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Costa e la proposta di legge per la soppressione del Parco di Montemarcello Magra-Vara

«Anche la presenza di oltre 46 discariche in area parco evidenziata oggi in consiglio testimonia che siamo di fronte ad un territorio abbandonato e non gestito. La gestione del territorio torni ai sindaci». 

Il primo firmatario della proposta di legge e presidente della Commissione Territorio Ambiente difende la sua iniziativa e replica all’ordine del giorno del Pd, respinto dall’intero centrodestra, che chiedeva alla maggioranza di ritirare l’iniziativa di soppressione dell’Ente. «Auspico che si arrivi presto all’approvazione della legge – dice Costa – e registro con soddisfazione la posizione compatta della maggioranza nel respingere la richiesta di ritiro della proposta». 

GENOVA – Andrea Costa (Gruppo Misto-Liguria Popolare), presidente della Commissione Territorio Ambiente, risponde all’ordine del giorno del Pd, bocciato dall’intera maggioranza di centrodestra, con il quale si chiedeva il ritiro della Proposta di legge che sopprime il Parco di Montemarcello Magra Vara, di cui Costa è primo firmatario.

«La battaglia per abolire il parco per me rappresenta una questione di coerenza: la mia posizione è da sempre nota, fin da quando ricoprivo il ruolo di sindaco: purtroppo il Parco non ha avuto effetti positivi sul territorio, come del resto testimoniano anche le 46 discariche presenti nella vasta area di sua competenza. – ha detto Costa – Per troppo tempo abbiamo fatto i conti con la cultura del proibizionismo assoluto che nulla ha a che fare con la salvaguardia dell’ambiente, che al contrario si tutela   garantendo la presenza dell’uomo e delle sue attività. L’Ente Parco di fatto ha ostacolato qualsiasi attività umana, allontanando progressivamente l’uomo dal territorio. Infatti sono state rese complicate anche le azioni più semplici, fatte da sempre in queste zone, come raccogliere legna secca sul greto del torrente. L’agricoltura è stata senza dubbio penalizzata: per entrare in un campo da coltivare con un trattore è necessario superare non poche formalità che spesso hanno scoraggiato anche i bene intenzionati. Il risultato è un territorio abbandonato a se stesso, ma incuria e abbandono portano purtroppo al dissesto idrogeologico».

Precisa il consigliere: «Tutto dimostra che il Parco non ha centrato i suoi obiettivi e che non è sufficiente tracciare un confine sul territorio per tutelarlo. Ritengo che la gestione del territorio debba essere affidata ai sindaci, che rispondono direttamente ai cittadini».

Conclude il consigliere: «Durante la discussione in Consiglio i tentativi messi in atto dal Partito democratico di dividere la maggioranza su di un tema così importante non hanno sortito alcune effetto, come hanno dimostrato anche alcuni interventi di colleghi di maggioranza   – dice – Ma, soprattutto, la maggioranza ha dimostrato la sua compattezza nel respingere con voto unanime l’ordine del giorno con il quale il Pd chiedeva il ritiro della proposta di soppressione».