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Il Museo Navale e quella strage degli alberi

Sino all’ultimo voto. Annotazioni, curiosità e analisi della campagna elettorale.

LA SPEZIA – La monotona (per ora) campagna elettorale si è ravvivata sulle sofore della Cernaia abbattute dalle motoseghe e sul Museo Navale da rilanciare. Il Museo è stata una fiammata che si è spenta quasi subito, mentre la “strage” degli alberi ha aperto ferite che sanguinano ancora.

Partiamo dalla scalinata diventata un cantiere per essere riqualificata, illuminata e consentire l’allaccio delle abitazioni alla rete fognaria. L’intervento era stato programmato da tempo e concordato con gli abitanti. Ma ha avuto una improvvisa accelerazione negli ultimi giorni con l’abbattimento degli alberi. Per l’amministrazione era necessario a garanzia dell’incolumità delle persone. Invece per il Comitato, gli ambientalisti e gli oppositori in ordine sparso si è trattato di un colpo di mano del sindaco. I candidati sindaco, naturalmente, hanno subito cavalcato la protesta e hanno censurato “l’atto di arroganza” di Federici. L’hanno fatto Donatella Del Turco, Pierluigi Peracchini, Giulio Guerri e Cesare Bruzzi. Più sfumato il commento d Guido Melley (“Una brutta vicenda”), mentre Lorenzo Forcieri, alla luce dei pareri contrari espressi da una parte dei residenti, afferma che “si deve cambiare registro”. In questa vicenda ci sono critiche legittime e tanta speculazione politica. L’interrogativo di fondo per dirimere la questione è comunque il seguente: quelle piante erano malate o no? Esisteva o no il pericolo per le persone? E’ questo il nodo da sciogliere. E se tutti gli assessori che hanno letto le carte stanno dalla parte del sindaco, qualcosa vorrà pur dire. Difficile immaginare un sindaco che a poche settimane dal voto decide di far entrare in azione le motoseghe, provocando reazioni facilmente immaginabili, senza essere “costretto” a farlo.

Il Museo Navale lo ha tirato fuori Massimo Federici per contestare a Matteo Melley, presidente della Fondazione, il mancato sostegno ad un progetto di rilancio del Museo stesso. Un progetto, ha precisato il sindaco, capace di farne un eccezionale polo di attrazione. Molto più di quanto sia oggi (30 mila visitatori in media l’anno). Addirittura più dell’Acquario di Genova, secondo Federici. Nella disputa tra sindaco e presidente della Fondazione s’è inserito Lorenzo Forcieri, il quale ha puntualizzato d’essere stato lui a proporre a Federici la costituzione di una associazione composta da Autorità portuale, Marina Militare e Comune finalizzata ad un grande progetto di valorizzazione del Museo Navale ma di non aver ottenuto dal primo cittadino grande attenzione.

Lasciamo da parte primogeniture, protagonismi e polemiche personali e chiediamoci tutti: perché non rispolverare quel progetto e lavorare per potenziare l’offerta turistico-culturale della città con una risorsa che tutta Italia ci invidia? Il lavoro fatto dall’Autorità Portuale aveva portato ad uno schema di convenzione con Difesa Servizi Spa. Da lì si potrebbe, si dovrebbe ripartire per realizzare un grande Museo Navale.

Renzo Raffaelli