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L’Industria e la Politica a confronto per il territorio #LaSpeziacittàdidomani

LA SPEZIA – Lo scorso 7 marzo, Confindustria La Spezia ha tenuto la propria Assemblea pubblica dal titolo #LaSpeziacittàdidomani, che è stato un momento di confronto e riflessione su quanto è stato fatto e soprattutto su dove le componenti privata e pubblica dovranno a nostro avviso comunemente convergere per rimanere al passo con l’attuale sfida globale, dalla quale non possiamo e non dobbiamo sottrarci per il benessere del nostro territorio.

La Spezia è stata e deve continuare ad essere una provincia industriale; l’Industria rappresenta in termini di Valore Aggiunto circa il 18% dell’economia locale ed è il comparto che genera il maggiore indotto e con il più rilevante effetto di trascinamento sugli altri settori economici, quali i Servizi ed il Commercio. Tale effetto è misurato mediamente in 2,5, cambia a seconda del settore industriale, e viene stimato addirittura in 7 nell’industria nautica.

L’industria, sempre meno invasiva a seguito dello sviluppo delle tecnologie e della maggiore sensibilità ambientale, dovrà continuare ad essere il settore trainante del territorio, affiancata da servizi, commercio e turismo. Questi diversi ambiti di attività non vanno visti in contrapposizione tra loro bensì in termini complementari. Le tematiche ambientali che un tempo erano vincoli allo sviluppo industriale ora, nelle logiche della blue e della green economy, possono essere considerate delle opportunità di investimento dell’industria e di sviluppo del territorio.

Abbiamo eccellenze imprenditoriali da difendere e dobbiamo essere attrattivi per nuovi imprenditori perché decidano di localizzare nelle aree libere e dismesse del nostro Comune nuovi centri direzionali e di produzione. Molti progetti di sviluppo delle aziende vengono però rallentati o bloccati per vincoli burocratico-amministrativi. Anche a livello di Amministrazione locale si richiede la volontà politica di sostenere i progetti di investimento dei privati, di incentivarli con strumenti di vario tipo, in primis fiscali, oltre che con la massima semplificazione burocratica ed amministrativa. Benefici specifici sarebbero poi necessari per i privati che decidono di riadattare i vecchi capannoni dismessi.

La recente approvazione del nuovo PUC obbliga la nuova Amministrazione a prendere una decisione rapida in materia. Tutti gli operatori economici, e le imprese edili in primis, sono fortemente preoccupati del blocco delle attività edilizie che questa situazione può comportare. Confindustria La Spezia, che ha già manifestato una posizione critica sul nuovo PUC, si attende un confronto ampio ed aperto con la nuova Amministrazione.

Possiamo quantificare in più di 200 milioni di euro e qualche migliaia di nuove assunzioni l’entità dei progetti dell’industria e della logistica, in attesa di risposte dalla politica o dalla burocrazia. Ci riferiamo a progetti cantierabili già da diversi anni, e questo deve sensibilizzare sull’enorme costo del “non fare”, inteso in primis come opportunità di sviluppo non colte. Ci auguriamo che chi guiderà la nostra città nei prossimi anni sappia portare avanti con determinazione quelle iniziative che aspettano da troppi anni di essere realizzate e che potrebbero determinare un cambio di passo della nostra città.

Il programma nazionale “Industria 4.0” – frutto della stretta collaborazione tra Governo e Confindustria – è un forte segnale di Politica economica industriale del Paese.

Gli investimenti in tecnologie digitali, in qualunque delle molteplici forme in cui possono esplicitarsi a livello industriale, saranno fondamentali per far riprendere gli investimenti privati, in un Paese sostanzialmente fermo. Bisogna assolutamente cavalcare l’onda della rivoluzione digitale per trarne i massimi benefici, ma anche per non esserne travolti.

Per intercettare al meglio le nuove opportunità, occorre dare spazio e ascolto ai giovani, ai nativi digitali, a chi con mente libera e aperta sa pensare fuori dagli schemi, sa vedere cose ancora non viste e che potranno stimolare la nascita di nuove imprese e la crescita di quelle già esistenti. Sarà importante che la nuova Amministrazione sappia sostenere iniziative quali incubatori ed acceleratori di start up, oltre a dotare la città di banda URL a 100Mbps. La nascita di nuove imprese digitali, oltre a costituire occasione di nuova imprenditorialità giovanile, permette di creare sviluppo superando il vincolo della vicinanza ai grandi centri produttivi del Nord Italia. Confindustria La Spezia sta guardando con attenzione a possibili opportunità di costituzione di nuovi incubatori e acceleratori, oltre all’esperienza avviata positivamente del Talent Garden a Sarzana, ma qualunque iniziativa richiederebbe il sostegno del Comune.

Anche le attività di formazione dovranno essere sostenute e stimolate in quanto fondamentali nel sostenere le aziende nel loro sviluppo e nel dare buona e qualificata occupazione ai giovani. E’ fondamentale continuare a dare supporto a Promostudi, perché fornisca alle imprese adeguato sostegno sia di giovani laureati che di attività di ricerca. Occorre sostenere nel tempo l’ampliamento del suo campo di attività alla Meccatronica, che sarà sempre più applicata in vari settori economici e che potrà essere qui declinata in funzione principalmente delle attività navali e della nautica; occorre anche garantire adeguato supporto ai laboratori di ricerca in ambito navale, in via di definizione, e ad eventuali altri.

Riteniamo importante accrescere la collaborazione sinergica tra i principali enti di formazione del territorio, e per favorirla riteniamo imprescindibile dare nuove sedi all’Istituto Tecnico Superiore ITS e al Cisita, collocandoli anch’essi al Falcomatà, ovvero nello stesso stabile in cui hanno sede Promostudi ed il DLTM. Anche i rispettivi laboratori dovrebbero essere messi in condivisione, all’interno dell’Arsenale.

Per promuovere adeguatamente le attività industriali è importante un’azione politica forte verso il Governo e la Regione per ottenere bandi di finanziamenti idonei alle necessità delle Imprese.

Nell’ambito dell’attrattività del territorio è anche necessario ripensare ad una tassazione locale più equa per le realtà industriali. Nello specifico abbiamo analizzato la tassazione TARI e le tariffe dell’ATO Idrico applicate a livello locale e confrontate con realtà comunali dimensionalmente simili; il risultato è stato deludente in quanto, sia la tassazione TARI sia le tariffe ATO, sono le più elevate; la tariffa media TARI applicata alla categoria “non domestico”, ad esempio, risulta tre volte superiore rispetto alle realtà più efficienti. Ciò è dovuto sia alla redazione del piano finanziario del gestore rifiuti, sia a scelte politiche dell’Amministrazione comunale. Medesima situazione si verifica nell’ambito delle tariffe dell’ATO idrico applicato a livello territoriale.

Su questi temi, ci auguriamo di poter iniziare un serio lavoro di confronto con la nuova Amministrazione.

In termini collaborativi e propositivi, elenchiamo di seguito, una serie di tematiche fondamentali per il nostro territorio che rappresentano e potrebbero rappresentare in futuro importante volano di sviluppo per la nostra comunità e per le nostre aziende:

  • La riconversione delle aree militari: è importante che le aree in dismissione vengano utilizzate a fini produttivi, affinchè contribuiscano a fare da volano alla nostra economia. Esistono diverse manifestazioni d’interesse da parte di imprese per l’utilizzo di spazi sia all’interno dell’Arsenale che in altri presidi militari. Il colloquio con la MMI su questo fronte deve essere continuo per trovare soluzioni.
  • l’Arsenale della MMI: i ritardi dei finanziamenti promessi col “Piano Brin” stanno impattando negativamente sull’Arsenale MM che ha gravissime mancanze da colmare per poter tornare ad essere un moderno cantiere di riparazioni navali, con personale aggiuntivo. Purtroppo lo scarso affluire dei fondi governativi promessi provoca un grave ritardo nella riconversione a danno dell’Arsenale in primis, che sta tra l’altro perdendo importanti professionalità, ma anche delle Imprese dell’indotto e dell’occupazione locale. La rivitalizzazione dell’Arsenale deve portare la MMI ad avere un sito moderno e competitivo, anche per le MM estere, in cui realizzare sia manutenzioni che refitting di unità navali, mettendo in sinergia le proprie capacità con quelle di Fincantieri, Leonardo DSD e le imprese dell’indotto.

La parziale apertura al pubblico dell’Arsenale e l’importante intervento di potenziamento del Museo Navale possono rappresentare un nuovo ed importante punto di attrattività e propulsione turistica del nostro territorio. Sarà necessario che l’Amministrazione comunale si adoperi per intercettare ulteriori fonti di finanziamento. Ad oggi alcuni interventi fatti nel Museo sono stati possibili grazie alla disponibilità di nostre aziende che hanno potuto usufruire dello strumento dell’Art Bonus.

  • Il progetto Polo della Difesa: sono ampi gli spazi di progettualità da esercitare al fine di valorizzare ulteriormente le nostre eccellenze industriali in ambito della Difesa Navale. La MMI, in qualità di committente che definisce requisiti di acquisto del proprio naviglio con crescenti contenuti innovativi, potrebbe fare da catalizzatore di un polo industriale di elevatissimo livello qualitativo nell’ambito della Difesa Navale, favorendo la nascita di più strette collaborazioni e sinergie tra Fincantieri, Leonardo Divisione Sistemi Difesa, Leonardo Land and Naval Electronics, MBDA Italia, l’indotto e Promostudi. Questo progetto, che dovrà essere definito dagli stessi attori industriali, gli unici che possono valutare i vantaggi economici dell’operazione, dovrà tendere a fare della Spezia l’hub tecnologico e produttivo di riferimento dell’industria della Difesa Navale nazionale, per poi collocarsi con una posizione più forte in ambito europeo. Confindustria La Spezia, che rappresenta tutti i principali attori coinvolti, sta collaborando con l’attuale Amministrazione su questo progetto e si augura che la prossima Amministrazione vi riponga altrettanto impegno.
  • La cantieristica: è uno dei settori trainanti della nostra economia. Mentre la cantieristica militare potrebbe trarre vantaggi dal progetto sul Polo della Difesa, sia per le nuove costruzioni che per manutenzioni e refitting, esistono altre potenzialità da sviluppare nell’ambito della manutenzione delle navi mercantili. Attualmente viene svolto alla Spezia un decimo del potenziale, ma abbiamo di fronte l’opportunità concreta di moltiplicare questo business. E’ molto importante che la politica decida di investirvi.
  • La nautica dei megayachts: La Spezia negli ultimi anni ha beneficiato di forti investimenti da parte di imprese che qui hanno localizzato nuove attività o attività svolte altrove. Questa tendenza non si è ancora esaurita: altri operatori vorrebbero insediarsi nel nostro territorio, la politica deve riuscire a dare risposte positive a queste richieste. Oltre ai cantieri, anche gran parte dei loro subfornitori stanno seguendo la stessa tendenza, occorre essere attrattivi nei riguardi di queste aziende, favorendo un vero e proprio Polo della Nautica completo di tutte le competenze necessarie.
  • Il porto: la politica deve sentire l’emergenza di soluzioni che possano conciliare le esigenze di tutti ma soprattutto non deve mai disincentivare le imprese che intendano investire sul nostro territorio; nel caso del nostro porto, deve fare prioritariamente una valutazione su quale sia il valore che merita tutelare maggiormente: quello dei cittadini che vogliono continuare a tenere la barca dove l’hanno sempre tenuta, oppure quello del terminalista che ha bisogno di investire in tempi stretti per poter raddoppiare i suoi traffici ed aumentare l’occupazione. La realizzazione del Piano Regolatore Portuale sta impiegando troppo tempo, occorre favorirne l’attuazione in tempi rapidi. La Spezia Container Terminal, che occupa 500 persone e altrettante indirettamente, in caso riuscisse finalmente ad incrementare le proprie banchine (investimento che farà a proprie spese), prevede nel proprio piano industriale di poter servire grosse compagnie di shipping col raddoppio dei propri traffici portuali ed un forte aumento occupazionale. Da rilevare che il Gruppo Contship Italia, leader nel business dei container terminal marittimi e nel trasporto intermodale, in occasione della recente ristrutturazione ha accorciato la propria catena di comando affidando al Dott. Cupolo la responsabilità delle funzioni Operations & Sales del Gruppo ed anche la responsabilità di LSCT, a rimarcare l’importanza ed il ruolo strategico dello scalo spezzino. Il legame tra il Terminal della Spezia e la società capogruppo non è mai stato così stretto. Il progetto di investimenti che hanno sulla Spezia è infatti assolutamente cruciale in quanto nel caso non si realizzasse nell’arco di un paio d’anni, il rischio non è di non crescere, ma di contrarre i traffici attuali. Analoghe considerazioni valgono per il progetto di investimento di Tarros. La città deve essere consapevole di cosa c’è in ballo.
  • Crociere e stazione crocieristica: La Spezia ha un appeal molto alto per le compagnie di crociera per la bellezza dei nostri territori, la vicinanza ad importanti mete turistiche e non da ultimo, la possibilità di attracco anche per le attuali navi di grandi dimensioni. E’ questo il momento buono per investire, quando la domanda non è ancora troppo alta. Per cogliere il momento favorevole è fondamentale non modificare il PRP. E’ vero che il Piano è vecchio, ma le prospettive dei traffici oggi continuano a giustificarne le previsioni. Al fine di cogliere tali opportunità non possiamo permetterci lunghi passaggi autorizzativi, magari nuovamente osteggiati. I gruppi internazionali, eventualmente interessati ad investire, infatti, guardano in primis all’affidabilità e la stabilità di un Paese, ma anche ad un’auspicabile collaborazione con Amministrazioni locali favorevoli ed efficienti. Il territorio deve sentirsi in competizione ed offrire risposte veloci, evitando di perdere un’occasione che difficilmente si potrà ripresentare. Consideriamo che la stazione crocieristica sarebbe in grandissima parte frutto di investimenti privati, delle stesse società crocieristiche, a garanzia dell’operatività del porto crociere e quindi della valenza economica dell’investimento pubblico sulla nuova banchina. E’ di primaria importanza che la nuova Amministrazione sostenga, anche con il proprio strumento urbanistico, l’AdSP nella costruzione della nuova banchina per le navi da crociera, così da dare alle società crocieristiche quelle certezze che richiedono per investire a loro volta nella nuova stazione crocieristica.
  • La riconversione dell’area Enel: la dismissione e lo smantellamento della Centrale E. Montale cambierà certamente in meglio la fisionomia della nostra città, verrà eliminata un’importante fonte di produzione di CO2 e polveri disperse, tuttavia è necessario lavorare a progetti che tendano a preservare o anzi ad incrementare l’attuale occupazione locale di 200 addetti diretti, oltre ai 400 indiretti, perseguendo ovviamente logiche di contenimento degli impatti industriali in ottica di tutela ambientale. Per questo riteniamo fondamentale mantenere all’interno del nuovo PUC la destinazione industriale delle aree che saranno dismesse da ENEL. Tali aree potranno rappresentare con le loro pregiate caratteristiche di vicinanza ai collegamenti di mare e terra, attraverso un’adeguata attività di marketing territoriale anche all’estero, un importante volano di sviluppo in termini di attrattività di nuove realtà imprenditoriali ad oggi non esistenti sul territorio. L’obiettivo deve essere quello di attrarre nuove aziende ad elevato valore tecnologico ed innovativo, preferibilmente inserite nell’ambito delle filiere delle produzioni locali. Condividiamo l’approccio di Enel al tema, e attendiamo quindi gli esiti dello studio commissionato ad Enea per individuare in modo scientifico quali attività innovative potrebbero instaurarsi lì nell’ottica di trarre il massimo beneficio dalle sinergie con le specializzazioni produttive già esistenti in zona.
  • Impianto di distribuzione di LNG: anche il progetto di dotare l’impianto di Panigaglia di un sistema di distribuzione di gas liquefatto, sia per uso navale sia per autotrazione, costituirà un altro banco di prova della capacità di questo territorio di fare o meno sistema e quindi decidere se utilizzare l’asset esistente per potenziare le possibilità del nostro scalo, aprendolo alle navi a LNG, o se assistere all’ennesima battaglia tra coloro che sono contrari allo sviluppo e coloro, invece, che tendono a cogliere tutte le occasioni per incrementare la competitività del nostro comprensorio. La competizione che si profila con il rigassificatore di Livorno ha bisogno di scelte veloci. Se anche faranno capo ad un altro Comune, è di grande importanza anche per il Comune capoluogo che l’impianto di distribuzione di LNG venga fatto, sia per potenziare e servire l’autotrazione ad LNG, meno inquinante e sempre più diffuso, che per servire le navi alimentate ad LNG, sempre più numerose, che altrimenti avrebbero più difficoltà ad arrivare al nostro scalo.
  • creazione di nuove strutture alberghiere di alto livello: alla luce del trend di settore, urgono investimenti in nuove strutture alberghiere a 4 e 5 stelle, strutture che permettano di attirare la fascia alta di turisti a più elevato “valore aggiunto” ed il turismo congressuale, nell’ottica di limitare l’attuale fenomeno dell’eccessiva stagionalità dei flussi. Occorre altresì un sistema di governance dell’offerta turistica del territorio in termini di programmazione, strategia, qualità, standard, investimenti, infrastrutture, area vasta, in sinergia con i territori limitrofi, non esclusivamente della nostra Regione. Occorre creare nuove occasioni di attrattività turistica, che non deve dipendere esclusivamente dal richiamo delle Cinque Terre, ma può essere stimolata anche grazie ad altre offerte turistiche fra cui quella di tipo culturale. Il Museo Lia, il Camec, il Museo Navale, il Museo Archeologico del Castello di San Giorgio, il sito archeologico di Luni ed altre realtà culturali minori potrebbero fare da volano al turismo in modo molto più importante di quanto avviene ora.
  • Ferrovia Pontremolese: è di estrema necessità rilanciare il progetto di ammodernamento della linea, rimasto incompiuto dopo i primi 62 chilometri realizzati. Scopo dell’importante infrastruttura è quello di potenziare il collegamento tra la portualità dell’alto Tirreno e la rete ferroviaria europea attraverso il valico del Brennero, ciò per migliorare e velocizzare il traffico delle merci e dei passeggeri. La Pontremolese, infatti, rappresenta una grande infrastruttura di elevata strategicità chiamata non solo a servire l’area medio padana ricca d’insediamenti produttivi ma a svolgere una essenziale funzione d’interesse transnazionale riferita al Corridoio 1 e, per di più, capace di collegare la parte del Tirreno più prossima al Centro Europa con il Corridoio n. 5 Lisbona – Kiev. La sua strategicità è aumentata col raddoppio del Canale di Suez, che ha aumentato i traffici dall’Asia al Mediterraneo, che vedrebbero naturale lo sbarco delle merci nei porti italiani, e soprattutto in quello spezzino, per poi proseguire nel cuore dell’Europa. Purtroppo è più conveniente alle navi arrivare sino ai porti del Nord Europa, per diversi motivi tra cui la mancanza di tale collegamento infrastrutturale. La spesa per il completamento del raddoppio e per la nuova galleria di valico, al 31 marzo 2016, è stata valutata in 2 miliardi e 247 milioni di euro a fronte di una disponibilità di fondi pubblici pari a 56 milioni di euro. La politica, anche in questo caso, è chiamata ad assumere una posizione forte ponendo in essere tutte le azioni necessarie per sollecitare le attenzioni del Governo, delle Ferrovie ed in particolare delle tre Regioni interessate. La recente asserzione della Regione Toscana di volere tale opera deve vedere la nostra Amministrazione comunale fortemente impegnata a mettere a frutto tale disponibilità.