanze ampio: perché la corsa in solitario può essere nobile se ambisce a garantire la vittoria per governare, non se si limita a essere pura testimonianza. La ricerca di una sintesi programmatica è d’obbligo se non si vuole lasciare il Paese nelle mani di due incompetenze, in apparenza alternative ma simili nella sostanza: quella della sinistra e quella grillina.

La Spezia, come Genova, può essere laboratorio di una proposta per il paese.

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