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L’industria e la politica a confronto per il territorio con i candidati a sindaco: la ricetta di Confindustria La Spezia

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LA SPEZIA – Scendono in campo gli industriali spezzini per un confronto con i candidati sindaci della Spezia in vista delle prossime amministrative dell’11 giugno. «La politica non deve mettere i paletti alle industrie. Il nuovo sindaco chiunque esso sia, deve essere un sindaco con la “S” maiuscola, e deve lavorare a stretto contatto con gli industriali. Ci deve essere collaborazione altrimenti da soli non si va da nessuna parte, anzi le aziende se ne vanno e La Spezia rimane con un cerino in mano». A fare queste dichiarazioni sono stati nella sede di Confindustria La Spezia la Presidente Francesca Cozzani, il direttore Marco Raffellini, il Presidente di Giovani Imprenditori Confindustria Sara Filippetti e il Presidente di Confindustria Piccola e Media Impresa Ettore Antonelli. Data la premessa che l’industria rappresenta oggi per l’economia locale un valore aggiunto pari almeno al 18 per e che “è il comparto che genera il maggiore indotto e con più grande effetto di trascinamento sugli altri settori economici, quali i Servizi ed il Commercio”, questo comparto, specialmente in vista della dismissione prossima di Enel e delle complesse sfide che l’economia oggi propone, risulta fondamentale per le scelte che la prossima giunta si troverà ad affrontare, dato che l’occupazione resta il tema centrale su cui il confronto sarà più “caldo”.

Sul Puc – ha spiegato la Cozzani – la posizione è critica in quanto rischia di rallentare ulteriormente un settore ancora in crisi come quello edilizio, una chiara avversione all’enorme costo del “non fare” con molti progetti dell’industria e delle logistica che sarebbero stati “cantierabili” già da diversi anni e che restano a quanto pare opportunità non colte che potrebbero determinare un vero cambio di passo della città». Si parla di “Industria 4.0, progetto frutto della collaborazione fra Confindustria e Governo centrale, riguardante il futuro stesso dell’industria attraverso la digitalizzazione, che risulta però compromesso da un paese sostanzialmente fermo. Questo passa attraverso la realizzazione della rete a banda a 100Mbps che ritarda e che, come tutte le infrastrutture necessarie e non realizzate in tempi rapidi, fa perdere competitività al paese ed alla città in un mondo che va veloce e che necessita di risposte quanto mai adeguate. Competitività che non può prescindere dalla formazione e che a tal proposito trova Confindustria pronta con una proposta destinata a far discutere riguardante la scuola: trasferire ITIS e Cisita al nuovo polo Universitario nell’ex Ospedale Militare Falcomatà, insieme ad Università e DLTM, in modo da concentrare studio e laboratori per favorire la collaborazione fra i principali attori dell’economia spezzina, specialmente quella legata al mare. Si torna a parlare della Pontremolese, come ogni volta che si avvicinano le elezioni da decenni a questa parte, quantificando i costi dell’intervento risolutivo in oltre 2 miliardi e 247 milioni di euro (disponibili solo 46 milioni), opera che sarebbe davvero indispensabile non solo per la città della Spezia ma per tutta la zona tirrenica ma che non vede la fine dopo il completamento dei primi 62 km. Si passa alle proposte per la riconversione delle aree militari, all’Arsenale ed ai ritardi del Piano Brin, al progetto del Polo della Difesa, alla cantieristica ed alla costruzione di megayachts, al porto da sviluppare portando avanti il Piano regolatore Portuale in tempi più rapidi rispetto al passato, per non perdere gli investimenti dei privati (Contship e Tarros in primis) e consentire a LSCT di rimarcare l’importanza strategica del Porto spezzino.

«Anche le crociere – prosegue ancora la presidente della Confindustria Francesca Cozzani – con la realizzazione della Stazione Crocieristica sono al centro delle proposte di Confindustria così come la riconversione dell’Area Enel per la quale si attende l’esito dello studio scientifico commissionato all’Enea. Sull’altro lato del golfo, anche se non di pertinenza del Comune della Spezia, il nodo dell’impianto di Panigaglia, da dotare, secondo le proposte degli industriali, di un sistema di distribuzione di gas liquefatto, cosa che renderebbe fruibile il porto alle navi che usano questo tipo di combustibile, senza rischiare che Livorno ad esempio, ci porti via questa tipologia di commercio o che la mobilità legata al gas liquefatto per autotrazione non tragga benefici dall’innovazione». Si parla di turismo ad “alto valore aggiunto”, che necessita di strutture ricettive di alto livello, in grado di attrarre anche il turismo congressuale, che in altri ambiti riesce a rendere economicamente vantaggiose stagioni che di solito risultano “morte”.

«Una serie di proposte concrete – ha affermato Sara Filippetti presidente giovani imprenditori – potranno arrivare dai candidati alla carica di primo cittadino spezzino che si confronteranno con i componenti di Confindustria il prossimo 26 maggio alle ore 17,30 in un incontro organizzato dai Giovani Imprenditori nel quale sarà interessante scoprire se le proposte di noi imprenditori saranno prese in considerazione dagli aspiranti sindaci».

Claudia Verzani

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