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La Fiera delle promesse impossibili

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LA SPEZIA – Tutti sulla giostra delle promesse impossibili (o quasi). Tutti a strizzare l’occhiolino all’elettore in vista dell’11 giugno con progetti immaginifici o comunque di grande suggestione. Ma progetti di ardua, usando un eufemismo, realizzabilità.

Pierluigi Peracchini, candidato sindaco del centrodestra, annuncia mense scolastiche gratuite mentre Paolo Manfredini, candidato sindaco del centrosinistra, un incubatore per le aziende (lo abbiamo già avuto con quasi nessun risultato) nell’ex biblioteca Beghi e, tanto per largheggiare, lo 0,5% del bilancio comunale da dedicare agli incentivi per le imprese che assumono giovani. Massimo Lombardi, candidato sindaco di “Spezia bene comune” proclama “la nostra forza è la differenza” e in omaggio a questo slogan sogna e promette “linee tutte di filobus in città”. Giulio Guerri, candidato sindaco della lista civica “Per la nostra città”, cavalca il tema della sicurezza insieme a molti altri, e propone pattugliamenti serali e notturni interforze (Carabinieri, Polizia, Vigili Urbani, etc.), invocati in passato dozzine e dozzine di volte come il vigile di quartiere e la task force di operai comunali per gli interventi di emergenza.

Non è un progetto ma una “boutade” quella di Vittorio Sgarbi che sostiene Guerri e che promette, da futuro, eventuale assessore alla cultura, l’abbattimento degli odiati archi di Buren. Il futuro, eventuale sindaco Guerri ridacchia sardonico e aggiunge: «Se qualcuno li vuole, sono anche riciclabili».

Donatella Del Turco, candidata sindaco dei 5 Stelle, fa due annunci-choc: un bando di concorso per scegliere gli assessori (ma non dovrebbero essere i suoi collaboratori di fiducia?) e la rotazione dei super-dirigenti del Comune che un paio d’anni fa aveva tentato una parte del Pd scornandosi col sindaco Federici.

“La città della salute” di Guido Melley, candidato sindaco della lista civica “LeAli a Spezia”, è forse la proposta più affascinante. Gliel’ha scodellata un medico nutrizionista e docente universitario. La si realizzerebbe nelle scuole (diete personalizzate, cibi biologici e ginnastica ogni giorno), nei trasporti e negli stili di vita con investimenti e campagne promozionali.

Ma come finanziare gli ascensori sulle scalinate, le spiagge a Marola e a Cadimare, il collegamento tra Spezia e la baia di Monasteroli e tutto quello che ci viene promesso e ripromesso? Nessuno lo dice. Sorge un dubbio: ma i candidati a sindaco hanno letto e studiato gli ultimi bilanci comunali? Che ne pensano? Ci sono stati sprechi? Si possono recuperare risorse e in quali capitoli di spesa? Ogni progetto, ogni idea brillante dovrebbe essere accompagnata da una valutazione contabile. Sia da monito il Festival della Marineria, una bellissima idea che dopo due edizioni ha lasciato un mega puffo di 350 milioni di euro.

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