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Consiglio Regionale di martedì 2 maggio

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Dibattito su ddl relativo alle autorizzazioni e all’accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private

Questa mattina si è svolto il dibattito sul disegno di legge 141 : “Norme in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie e sociali pubbliche e private”.

Matteo Rosso (FdI), presidente della Commissione Salute e sicurezza sociale, ha presentato la relazione di maggioranza sottolineando che il provvedimento pone il paziente, in particolare l’anziano e il bambino, al centro della rete assistenziale. «Con questo provvedimento viene implementato il sistema di regole di controllo preventivo – ha spiegato – efficaci e rigorose». Secondo Rosso la sovrapposizione e la complessità del quadro normativo esistente ha determinato dubbi interpretativi e procedure amministrative farraginose e difformi sia nella fase preliminare di verifica di possesso dei requisiti sia nella successiva attività di vigilanza e di controllo. «La finalità principale della legge consiste nel completamento della riforma del Servizio sanitario ligure superando i limiti che derivano – ha aggiunto – dalla differenziazione e separazione dei processi autorizzativi e delle attività di controllo e vigilanza». Il consigliere ha quindi elencato i limiti attuali del sistema: carenze di manutenzione, l’assenza di una regia per verificare i requisiti e sull’attività di vigilanza e di controllo, la disomogeneità dei processi valutativi sui requisiti e l’assenza di una previsione degli strumenti per promuovere la qualità dei servizi erogata e dei sistemi di vigilanza e controllo. «ALiSa – ha dichiarato – svolgerà un ruolo di garanzia nei confronti della Regione e dei Comuni e dei cittadini rispetto al possesso e al mantenimento dei requisiti autorizzativi richiesti alle strutture. Un punto qualificante del provvedimento – ha aggiunto – consiste nel mettere a disposizione di tutti i Comuni, tramite ALiSa, le professionalità necessarie per effettuare una puntuale verifica dei requisiti richiesti per le autorizzazioni all’esercizio delle attività socio sanitarie». Rosso, infine, ha ricordato l’ampio dibattito che si è svolto in Commissione sul disegno di legge che è stato accompagnato da una lunga serie di audizioni dei soggetti interessati e ha rilevato il parere favorevole espresso dal Cal. Si è augurato – infine – la più ampia condivisione possibile del testo.

Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), nella sua relazione di minoranza ha definito il disegno di legge un «testo piuttosto scarno, lacunoso e generico. Tutto ciò che ha un reale impatto sulla realtà è demandato ad una fase successiva». Il consigliere ha aggiunto: «Tutto è nelle mani della giunta, coadiuvata dal suo braccio operativo, A.Li.Sa, senza che ci sia alcuna possibilità di intervento o di correzione da parte del Consiglio e della Commissione consiliare competente». Secondo Battistini il provvedimento non guarda a ciò che sarebbe utile per soddisfare domanda ed offerta. «Il testo – ha aggiunto – non si focalizza sulla questione più importante sotto il profilo socio sanitario: la persona». E, a questo scopo, Battistini ha annunciato un corposo pacchetto di emendamenti: uno dei quali prevede la stesura di un Piano triennale «che possa essere costantemente aggiornato e revisionato ogni 3 anni» e «che contempli i bisogni sociali, sanitari e socio sanitari della popolazione». Secondo il consigliere il piano consentirebbe di scattare un fotografia sui servizi e sulle strutture sociali, sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, autorizzate o accreditate sul territorio ligure: questo strumento sarebbe utile – ha aggiunto – per procedere con autorizzazioni ed accreditamenti «sulla base di obiettivi chiari, precisi, incardinati in un quadro che possa essere sostenibile sia dal punto di vista economico che organizzativo». In conclusione Battistini ha ribadito che, per affermare la centralità della persona, è necessario che la qualità del servizio erogato sia verificabile e controllabile in modo oggettivo «anche attraverso uno strumento redatto e frequentemente aggiornato come il Manuale di Autorizzazione ed accreditamento».

Sergio Rossetti (Pd) ha criticato la giunta che – ha detto – non potendo presentare un quadro di riforma completo del sistema regionale produce atti scollegati tra loro, «con il classico metodo del carciofo, sfoglia foglia per foglia senza chiarire quali sono gli obiettivi e l’approccio complessivo del sistema. Alla fine non rimarrà nulla». Rossetti ha puntualizzato: «Abbiamo inutilmente richiesto che il tema fosse discusso in modo completo: la legge che definisce i principi complessivi oggetto del disegno di legge, il manuale di accreditamento che definisce regole e governo del sistema e le delibere di attuazione operativa e tariffaria del sistema. Anche l’OTA (Organismo territoriale di accreditamento previsto dalla legge) appare ad esclusiva costituzione pubblica, con una riserva mentale e culturale per cui il professionista esprime competenze diverse se opera nel pubblico o nel privato». Secondo il consigliere «con questa proposta il sistema dell’accreditamento viene snaturato perché si  differenziano tempistiche e regole tra il sistema gestito direttamente dalle aziende pubbliche e il sistema a gestione non diretta»: questo aspetto – ha spiegato – potrebbe costituire un pregiudizio costituzionale della legge. «In tutte le prestazioni, residenziali, diurne, riabilitative, in tutte le categorie, – ha aggiunto – disabili, dipendenti, psichiatrici anziani, addirittura bambini aspettano anni per entrare nei luoghi di cura e la riduzione dei budget nella riabilitazione ha determinato un incremento dei costi a carico delle famiglie per le prestazioni dirette». Nella sua relazione sul testo, ha aggiunto ironicamente: «Un malato psichiatrico e un disabile che raggiunge il sessantacinquesimo anno di età, senza valutazione multidisciplinare, guarisce in quota parte! Così si potranno ridurre del 40% e del 30% le prestazioni di cura e quindi le tariffe! Questo provvedimento, illegittimo sotto il profilo del sistema sanitario nazionale passerà come il “ miracolo di Toti“. Bisogna essere consapevoli che trattando allo stesso modo anziani disabili, malati psichiatrici e persone dipendenti si fanno errori e si creano mostri».

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha presentato la relazione di minoranza a nome del proprio gruppo facendo un’attenta analisi del testo e dell’attuale assetto normativo e annunciando una serie di modifiche. «Il principio, pur condivisibile, dell’avere nella Regione un soggetto che sovraintende all’erogazione di prestazioni, che ruotano intorno al concetto di salute, appare condivisibile. Ma già la normativa vigente, in materia di autorizzazioni, prevede che vi sia una comunicazione alla Regione, appunto,di nuove strutture autorizzate: se da un lato viene segnalato che tale iter non funzionava e che non vi era un reale controllo, eppur vero che nulla è garantito altrettanto nella nuova formulazione del Disegno di legge che vede coinvolta ALiSa, anziché la Regione». Secondo il consigliere è «altrettanto discutibile il peso che assume la stessa ALiSa in tutti i procedimenti autorizzativi in ambito “sociale”, che vedono i Comuni come soggetti responsabili, salvo non comprendere se l’intervento di Alisa sia o non sia vincolante, lasciando spazi interpretativi che di volta in volta potrebbero creare pericolose visioni soggettive di coloro che hanno o non hanno titolo per avviare una attività». Melis ha aggiunto: «Quanto emerge è un quadro dove, seppur vi siano alcuni elementi condivisibili nei controlli previsti, nell’azione di monitoraggio centralizzato attraverso Alisa rileviamo come i temi più sensibili di fatto fuoriescano dal disegno di legge in sé e ne siano conseguenza attraverso atti di Giunta che non possiamo ne governare ne condividere, lasciando quindi spazio a molti, troppi dubbi».

L’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale ha replicato, al termine della discussione generale, rilevando che il disegno di legge è maturato al termine di un lungo percorso cin cui sono stati coinvolti, nelle sedi istituzionali previste. «Il testo approvato dalla giunta – ha detto – è stato sottoposto ad un esame approfondito con tutti i protagonisti, sia del mondo delle professioni che sindacale» per dare risposte aggiornate rispetto alla legge attuale, che risale al 1999. Viale ha ribadito, dunque, «la centralità dei Comuni e la novità del parere tecnico da parte di ALiSa» che interverrà, con l’ausilio dei massimi esperti, in modo organico su tutta la regione superando il ruolo svolto fino ad ora dalle commissioni di ogni singola asl «evitando così le famose cinque repubbliche». L’assessore ha quindi sottolineato altri aspetti qualificanti del provvedimento, fra i quali i tempi certi definiti per tutti gli enti responsabili, la separazione delle tempistiche per le autorizzazioni e per gli accreditamenti. Viale ha, quindi, ribadito la «terzietà e imparzialità degli organismi» e il fatto che il disegno di legge introduca per la prima volta un monitoraggio regionale sulle strutture accreditate, che fino da oggi è affidato ad ogni singolo Comune «creando difficoltà nell’acquisizione delle notizie». L’assessore ha concluso: «ALiSa sarà l’unico organismo che darà contezza di tutte le procedure attivate dai diversi Comuni ai quali, però resta l’atto definitivo tenendo conto della valutazione tecnica di Alisa». Viale ha assicurato che i nuovi requisiti strutturali non verranno applicati alle strutture già esistenti o che hanno già presentato istanza.

No alla riduzione dei lavori in house delle concessionarie autostradali liguri

All’unanimità è  stato approvato un ordine del giorno, sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi, con il quale si ricorda che il decreto del nuovo codice degli appalti ha ridotto la soglia dei lavori in house dal 40 al 20 per cento, «con il rischio di ricadute negative per l’occupazione nelle aziende in house delle concessionarie  autostradali liguri». Con il documento si impegna la giunta  a sensibilizzare urgentemente  il Ministero competente prevedendo anche un incontro con i cessionari delle tratte autostradali liguri, per valutare se le peculiari caratteristiche delle autostrade  liguri possano consentire una deroga alla soglia del 20 per cento per le manutenzioni ordinarie; nell’ambito del confronto con CGIL,CISL e UIL in materia di appalti, a tenere in considerazione la problematica, con particolare riferimento all’inserimento della clausola sociale nelle norme delle nuove gare che bandiranno  i concessionari autostradali; nelle more della definizione del protocollo della prefettura  di Genova in materia di sicurezza dei cantieri autostradali, – inoltre – a sostenere il rafforzamento  delle norme per garantire la sicurezza sul lavoro ed il contrasto al lavoro nero; ad operare perché attraverso  il coordinamento  della prefettura si possa estendere tale protocollo anche alle altre tratte autostradali della Liguria: a valutare la possibilità di inserire  la formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza  nei piani di formazione regionali.

Assenti: Salvatore

Quorum: 16 voti

Ok a ddl su autorizzazioni e accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private

Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra), 14 contrari (minoranza) è stato approvato il disegno di legge 141 : “Norme in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie e sociali pubbliche e private”.

Il provvedimento completa la riforma del Servizio Sanitario Regionale, già avviata attraverso l’istituzione di ALiSa e il Riordino delle disposizioni in materia sanitaria e socio sanitaria, e si pone l’obbiettivo di garantire una maggiore qualità delle prestazioni, equità di accesso alle prestazioni e libertà di scelta ai cittadini. Questi obbiettivi sono perseguiti attraverso la negoziazione con le strutture pubbliche e private per promuovere qualità, appropriatezza e integrazione delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie. La legge, inoltre, prevede la standardizzazione delle istruttorie e delle procedure amministrative in modo da superare alcune difformità nell’applicazione delle norme da parte dei Comuni e delle asl liguri, e adotta un articolato sistema di monitoraggio e di conoscenza delle strutture autorizzate e accreditate e delle liste di attesa. Fra gli obbiettivi del testo ci sono il superamento delle attuali carenze di manutenzione e di aggiornamento dei requisiti richiesti per accedere all’accreditamento. Viene prevista un’unica regia nella verifica dei requisiti e dell’attività di vigilanza e controllo, superando la disomogeneità fra le istruttorie tecniche che devono valutare il possesso dei requisiti richiesti; vengono introdotti nuovi strumenti per promuovere la qualità dei servizi , accrescere la vigilanza sulle prestazioni in modo da garantire equità negli accessi alle prestazioni sul territorio. Vengono introdotti anche nuovi sistemi sanzionatori. Il provvedimento, inoltre, stabilisce le procedure con cui A.Li.Sa svolgerà le proprie funzioni di vigilanza e controllo, nel rispetto dell’attuale assetto istituzionale che vede nel Comune l’ente territoriale competente al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle attività sanitarie, socio sanitarie e sociali. Spetta, invece, alla Regione attribuire la qualità di soggetto accreditato alle strutture sanitarie e socio sanitarie.

Sono stati approvati due emendamenti della giunta. Il primo richiede preventivamente il parere della competente commissione consiliare rispetto alla definizione dei requisiti strutturali impiantistici e tecnologici e per la definizione dei requisiti per l’accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie. Il secondo stabilisce, fra l’altro che alle istanze di autorizzazione all’esercizio delle attività sanitarie, sociosanitarie e sociali, e alle istanze di accreditamento delle strutture, presentate prima della data in cui la presente legge acquista efficacia, si applicano le disposizioni della precedente legge regionale 30 luglio 1999 n.20. L’emendamento stabilisce, inoltre, che le strutture delle Asl, Irccs e Enti equiparati, le strutture private e pubbliche già autorizzate all’esercizio di attività sanitarie, sociosanitarie e sociali e le strutture, che abbiano presentato istanza di autorizzazione prima della data in qui la presente legge acquisterà efficacia, si adeguano ai requisiti organizzativi e tecnologici fissati dal provvedimento entro 180 giorni dall’adozione del provvedimento stesso.

Approvato un emendamento di natura squisitamente tecnica presentato da Matteo Rosso (FdI-An) .

Respinti tutti gli emendamenti presentati dalla minoranza.

Respinto un ordine del giorno presentato da Andrea Melis (Mov5Stelle)

Al dibattito hanno partecipato, dopo un secondo intervento di Rossetti, Melis e Battistini, (già relatori di minoranza nella seduta del mattino, vedi comunicato ndr), Gianni Pastorino (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), il quale ha lamentato che siano stati respinti tutti i 39 emendamenti presentati dal suo gruppo senza una discussione da parte della giunta , e Claudio Muzio (FI) il quale ha sottolineato i punti qualificanti del provvedimento, cioè tempi e budget certi fin dall’inizio dell’anno, e l’ampio dibattito avvenuto sul testo in Commissione Salute e sicurezza sociale.

Videosorveglianza nelle strutture residenziali e semiresidenziali

Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centrodestra) e 14 astenuti (minoranza) è stato approvato l’ordine del giorno che ha come primo firmatario Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) con il quale si impegna la giunta ad incentivare, in sede di definizione dei requisiti strutturali, impiantistici, tecnologici e organizzativi, e mediante apposite ed idonee misure, l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso nelle strutture residenziali e semiresidenziali che erogano prestazioni sociali, socio sanitarie, socio assistenziali e socio educative.

Caccia: vigilanza, sanzioni e contenziosi passano dalle Province alla Regione

Con 20 voti favorevoli (centrodestra), 6 contrari (Movimento 5 Stelle, Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria) e 2 astenuti (Giovanni Barbagallo e Giovanni Lunardon del Pd) è stata approvato il disegno di legge 138 “Modifiche alla legge regionale 1 luglio 1994, numero 29 (Norme  regionali per la protezione della fauna omeoterma  e per il prelievo venatorio) . Il nuovo testo prevede ulteriori adeguamenti  normativi alla legge sulla caccia necessari in seguito al passaggio di competenze dalle Province alla Regione. In particolare in questo caso il  passaggio di competenze riguarda la vigilanza faunistico venatoria, i contenziosi e la gestione delle sanzioni. Viene, inoltre, recepita l’indicazione nazionale che prevede l’annotazione sul tesserino del cacciatore dei capi abbattuti, sia di fauna stanziale che migratoria. La proposta di legge regionale specifica che l’annotazione deve avvenire dopo  l’abbattimento accertato dei capi. Viene così introdotto un ulteriore elemento di chiarezza.

Respinti due emendamenti presentati da Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle). Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha precisato che il Disegno di legge si è reso necessario in seguito al passaggio di competenze dalla Provincia alla Regione. Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha evidenziato che nel tempo si è succeduto un numero, a suo avviso eccessivamente elevato, di modifiche alla legge sulla caccia, creando «confusione normativa» e sottraendo – ha rimarcato – in maniera eccessiva tempo prezioso anche in seno alla Commissione.

Nel dibattito è intervenuto anche Giovanni Lunardon del Pd .

Nuovo intervento in materia di trasporto pubblico locale

E’ stato approvato all’unanimità il Disegno di legge 147 “Modifiche all’art. 28 bis, comma 3, della l.r. n. 33/2013 e s.m. e i. e all’art. 15, comma 1 quater della l.r. n. 40/2014 e s.m. e i.”.

La prima modifica riguarda il fondo per l’efficientamento del servizio del trasporto pubblico locale (il cosiddetto “fondino”) e consiste nella sostituzione del termine di “centoventi giorni decorrenti dal giorno della effettiva disponibilità finanziaria delle risorse da parte della F.I.L.S.E. SpA” con il termine del 31 dicembre 2017. La modifica è scaturita dalle esigenze di far slittare a fine anno il termine di centoventi giorni, previsto per la conclusione dell’intervento straordinario di efficientamento in scadenza al 18 maggio prossimo. In questo modo è possibile massimizzare gli effetti dell’applicazione dell’intervento straordinario tenuto conto che, rispetto alle procedure di esodo anticipato e di mobilità previste dalla legge regionale 33 del 2013, lo Stato nel frattempo ha introdotto nella Legge di Stabilità 2016 disposizioni relative alla riduzione dei requisiti di anzianità per accedere al trattamento pensionistico, riferite ad categorie di lavoratori in cui potrebbe rientrare il personale conducente dei mezzi di trasporto, ma non ancora operative perché in attesa dell’emanazione di un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Lo slittamento a fine anno del termine per la conclusione della procedura relativa “al fondino” permetterà, dunque, a fronte di casi di lavoratori che fruissero delle disposizioni statali, di ampliare la platea dei beneficiari della applicazione dell’intervento straordinario regionale.

La seconda modifica è diretta conseguenza della prima e consiste nella riformulazione di natura formale dei criteri di riparto delle risorse erogate per i rinnovi dei contratti di lavoro relativi al settore del trasporto pubblico locale.

Rischio esodati nel mondo della scuola

Sul rischio esodati nel mondo scolastico sono state presentate due mozioni da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini).

Con 25 voti favorevoli (Lega Nord Liguria-Salvini, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Liguria Popolare, Pd , Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) e 4 astenuti (Mov5Stelle) è stata approvata la prima mozione, illustrata da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritta da tutto il gruppo, con la quale si evidenzia che alla scadenza della graduatoria, nel 2017, la III fascia di istituto degli insegnanti precari sarà aggiornata per chi ne fa parte e chiusa a nuovi ingressi e che, in assenza di misure transitorie (la possibilità di abilitarsi), gli iscritti saranno tenuti in un limbo lavorativo, per poi essere spazzati via dal limite dei 36 mesi per il rinnovo dei contratti a tempo determinato previsto dalla legge 107 (Buona scuola), anche se svolgono un servizio identico per mansioni e responsabilità a quello dei colleghi di ruolo. Pertanto il documento impegna la giunta «a sollecitare un Decreto del Ministro dell’Istruzione che proroghi i termini del provvedimento sui Percorsi abilitanti speciali (PAS) per gli insegnanti con adeguati livelli di esperienza, dal momento che il limite non è perentorio e che lo stesso TFA (Tirocinio formativo attivo), descritto come transitorio, di fatto è consolidato non essendo ancora attuato il DM 249/2010, che prevede le magistrali abilitanti»

E’ stata approvata all’unanimità la mozione illustrata da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) con la quale si impegna la giunta «a chiedere chiarimenti al Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, sul futuro – in troppi casi attualmente negato – dei docenti abilitati della seconda fascia di istituto». Nel documento si rimarca infatti che «due terzi di insegnanti abilitati della seconda fascia di istituto non saranno stabilizzati con il nuovo concorso e, oltre a essere loro preclusa l’assunzione a tempo indeterminato, verrà presto negata loro anche la possibilità di utilizzare contratti a tempo determinato, pur avendo maturato diversi anni di esperienza che a questo punto rischia di andare dispersa.

Nel dibattito sono intervenuti il proponente Piana, l’assessore alla scuola Ilaria Cavo, Sergio Rossetti (Pd), Gianni Pastorino (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), Marco De Ferrari (Mov5Stelle) . 

No all’accoglienza diffusa dei migranti

No ad ulteriori arrivi di migranti in Liguria

Su questo argomento sono state presentate una mozione e un ordine del giorno di contenuto divergente: la mozione è stata presentata da Gianni Pastorino (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), l’ordine del giorno è stato presentato da Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini), ed era sottoscritto da tutti i componenti del gruppo.

Con 16 voti contrari (maggioranza di centrodestra), 7 voti favorevoli (Pd e Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria) e 4 astenuti (Movimento 5 Stelle) è stata respinta la mozione presentata da Pastorino, con la quale si impegnava la giunta «a creare un percorso veloce e sicuro (con controlli adeguati) per inserire temporaneamente rifugiati o famiglie di rifugiati presso famiglie italiane o straniere residenti nel territorio ligure, disponibili ad accoglierli, prendendo ad esempio il percorso virtuoso della Regione Toscana, che ha istituito un numero di telefono regionale “Accoglienza migranti”, per registrare le disponibilità di accoglienza, da parte di famiglie, privati cittadini e proprietari di strutture ricettive».

Con 16 voti a favore (maggioranza di centrodestra), 7 contrari (Pd e Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria( e 4 astenuti (Movimento 5 Stelle), è stato approvato l’ordine del giorno presentato da Senarega, che chiede alla giunta «di affermare, in Conferenza Stato – Regioni, la netta contrarietà ad ulteriori arrivi in Liguria rappresentando, in questo modo, la posizione di numerosi Sindaci della regione e dell’Anci stessa». Nel documento si rileva che, in base ai dati dell’Agenzia Europea della Guardia Costiera e di Frontiera (Frontex), il numero di migranti arrivati in Europa nel 2016, attraverso la rotta italiana del Mediterraneo centrale, ha raggiunto quota 181.000, la più alta cifra mai registrata negli anni e che il Ministero dell’Interno nel 2016 ha previsto di distribuire 2,5 richiedenti asilo ogni 1.000 residenti, con correttivi per i Comuni di piccole dimensioni e le Città Metropolitane. «Il Direttore Generale di Anci Liguria ha recentemente affermato che il flusso dei richiedenti asilo censiti in Liguria ha già superato abbondantemente la soglia suddetta, prevista dal piano di riparto – ha aggiunto il consigliere – e, in base ai dati diffusi da Anci Liguria nel dicembre 2016, i richiedenti asilo accolti nel territorio regionale superano le 5.000 unità».

Nel dibattito congiunto su due provvedimenti sono intervenuti, oltre ai proponenti, Luca Garibaldi (Pd), l’assessore all’immigrazione Sonia Viale, Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), Luca Garibaldi (Pd) e Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini).

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