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Comitato dei cittadini a difesa della Cernaia: «Federici non sa che incredibile danno sta facendo alla Città»

Per il Comitato Difesa Cernaia, Paolo Bracco, Irene Giacché, Mauro Maraschin, Paola Polito, Roberto Venturini.

LA SPEZIA – «Apprendiamo dalla stampa che è stato il sindaco uscente Federici ad aver autorizzato in extremis (a 10 gg dal fermo lavori di fine legislatura) il taglio di due alberi sulla Scalinata Cernaia.

Ci risponde, il primo cittadino con il suo consueto “garbo” e con il “rispetto” che riserva ai concittadini in generale, confermando ancora una volta la sua errata visione divisiva non consona al ruolo che ricopre, dando a noi ingiustamente la colpa del fermo lavori, dei ritardi e di ogni possibile male abbia colpito la scalinata.

Non sa il Sindaco che non più tardi dei primi di aprile, in pubblica seduta consiliare, regolarmente verbalizzata, Irene Giacché, a nome del Comitato ha espressamente sollecitato la ripresa dei lavori, nel rispetto delle alberature? Non sa il Sindaco che più volte negli anni abbiamo chiesto la ripresa del tavolo, poiché da troppo tempo la scalinata versa in condizioni di degrado per totale mancanza di manutenzione? Non sa il Sindaco che più volte abbiamo chiesto di ripiantare i diversi alberi mozzati nel 2014, che avrebbero dovuto esser ripiantati subito ed invece sono ancora lì, mozzati, a far mostra di sé? Non sa il Sindaco che è il Comune e non altri, che ha deciso ogni volta d’interrompere e rinviare lavori, perizie e quant’altro? Non sa neppure, il Sindaco, che è il suo Comune ad aver dirottato sulla san Giorgio i fondi inizialmente previsti per la Cernaia, da quella data sensibilmente ridotti?

Dunque perché addossare a noi la colpa delle sue inefficienze?

Non sa il Sindaco che molte migliorie sono state proposte dal Comitato, un tempo additato dai suoi consiglieri come esempio di partecipazione? Non sa che era nostro (dell’ingegner Bracco) il suggerimento di “intubare” il tubo della fognatura (tecnica che evidentemente i suoi non conoscevano) o adottare lo stoccaggio scientifico con la conservazione di tutte le arenarie antiche della scalinata, inizialmente non prevista nel progetto (col rischio che le pietre antiche sparissero e venissero rimpiazzate da quelle cinesi come sta avvenendo nelle altre strade di Spezia)?

Non sa il Sindaco che grazie a noi (arch. Venturini) verranno adottati arredi d’epoca consoni ad una scalinata storica? Non sa neppure, il Sindaco, che quelle che lui chiama “discussioni interminabili del tavolo” si sono tenute 5 volte in 4 anni perché i suoi tecnici, e non noi, ci hanno convocato con questo ritmo (forse per lui “estenuante”)?

No, Federici non sa, perché mai ha voluto sapere. Non occupandosi in alcun modo della Cernaia nonostante i nostri ripetuti inviti, non seguendo le riunioni, non partecipando a nulla che riguardasse la scalinata storica più bella di Spezia, scalinata su cui noi, a differenza sua, viviamo quotidianamente e che noi, più di chiunque altro vorremmo fosse restaurata, percorribile e alberata com’è sempre stata.

Federici non sa neppure che qualcuno dal suo Comune, dopo aver pubblicamente dichiarato il contrario, ha autorizzato il taglio di altri 11 alberi tra i pochi ormai rimasti sulla Cernaia. Due interi filari da tagliare (tutti improvvisamente pericolosi?) senza alcuna perizia che ne giustifichi il taglio.

Federici non sa che incredibile danno sta facendo alla Città, ai suoi monumenti ed alla propria parte politica, in cui in molti, grazie alle sue reazioni scomposte, al tradimento della tanto invocata partecipazione e ai suoi gesti nevrotici di stizza, non si riconoscono più.»