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I figli illustri della Val di Vara

Quattro professionisti di talento alla presentazione dei vini di Buranco a Monterosso.

MONTEROSSO – Tre spezzini poco conosciuti ma di grande talento. Giorgio Callegari, ingegnere, direttore della Direzione generale territoriale del nord-ovest (Liguria, Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta) del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Andrea Delfini, ingegnere informatico, che ha realizzato una piattaforma digitale con la quale gestisce da Spezia le prenotazioni in alberghi a quattro-cinque stelle d’Italia e del mondo. Massimo Ivani, anche lui ingegnere informatico, che ha ideato un software per la chirurgia dentale, ha clienti in tutto il mondo e tra pochi giorni debutterà, con la sua piccola società, alla Borsa di Parigi. Tre spezzini di valore, tutti originari della Val di Vara. A cui potremmo aggiungere Edoardo Garibotti, che poco conosciuto però non è, amministratore delegato della divisione pompe e compressori di Termomeccanica. Quattro uomini, quattro storie che affondano le radici in un territorio – la Val di Vara – di grandi potenzialità inespresse.

Li ha messi insieme in una giornata di festa l’ex senatore Luigi Grillo nella sua azienda Buranco di Monterosso in occasione della presentazione dei vini della stagione 2017. La giornata si era aperta con una partita di calcetto tra una rappresentativa di sindaci ed una di ristoratori delle Cinque Terre e si è conclusa con la colazione innaffiata dei vini dell’azienda. Durante la fase conviviale Luigi Grillo ha ricordato un episodio curioso legato ad un’opera importante per la viabilità della Val di Vara: il traforo della Foce, i cui lavori iniziarono alla fine degli anni Settanta (le imprese erano Ferrari e Agnese) ma si interruppero per mancanza di finanziamenti, così la galleria di Marinasco era diventata un’incompiuta. Fu Grillo a scoprire da un funzionario dei ministero dei Lavori pubblici che c’era un tesoretto accantonato per le Colombiane di Genova. Lo Stato pagava le rate del mutuo acceso dal Comune capoluogo ma lo faceva al tasso iniziale del 23% che negli anni era sceso al 3%. Ecco il tesoretto, cento milioni di euro, che servì per terminare opere al Comune di Genova, servì alla Curia per restaurare alcune chiese e, grazie al pressing di Grillo, per ultimare la galleria di Marinasco.

Nella foto i partecipanti (sindaci e ristoratori) alla partita di calcetto