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PERUGIA – SPEZIA 0 – 0 | Le Aquile ci sono, i gol no, i play off forse

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Secondo zero a zero consecutivo per la squadra di Di Carlo, che al Curi le prova tutte per vincerle, ma il palo e un super Brignoli mantengono intatta la rete degli umbri. Pareggio più agro che dolce, i play off si allontanano, Frosinone permettendo. 

I 22 DEL CURI: DI CARLO SE LA GIOCA CON 4 ATTACCANTI, BUCCHI RISPONDE CON IL TRIO DI NOLFO – GUBERTI – FORTE

A tre giornate dal termine, Spezia e Perugia si affrontano in un match da dentro o fuori: vincere o non vincere, play off o non play off? Sono tanti i dilemmi da sciogliere nella gara del Curi, dove Mister Di Carlo decide di affidarsi ad un 3-4-2-1 con ben quattro attaccanti, lanciando Mastinu esterno di centrocampo al posto dell’indisponibile Migliore, fermato da un problema muscolare. Per il resto, davanti a Chichizola, difesa a tre composta da Valentini, Terzi e Ceccaroni, Vignali, Maggiore, Djokovic e Mastinu agiscono sulla mediana, con Piccolo e Fabbrini alle spalle dell’unica punta Granoche.

A trazione offensiva anche la squadra di Bucchi, che si affida ad uno speculare 3-4-2-1 che vede Brignoli tra i pali, Dossena, Mancini e Del Prete in difesa, Mustacchio, Gnahorè, Acampora ed Alhassan a centrocampo, Di Nolfo e Guberti a ridosso di Forte.

IL PALO E BRIGNOLI DICONO NO A GRANOCHE

300 secondi ed è subito un brivido: imbeccato da un filtrante di Piccolo, Granoche scatta sulla linea del fuorigioco, incrociando un diagonale che si stampa sul palo interno, a Brignoli battuto. Idee dunque chiare per uno Spezia che non bada a calcoli, come confermato al 12′ sempre dallo stesso Diablo, che si vede respingere questa volta dal piede dell’estremo difensore umbro una sorta di rigore in movimento.

Fiutando le difficoltà dei suoi, Bucchi decide di rivedere il proprio schieramento tattico, ridisegnando la squadra con un 4-3-3 che vede Alhassan in posizione di terzino: una scelta che raddrizza gli iniziali svarioni difensivi, non risolvendo tuttavia là davanti un’inconsueta confusione. Merito anche di uno Spezia attento, ordinato e pronto a riversarsi sul fronte opposto con le proprie precise ripartenze.

Ci prova il giovane talento classe ’98 Di Nolfo a riscaldare gli animi del Curi, ma la grande iniziativa del gioiellino in maglia rossa termina con la sfera sull’esterno della rete.

In un finale di primo tempo più noioso rispetto all’inizio tambureggiante, da segnalare come anche Di Carlo decida di cambiare modulo, passando alla difesa a quattro, con Vignali basso nella linea di retroguardia e Piccolo in posizione di trequartista dietro la coppia Fabbrini – Granoche. Mosse che, di fatto, equilibrano entrambe le compagini, negli spogliatoi sul risultato di zero a zero.

REGGE LO ZERO A ZERO, PLAY OFF SEMPRE PIU’ A RISCHIO

Subito un cambio per il Perugia, costretto a fare a meno dell’infortunato Gnahorè, fuori per il ventiduenne Ricci, lo scorso anno tra le fila del Pisa. E’ di Guberti la prima occasione del secondo tempo, con l’ex Roma che scalda i guanti a Chichizola grazie ad una punizione dal limite precisa, ma non abbastanza potente da impensierire l’argentino.

Dopo dieci minuti è la volta anche di Di Carmine, capocannoniere della squadra grazie alle 12 reti, che rilevando Di Nolfo, va ad affiancarsi a Forte; sul fronte opposto è invece il turno di Giannetti, dentro per Piccolo. Fuori dunque il trequartista numero 10, dentro la punta ex Juve e 4-2-4 per il tecnico di Casssino, che risponde colpo su colpo alle mosse del collega perugino.

Non solo le scelte tattiche, ma anche gli infortuni sono i protagonisti della gara del Curi, specialmente tra le fila dei Grifoni, costretti al 25′ a rinunciare a Del Prete, sostituito da Monaco.

Si allungano le squadre negli ultimi venti minuti, ma è ancora lo Spezia ad andare maggiormente vicino all’uno a zero, questa volta con capitan Terzi, il cui destro a botta sicura dentro l’area viene respinto da un insuperabile Brignoli.

Spazio anche per Baez e Signorelli tra i bianchi – escono l’ammonito Mastinu e l’acciaccato Fabbrini –  ma è dei padroni il forcing finale: Mustacchio stacca di testa dal limite dell’area piccola, ma Chichizola fa sua la presa. Ci sarebbe anche spazio per il colpaccio delle Aquile, ma Giannetti, incredibilmente, all’ultimo dei sei minuti di recupero, non approfitta dello sbilanciamento della retroguardia umbra, favorendo, dopo un debole colpo sotto, l’intervento di Brignoli, che blocca senza apprensioni.

Apprensioni che attanagliano invece Spezia, Perugia le inseguitrici play off, costrette ora a sperare che il Trapani compia l’impresa in quel di Frosinone. Altrimenti la stagione terminerà il prossimo 19 maggio.

Andrea Licari

 

PERUGIA (3-4-3): 16 BRIGNOLI, 4 ACAMPORA, 5 GNAHORE’ (8 RICCI dal 1 st), 7 GUBERTI, 9 MUSTACCHIO, 13 DOSSENA, 18 DEL PRETE (C) (6 MONACO dal 22 st), 19 ALHASSAN, 23 MANCINI, 28 DI NOLFO (10 DI CARMINE dal 10 st), 37 FORTE. A disposizione: 22 ELEZAJ, 14 VOLTA, 21 NICASTRO, 26 TERRANI, 32 VICARONI, 26 MASTINU. Allenatore CRISTIAN BUCCHI

SPEZIA (3-4-2-1): 1 CHICHIZOLA, 3 VALENTINI N., 6 CECCARONI, 10 PICCOLO (32 GIANNETTI dal 16 st), 14 DJOKOVIC, 19 TERZI (C), 21 FABBRINI (8 SIGNORELLI dal 38 st), 24 VIGNALI, 25 MAGGIORE, 26 MASTINU (11 BAEZ, dal 31 st), 29 GRANOCHE. A disposizione: 33 VALENTINI A., 9 NENE’ 15 ERRASTI, 18 OKEREKE, 20 DATKOVIC, 30 PULZETTI. AllenatoreDOMENICO DI CARLO

Ammoniti: MASTINU (S), DOSSENA (P), TERZI (S), DI CARMINE (P)

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