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Lettera del Sindaco di Monterosso al Ministro Borletti Buitoni

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Sottosegretario di Stato

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

ROMA

Gentilissima,

nei giorni scorsi ho avuto la possibilità di meglio conoscere il Suo pensiero, così come comunicato dalla stampa, in merito al problema della crescita esponenziale di turisti e visitatori nelle Cinque Terre e ho così avuto il piacere di riscontrare come, relativamente ad esso, ci accomuni la consapevolezza della portata e il sincero interesse per fornire delle risposte efficaci.

È principalmente per questo motivo che desidero innanzitutto manifestarLe la mia riconoscenza per l’attenzione che ci sta dimostrando e per la volontà di restituire una soluzione efficace ad un problema che per noi, residenti di questo angolo di paradiso naturale, inizia a diventare molto preoccupante.

Condivido con Lei, infatti, come l’ipotesi di un “numero chiuso” di turisti alle Cinque Terre meriti un approccio serio e ragionato, che vada oltre l’effetto di mero annuncio mediatico e lo schierarsi per il “sì” o per il “no” ad una proposta che di concreto, almeno ad oggi, non ha ancora nulla. Così come condivido pienamente il Suo pensiero quando afferma che il problema, in tutta la sua complessità, non possa essere né eluso, né più rinviato.

Le Cinque Terre posseggono da un lato un fascino indiscutibile, in virtù del quale tutti hanno diritto di apprezzarne le caratteristiche ma, dall’altro, accusano una sempre maggiore difficoltà nel farsi carico di numeri importanti che, in certe giornate dell’anno, sono diventati eccessivi e non più sostenibili.

Inoltre, le crescenti difficoltà riscontrate dai sindaci e manifestate dai cittadini residenti, operatori turistici e turisti stessi in merito alla vivibilità e qualità della vita offerta nei nostri borghi, pongono anche seri problemi di sicurezza che noi sindaci siamo chiamati in prima persona ad affrontare.

Al dibattito di questi giorni manca però, a mio avviso, l’indicazione di una “strategia di uscita” concretamente percorribile e che, per risultare realmente efficace, dovrà essere necessariamente discussa e possibilmente concordata con tutti gli attori operanti sul territorio e con tutti i livelli di governo: locale, regionale e nazionale.

Mi permetto allora di sottoporre al Suo giudizio il mio pensiero e di proporre alcuni spunti di riflessione che, credo, potrebbero essere utili allo scopo.

È mia opinione che sia innanzitutto essenziale dotarsi di strumenti adeguati, necessari per “misurare” oggettivamente e quindi “comprendere” a fondo il problema; solo successivamente si potranno adottare provvedimenti strutturati che permettano e prevedano un coordinamento con tutti i soggetti interessati. Gli strumenti ai quali si sta facendo riferimento in questi giorni (ordinanze, divieti, limitazioni o regolamenti) appaiono infatti non solo non adeguati, ma soprattutto non concretamente attuabili, anche in virtù della normativa vigente che garantisce la libera circolazione delle persone.

Occorre inoltre concordare misure condivise e omogenee in tutti e cinque i paesi: queste misure dovranno essere adeguatamente strutturate per mettere nelle condizioni e consentire ad un Sindaco e alla sua Amministrazione di governare un territorio, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, per il quale occorre misura, equilibrio e rispetto, in particolare da parte di quei turisti che, delle Cinque Terre, vogliono godere in giornata.

L’ipotesi di lavoro pertanto, a mio avviso, non dovrebbe essere quella di un “numero chiuso” di persone che possa accedere al territorio, ma piuttosto quello di un “Centro Operativo”, che possa gestire le prenotazioni per la visita e che sia dedicato a quei gruppi che, composti da oltre un certo numero di persone, hanno intenzione di visitare i nostri borghi in giornata.

Gli escursionisti, coloro che apprezzano le bellezze dei sentieri di crinale e i percorsi che collegano i paesi con i rispettivi Santuari e coloro che soggiornano nelle strutture ricettive delle Cinque Terre, saranno invece esclusi dalla prenotazione, poiché appartengono proprio a quella tipologia di turismo che vive la realtà dei paesi, che in essi si “immerge” ed è in sintonia.

In assenza di un ragionato e solido modello di intervento e di un progetto condiviso sul turismo alle Cinque Terre che siano frutto di un impegno comune tra Amministrazioni Comunali, Regione, Parco Nazionale e Governo non credo potremo assicurare contenuti di qualità ed ecosostenibilità alle tre grandi famiglie di abitanti del nostro territorio: i suoi cittadini residenti, i turisti del mordi e fuggi di crociere e gruppi organizzati, i turisti stanziali della villeggiatura di qualità.

In conclusione, sarò lieto se riusciremo a stabilire un contatto per arrivare al nostro fine: dal confronto nascono sempre le soluzioni migliori. Se infatti lo riterrà opportuno, avrò piacere di accogliere i Suoi consigli e il Suo aiuto, oltre ad eventuali risorse che il Suo Ministero valuterà di poter mettere a disposizione.

Potremo lavorare insieme, carta e penna alla mano, come è giusto e serio che facciano un Amministratore locale e un Legislatore membro del Governo, con poteri e responsabilità che molto possono fare per questo angolo di natura preziosa che ci è affidato.

La invito quindi e aspetto quanto prima a Monterosso per un sereno e fattivo confronto che ritengo possa essere più costruttivo se si svolgerà nella realtà della quale si sta discutendo e per la quale si stanno cercando soluzioni condivise. Se invece i Suoi impegni non glielo permetteranno, Le assicuro sin d’ora la mia totale disponibilità a incontrarla dove Lei lo riterrà più comodo od opportuno.

Nel rimanere a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento dovesse ritenere utile o necessario, le porgo i miei più Cordiali saluti

Il Sindaco
Ing. Emanuele MOGGIA

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