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Consiglio Regionale di martedì 9 maggio

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Utilizzo pompe idrovore nel Comune di Ameglia

Raffaella Paita (Pd) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega del gruppo Juri Michelucci, in cui ha ricordato che la Regione Liguria nel 2015 aveva erogato 140 mila euro per l’acquisito di sette pompe idrovore per ridurre i rischi provenienti dalle piene del fiume Magra nel territorio del Comune di Ameglia. Queste pompe idrovore – ha spiegato – devono essere collocate ai piedi degli argini, in modo da evitare perdite di tempo in una situazione di emergenza, tuttavia «fino ad oggi non sono stati predisposti interventi da parte del Comune di Ameglia per collocare, in modo appropriato le idrovore a distanza di troppo tempo dal loro acquisto. Chiedo, dunque, alla giunta – ha concluso – di intervenire nei confronti del Comune di Ameglia affinché siano predisposti gli interventi necessari per garantire che l’investimento, realizzato con risorse pubbliche per l’acquisto di sette pompe idrovore, non sia messo in discussione o ancor peggio vanificato».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone il quale ha spiegato che tra i lavori relativi al progetto di “Messa in sicurezza idraulica del tratto focivo del fiume Magra” redatto dalla Provincia della Spezia, sono previste le piattaforme in calcestruzzo sulle quali potranno essere sistemate le pompe idrovore di cui trattasi. L’assessore ha aggiunto che i lavori relativi alle piattaforme e ad altri dispositivi sono iniziati ma non risultano ancora conclusi quindi è ancora prematuro predisporre lungo le sponde del fiume le pompe ma ha condiviso la necessità di metter in sicurezza il fiume.

Sensibilità chimica multipla.

Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni: una da Raffaella Paita (Pd), sottoscritta da due altri componenti del gruppo, Juri Michelucci e Valter Ferrando, l’altra da Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria) e sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo, Gianni Pastorino.

Paita ha ricordato che fra le malattie rare non ancora riconosciute dal sistema sanitario nazionale compare la Sensibilità Chimica Multipla (SCM), una malattia che i medici individuano con difficoltà, altamente lesiva della qualità della vita del paziente. Paita ha chiesto alla giunta di assumere iniziative di concerto con le altre Regioni per inserire, durante le prossime fasi di aggiornamento dei LEA, la Sensibilità Chimica Multipla nell’elenco delle malattie rare o rarissime a cui è riconosciuta l’esenzione dal costo delle prestazioni. Il consigliere ha chiesto se, nel frattempo, come hanno già disposto altre Regioni la Liguria preveda per questi pazienti «lo stesso regime di esenzione assicurato dai LEA, anche in considerazione del fatto che per la rarità della malattia l’impatto economico per la Regione sarebbe modestissimo, ma di grande sollievo per coloro che ne sono affetti».

Battistini ha rilevato che il costo per gestire questa malattia varia a seconda delle analisi da eseguire, ma si può arrivare fino ai ventimila euro annui e, trattandosi di una malattia non ufficialmente riconosciuta, nessuna spesa di cura può essere rimborsata dal Sistema Sanitario Nazionale. Il consigliere ha chiesto, dunque, «di istituire dei protocolli di presa in carico dei pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla nelle strutture sanitarie del Servizio sanitario regionale o convenzionate e di istituire un percorso diagnostico per la presa in carico e l’eventuale rimborso delle spese sostenute per la cura della patologia».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità. Sonia Viale ha spiegato che il decreto del Governo del gennaio 2017 prevede un ampliamento dell’elenco delle malattie rare con 110 nuove entità e che le Regioni entro i sei mesi successivi dalla pubblicazione devono adeguare i proprio registri e presidi. Viale ha sottolineato il massimo impegno della Liguria che, il 24 febbraio scorso, ha istituito un apposito “Comitato tecnico scientifico”, in modo da «garantire una forma regionale di intervento specialistica e omogenea». Il Comitato sta definendo i progetti e gli ambiti di attività per il 2017 relativi all’attuazione del decreto ministeriale, che riguardano le ricadute su esenzioni ticket, tariffe, l’aggiornamento dei registri regionali delle malattie rare e altri aspetti collegati.

Utilizzo del parcheggio dell’ospedale San Bartolomeo di Sarzana.

Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo Gianni Pastorino, in cui ha chiesto alla giunta che nel parcheggio dell’ospedale San Bartolomeo di Sarzana siano garantite le stesse condizioni di sosta tra dipendenti della Asl e i 300 dipendenti delle cooperative, che prestano servizio attraverso appalti esterni. «La Asl spezzina ha deciso di porre il divieto di sosta, con rimozione – ha spiegato – nell’area in cui parcheggiava il personale delle cooperative che lavorano all’interno dell’ospedale, ma questo rappresenta un atto discriminatorio nei confronti di questi lavoratori che non hanno possibilità di parcheggiare in un altro luogo. Ritengo equo e corretto che anche i lavoratori delle cooperative possano usufruire di un abbonamento calmierato come è avvenuto per gli altri addetti della Asl».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità. Sonia Viale ha spiegato che il divieto di sosta con rimozione, circa 60 stalli, è stato adottato nelle aree riservate alle “categorie protette” mentre i dipendenti ASL 5 hanno a disposizione gratuitamente 56 posti di sosta. Una volta completato il progetto del nuovo parcheggio, questi ultimi stalli saliranno a 140; nel frattempo i dipendenti possono comunque sostare gratuitamente nel parcheggio a pagamento. «Il progetto non prevede oggi abbonamenti a tariffa agevolata per l’uso del parcheggio a pagamento – ha concluso – per i lavoratori non dipendenti. Comunque Asl5 si farà promotrice di una richiesta in questo senso».

Emergenza call center spezzini

Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo Gianni Pastorino, in cui ha chiesto alla giunta di aprire un Tavolo di crisi che affronti in modo organico i problemi inerenti il settore dei call center alla Spezia e in tutta la regione. Il consigliere ha rilevato che Comdata, azienda di rilevanza internazionale nel settore delle telecomunicazioni, il 12 gennaio scorso ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per 56 dipendenti e pochi giorni dopo è stato siglato un accordo di solidarietà con i sindacati fino al 31 gennaio 2018 per una percentuale massima per persona non superiore al 20% del totale ore mensili, che riguarda tutti gli operatori presenti sul sito spezzino. «Anche alla Spezia – ha aggiunto – le attività di back office sono in netto calo, con gare al massimo ribasso da parte delle aziende committenti che sono il preludio alla delocalizzazione all’estero con una ricaduta occupazionale traumatica per tutto il territorio. Tanto più – ha concluso – che un’azienda che fa uso dei contratti di solidarietà non può più ricorrere, nei 5 anni successivi, a questo ammortizzatore».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’occupazione Gianni Berrino. L’assessore ha condiviso la proposta di un tavolo di confronto e la proporrà alla giunta allargandola agli assessorati dello sviluppo economico e della formazione. Berrino, facendo riferimento alla situazione spezzina, ha ricordato che dovrebbero arrivare a breve dal Governo 14 milioni di euro per il mancato utilizzo della cassa integrazione straordinaria per il 2014, 2015 e 2016 e che la Regione ha varato uno strumento ad hoc per le aree in crisi, fra cui lo spezzino, in modo che tali risorse siano utilizzate per il reinserimento lavorativo di quanti godono attualmente degli ammortizzatori sociali.

Gara per la manutenzione di apparecchiature elettromedicali in Liguria

Gianni Pastorino (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), attraverso un’interrogazione, ha chiesto alla giunta di intervenire sulla gara bandita dall’Agenzia regionale sanitaria (ARS) per affidare il servizio di gestione e manutenzione per 4 anni delle apparecchiature elettromedicali ed attrezzature tecnico-scientifiche delle cinque Asl e degli ospedali Galliera, Evangelico, Gaslini e San Martino/IST della Regione Liguria. «In base al disciplinare di gara – ha spiegato – dei 60 punti tecnici, 36 soltanto erano oggetto di valutazione della commissione aggiudicatrice, mentre i restanti 24 erano assegnati tramite formule matematiche. L’appalto è stato interamente assegnato – ha proseguito – alla Hospital Consulting (HC), oggi non presente sul territorio ligure, mentre al secondo posto si è piazzata ATI Ebm Higea Philips, presente in Liguria con circa ottanta operatori». Pastorino ha rilevato l’elevato ribasso del 40% presentato dalla società vincitrice, contro il 23% di ATI mentre la commissione aggiudicatrice aveva attribuito alla HC 11 punti in meno rispetto ad ATI. Pastorino ha chiesto alla giunta «massima attenzione per non rischiare un’aggiudicazione solo formalmente accettabile, ma di fatto non sostenibile e di porre il problema della continuità lavorativa a chiunque acquisisca la commessa per evitare che gli attuali lavoratori, tutti altamente specializzati, siano sostituiti da altri di minore capacità professionale e, quindi, di minore costo»..

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità. Sonia Viale ha assicurato: «Gli uffici hanno posto la massima attenzione all’analisi delle componenti tecnica e economica» spiegando che la procedura di gara impone una proposta dettagliata della qualità del servizio proposto e prevede penalità fino alla rescissone del contratto. L’assessore ha specificato che la clausola di salvaguardia non è stata inserita perché non era prevista dal vecchio codice degli appalti. Rispetto ai ribassi Viale ha sottolineato che il rapporto qualità/prezzo in Liguria e fra i più alti in Italia e «il ricorso ai punteggi è garanzia di un corretto operato, perché così si evitano criteri soggettivi». L’assessore ha concluso: «Comprendo che ci sia da parte della politica preoccupazione per un appalto che ha un impatto elevato nel sistema sanitario, ma le procedure di gara sono soggette a normative molto stringenti a cui le commissioni di gara si devono uniformare».

Sui ritardi della bonifica a Borzoli-Fegino

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri consiglieri del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta di analizzare le «carenze nell’attuale Rapporto di Sicurezza del deposito IPLOM di Fegino e di promuovere un monitoraggio sulle emissioni inquinanti e sull’impatto prodotto sulla salute dei residenti dopo l’incidente di un anno fa». Il consigliere ha ricordato che il “Comitato spontaneo cittadini Borzoli – Fegino” è preoccupato per i ritardi dell’avvio della bonifica dell’area interessata dallo sversamento e non ritiene adeguato l’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterno del deposito. «Alla recente assemblea organizzata dalla Prefettura di Genova per la presentazione della proposta di Piano di Emergenza, i rappresentanti istituzionali  – ha dichiarato il consigliere – hanno spiegato che l’aggiornamento del Rapporto di Sicurezza è necessario solo se ci sono modifiche impiantistiche mentre, secondo la direttiva UE Seveso III, l’aggiornamento è necessario, comunque, periodicamente. Il Piano di Emergenza Esterno, infatti, è costruito sulla base della informazioni contenute nel Rapporto di Sicurezza e gli  aggiornamenti – ha concluso – avrebbero migliorato la prevenzione del rischio di incidente e la conoscenza delle problematiche di prevenzione dell’impatto sanitario e il monitoraggio sanitario della popolazione dopo l’incidente di un anno fa»..

L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha premesso che è in corso di svolgimento da parte del Comitato Tecnico Regionale l’istruttoria per il riesame e l’aggiornamento  del rapporto di Sicurezza  del deposito Iplom. Giampedrone  ha quindi concordato sulla necessità di aggiornamento del Rapporto di Sicurezza, anche prendendo atto di quanto dispone  la Direttiva Seveso III. Per quanto riguarda  la possibilità di promuovere in collaborazione con altre autorità  competenti un monitoraggio adeguato  sulle emissioni inquinanti, l’assessore ha ribadito che ad oggi la competenza  sul controllo della qualità dell’aria è della Città Metropolitana . Ma – ha puntualizzato – è in itinere, attraverso il disegno di legge 149, il trasferimento  di questa funzione alla Regione, che la espleterà attraverso Arpal.

Guasto del tratto fognario a Sori

Gabriele Pisani (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutti i componenti del gruppo, sul fatto che dal dicembre scorso il tratto fognario nei pressi della località Lago, nel Comune di Sori, presenta notevoli criticità, con continue fuoriuscite di acque nere prima del Ponte di Capreno. Il consigliere ha rilevato «il rischio di un’emergenza sanitaria con la minaccia per la salute pubblica e la sicurezza urbana. Il percorso del fiume, inquinato dalle fuoriuscite, sfocia in mare – ha aggiunto –  con potenziali pericoli per i bagnanti, anche alla luce dell’imminente stagione balneare». Pisani  ha chiesto alla giunta di controllare l’impianto e di prevedere un intervento di ammodernamento della rete.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha chiarito che le funzioni in materia di servizi idrico integrato sono attribuite alle Province, con organi nominati e composti da sindaci e membri degli organi comunali,  nonché, per quanto riguardo  l’ATO Centro-Est, alla città Metropolitana. Giampedrone ha puntualizzato che il settore Ecosistema Costiero e Acque l’otto maggio scorso ha chiesto ai diversi organismi coinvolti  di fornire dettagliate relazioni e si è impegnato di trasmettere ai consiglieri le risposte ottenute.  L’assessore ha puntualizzato che non rientra nelle competenze della giunta pianificare lavori ed ammodernamento  relativi a segmenti del servizio idrico integrato in quanto questa spetta agli Enti di governo dell’Ambito.

Servizio di trasporto pubblico non di linea.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione sull’ esercizio abusivo del servizio di taxi e noleggio con conducente e sulle pratiche,  comunque, non rispondenti ai principi normativi. Piana ha ricordato che la legge regionale n. 9 del 2015 stabilisce che l’assegnazione o la prenotazione dei servizi è diretta esclusivamente in favore dei soggetti in possesso di  licenza o autorizzazione, i quali devono osservare le disposizioni in materia di lavoro, e che i regolamenti comunali devono rispettare le normative statali e regionali. In questo quadro normativo il consigliere ha rilevato che il Tribunale di Roma nell’aprile scorso ha accertato la condotta di concorrenza sleale e  ha inibito a Uber il servizio di trasporto pubblico non di linea, ma pochi giorni dopo lo stesso Tribunale ha accolto la richiesta, avanzata da Uber, di sospendere l’ordinanza fino alla pronuncia definitiva. Piana ha chiesto la posizione della giunta su questo tema e «di  contrastare le forme di abusivismo e l’uso difforme delle licenze e autorizzazioni, tutelando le imprese del settore ed i cittadini».

L’assessore ai trasporti Gianni Berrino  ha puntualizzato che soltanto a seguito dell’emanazione di una disciplina nazionale, «l’Amministrazione regionale potrà dar corso all’adeguamento della propria normativa per armonizzarla alle nuove regole statali». In ogni caso  – ha puntualizzato – al fine di disporre di un quadro conoscitivo aggiornato dei regolamenti comunali adottati in applicazione della legge regionale numero 25/2007, l’ufficio regionale competente procederà ad un censimento degli stessi, utile per la successiva azione di adeguamento della normativa. Berrino ha puntualizzato la volontà della Regione di tutelare  chi esercita seguendo le  normative.

Cooperazione allo sviluppo e solidarietà tra i popoli

Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione sul programma triennale in materia di cooperazione allo sviluppo. Rossetti ha ricordato che dal 2007 al 2009 in questo settore la regione ha investito 1 milione e 247 mila euro cofinanziando 49 progetti di cooperazione allo sviluppo, facendo registrare un notevole e crescente interesse da parte delle organizzazioni non governative (ONG) riconosciute dal Ministero degli Affari Esteri, delle associazioni di volontariato, delle associazioni no profit. Nel 2012 la Regione Liguria ha co-finanziato – ha aggiunto – con un bando altri 5 progetti per un totale di 250 mila euro riducendo gli interventi, ma mantenendo alta l’attenzione in materia». I bandi di cooperazione della Regione Liguria – ha spiegato – sono stati sempre attestati dagli attori del settore della cooperazione allo sviluppo e permane la necessità di effettuare corsi di formazione rivolti a rappresentanti degli enti ed associazioni impegnati nell’ambito della cooperazione, coinvolgendo nelle docenze esperti competenti. Rossetti ha chiesto alla giunta di approvare il programma triennale 2015/2016/2017 previsto dalla legge regionale 28 del 1998 e quali risorse saranno impegnate per l’apertura dei bandi.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla cooperazione. Sonia Viale ha rilevato che le precedenti giunte di centro sinistra avevano avuto la possibilità di finanziare molti progetti fino ad un milione e 800 mila euro mentre oggi non ci sono risorse. «Prima di recuperare risorse da altri capitoli in sofferenza come il sociale – ha aggiunto – occorre verificare come sono andati questi progetti». Viale ha comunque annunciato «un’importante iniziativa di cooperazione nella dismissione dei materiali ospedalieri dismessi. Le asl sono già state allertate per redigere un inventario e non appena questi beni saranno messi a disposizione si attiveranno le procedure con le associazioni per accompagnare i percorsi di spedizione». 

Assunzione di tre dirigenti medici di ostetrici e ginecologia

Sergio Rossetti (Pd) con un’interrogazione sottoscritta anche dai componenti dello stesso gruppo Raffaella Paita, Valter Ferrando, Giovanni Barbagallo e Giovanni Lunardon, ha chiesto alla giunta se corrisponda al vero la notizia «che il direttore sanitario del San Martino IST avrebbe assunto la presidenza della Commissione esaminatrice del concorso per la selezione di tre dirigenti medici, che comunque non appare conforme all’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 483 del 1997». Il consigliere ha, inoltre, chiesto i termini entro cui verranno portate a compimento le procedure concorsuali per integrare le unità operative della struttura complessa di ostetricia e ginecologia del San Martino.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha spiegato che allo stato attuale l’istituto non ha adottato alcun provvedimento di nomina relativa alla commissione esaminatrice del concorso e che lo stesso istituto ritiene di poter concludere le procedure concorsuali entro il periodo estivo.

Procedura di licenziamento collettivo avviata da Ericsson

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra &Libera-MENTE Liguria) con un’interrogazione, sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo Francesco Battistini, ha ricordato che il 27 aprile scorso ha avuto esito negativo il tentativo di accordo nazionale fra Ericsson e le organizzazioni sindacali in merito alla procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda in Italia e in Liguria. Il consigliere ha, quindi, chiesto alla giunta di attivarsi con il Governo e i vertici dell’azienda per sostenere l’utilizzo di ammortizzatori sociali a sostegno della vertenza Ericsson. Pastorino, inoltre, ha chiesto di sostenere  le richieste sindacali e di attivarsi nei confronti di ZTE, Liguria Digitale e IIT per salvaguardare l’occupazione cittadina e il recupero in queste aziende delle competenze provenienti da Ericsson.

L’assessore al lavoro Gianni Berrino ha chiarito che c’è un contatto costante con le organizzazioni sindacali, e con queste ultime ci sarà un incontro anche nei prossimi giorni. La trattativa Ericsson – ha puntualizzato l’assessore – si svolge ora presso  Ministero del Lavoro, al quale spetta di convocare le parti, per un ulteriore tentativo di accordo. «La Regione Liguria ha  più volte reiterato la richiesta di uno specifico tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico dedicato all’esame delle prospettive industriali della multinazionale sul territorio nazionale», ha puntualizzato Berrino il quale ha evidenziato che la Regione ha  già manifestato la volontà di impegnarsi per la ricollocazione che necessaria dei lavoratori Ericsson genovesi, attraverso il coinvolgimento sia della Società ZTE che di aziende locali. «Rispetto a questo obiettivo – ha detto -rimane fondamentale il tavolo di confronto con il nuovo management dell’Azienda presso il Ministero dello Sviluppo Economico».

Emissioni anomale nel Comune di Ceranesi.

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta dall’intero gruppo ha ricordato che nel  Comune di Ceranesi, sussiste un impianto, gestito dalla società SO.RA.ME., che effettua la produzione di manufatti a base di rame utilizzando rottami selezionati e metalli puri. Il consigliere ha evidenziato che impianto produce emissioni che hanno prodotto disagi nella popolazione residente in zona e che i controlli sulla qualità dell’aria, «come confermato dalla Provincia di Genova, hanno rilevato superamenti della qualità dell’aria di inquinanti pericolosi quali piombo e metalli». Salvatore ha, quindi, chiesto alla giunta di esercitare le  proprie funzioni nelle istruttorie per il  rilascio dell’Autorizzazione unica ambientale e di attivarsi, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni, con Città Metropolitana e Arpal per verificare i rischi ambientale e sanitario anche in relazione ad eventuali ulteriori fonti inquinanti.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha ricordato che è in itinere il disegno di legge 149, approvato dalla giunta regionale del 14 aprile e che sta svolgendo il suo percorso per approdare all’esame conclusivo del Consiglio. Tale provvedimento  – ha puntualizzato l’assessore – oltre a meglio dettagliare le competenze in ambito regionale in materia di autorizzazione unica ambientale, da espresso mandato alla giunta  regionale di disciplinare l’esercizio  delle funzioni in materia di autorizzazioni ambientali tramite atti di indirizzo e coordinamento. A seguito di tale legge, verranno quindi adottati indirizzi anche in materia di emissioni odorigene. Per quanto attiene la situazione ambientale della zona l’assessore ha ribadito che, intanto, si provvederà a chiedere ad Arpal e città Metropolitana precise informazioni.

Piano di valorizzazione dell’isola Palmaria ,

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta dall’intero gruppo, con la quale ha ricordato il protocollo  sottoscritto da Regione, Comune Agenzia Demanio e Ministero della Difesa per perseguire gli obiettivi previsti nel piano di valorizzazione dell’isola Palmaria. Il consigliere ha chiesto alla giunta i tempi e le modalità per l’avvio del percorso di partecipazione, previsto dalla delibera della giunta regionale del 2017, rispetto alle richieste che provengono dai rappresentanti degli interessi diffusi presenti nel territorio interessato, e di garantire il coordinamento, anche sotto il profilo temporale, del percorso di partecipazione con quello di elaborazione del masterplan affidato con procedura di evidenza pubblica.

L’assessore all’urbanistica, Marco Scajola, nel ribadire la  massima attenzione al l’iniziativa,  ha tra l’altro ricordato che, oltre alla Cabina di Regia prevista nel Protocollo, è stato introdotto uno strumento di lavoro denominato Tavolo tecnico, il quale ha il compito di seguire tutti i passaggi tecnici relativi al Programma, così come le procedure ed i tempi per le fasi di attuazione dello stesso. In tale contesto  – ha detto – è stato previsto un processo di partecipazione ad ampio respiro, attraverso la definizione di linee guida metodologiche. Ha aggiunto che a conclusione della fase di studio e di definizione degli interventi, sarà individuata una articolata fase di comunicazione degli esiti, derivanti anche dal processo partecipativo. Scajola ha quindi  ribadito che il processo in atto prevede, oltre ad un adeguato controllo, partecipazione, trasparenza e il coinvolgimento di tutti gli organi competenti.

Ristrutturazione di un appartamento e annessa realizzazione del parcheggio a Rocchetta Nervina

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra &Libera-MENTE Liguria) con un’interpellanza sottoscritta anche dall’altro componente del gruppo, Francesco Battistini, ha ricordato che il Comune di Rocchetta Nervina ha partecipato al bando regionale per la riqualificazione urbana e l’edilizia residenziale sociale nei piccoli Comuni del 2012. Il progetto prevede la riqualificazione di un immobile di proprietà del Comune e la realizzazione di un parcheggio di 36 posti auto su un’area attualmente di proprietà della Curia. Pastorino ha sottolineato che l’appartamento risulta in buono stato conservativo e che è attualmente in locazione ad una famiglia di extracomunitari. Il consigliere ha evidenziato: «Un gruppo di cittadini ha organizzato una raccolta firme per chiedere chiarezza e confrontarsi con la municipalità rispetto alla bontà del progetto raccogliendo 55 firme su circa 300 residenti, senza ottenere risposte nel merito». Pastorino  ha, quindi, chiesto alla giunta per quale motivo è stato finanziato il progetto.

L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha puntualizzato che il progetto risale al 2012 e, dopo la fase istruttoria condotta per entrambi gli interventi da FILSE e conclusa con parere vincolante da parte della Commissione di valutazione dei Programmi,  la giunta dell’epoca aveva dato il via libera. Scajola ha sottolineato che l’iter è avanzato e che  entro il 16 maggio dovrà essere avviato almeno uno degli interventi in programma, pena la decadenza delle concessione del finanziamento.

Presidente Bruzzone celebra il Giorno dell’Europa, un minuto di silenzio per le vittime del terrorismo

Dopo una breve sospensione, per convocare l’Ufficio di presidenza integrato ai capigruppo, la seduta è ripresa e il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone è intervenuto per ricordare che oggi si celebra la “Festa dell’Europa” e ha invitato l’Assemblea a osservare un minuto di silenzio in occasione del “Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale”.

«Così come concordato all’unanimità, durante i lavori dell’Ufficio di Presidenza Integrato, è stata accolta una proposta giunta da più parti, e anche da parte mia, e ho preparato qualche appunto nella giornata di ieri – ha esordito il presidente – per ricordare, che il Giorno europeo o Festa dell’Europa è una ricorrenza europea che si festeggia in tutti i Paesi dell’Unione europea il 9 maggio di ogni anno». «Il 9 maggio del 1950 è il giorno in cui il politico e statista francese Robert Schuman – ha aggiunto – presentò il piano di cooperazione economica, cuore e parte integrante della famosa Dichiarazione Schuman. Tale piano di cooperazione diede il via all’integrazione europea». Il presidente ha sottolineato il 9 maggio 1950 fu appositamente scelto da Schuman perché è anche il giorno che segna la fine della Seconda guerra mondiale. «Come in diversi altri Paesi dell’Unione europea, anche in Italia il Giorno europeo è una ricorrenza espressamente civile , non è un giorno di festa». Bruzzone ha sottolineato: «L’Ufficio di Presidenza ha ritenuto giusto che per la prima volta nella storia del Consiglio regionale della Liguria venga ricordata questa data come commemorazione prevista dall’allora Comunità Economica Europea nel 1985, che è quello che abbiamo appena fatto».

Il presidente ha, infine, concluso: «Il 9 maggio è anche il giorno individuato dalla legge del 4 maggio 2007, n. 56, come giorno destinato alla commemorazione di tutti i caduti del terrorismo nazionale e internazionale. È il giorno in cui è stato assassinato Aldo Moro e il Parlamento italiano proprio nel 2007 ha inteso istituire con legge questo giorno in ricordo di tutte le vittime del terrorismo nazionale e internazionale. Per questo vi chiedo, in memoria di queste vittime, un minuto di silenzio»..

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