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Consiglio Regionale di martedì 16 maggio

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Dibattito su mozione di censura dell’assessore all’agricoltura Stefano Mai

Il Consiglio regionale ha iniziato il dibattito sulla mozione di censura, firmata dai consiglieri Fabio Tosi, Alice Salvatore, Gabriele Pisani, Andrea Melis, e Marco de Ferrari del Movimento5Stelle, Juri Michelucci, Giovanni Lunardon, Luca Garibaldi, Valter Ferrando e Giovanni Barbagallo del Pd e Gianni Pastorino di Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria), in cui si esprimeva censura nei confronti dell’assessore Stefano Mai relativamente alla seduta del 5 maggio 2017 in cui è stata discussa la mozione proposta dal Movimento 5 Stelle sulle 45 discariche abusive nel Parco di Montemarcello Magra.

Nel dibattito sono intervenuti Fabio Tosi e Marco de Ferrari del Movimento 5Stelle, Francesco Battistini (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria), Luca Garibaldi e Giovanni Lunardon del PD e Giovanni De Paoli e Alessandro Piana della Lega Nord Liguria-Salvini.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha letto il testo della mozione di censura e ha aggiunto: «Questa mozione di censura è un atto di richiamo. E’ risaputo che l’assessore all’agricoltura è commissariato dal presidente del Consiglio che, con altri, tracciano le linee guida soprattutto sulla caccia». Nel merito della mozione sul parco di Montemarcello affrontata nella precedente seduta, Tosi ha ribadito che le modifiche al testo presentate erano «fuffa» e ha denunciato: «Non c’è sintonia fra determinati assessorati e la maggioranza».

Francesco Battistini (Rete a Sinistra-Libera-MENTE Liguria), nel ripercorrere i fatti avvenuti nella precedente seduta nel dibattito sulla mozione relativa alla bonifiche delle discariche sul Magra, ha sottolineato che era stata concordata una modifica del documento:  «Nonostante l’accordo, la maggioranza non ha ascoltato l’assessore ed ha votato contro alla mozione». Ha aggiunto: «E’ la prima volta che accade in due anni un fatto di questo tipo: quando c’è l’accordo tra proponente e assessore di solito non ci sono problemi» ha detto, evidenziando che anche ieri, durante i lavori in commissione, c’è stato lo scontro «Lega contro Lega», in merito ad una proposta di legge relativa alla modifica di una legge per il  recupero della rete escursionistica ed i bike park : «Il gruppo ha fatto una proposta, l’assessore ha chiesto il ritiro proponendo di inglobarla nel suo disegno di legge».

Luca Garibaldi (PD) ha criticato più in generale la gestione dell’assessorato da parte di Mai : «Questo assessorato in questi anni ha visto un non governo della situazione su un tema strategico come i parchi, che viene gestito con superficialità». Secondo il consigliere, Mai non avrebbe una linea politica chiara e definita. Garibaldi ha criticato, inoltre, il fatto che nella seduta precedente l’assessore avesse chiesto di trattare la mozione subito perché nella tarda mattinata doveva abbandonare la seduta per altri impegni istituzionali, obbligando – secondo Garibaldi – una trattazione affrettata dell’argomento.

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha rilevato che, se le discariche nel parco sono abusive, le responsabilità sono in capo alla Regione «ma, se sono autorizzate, le responsabilità politiche e penali sono degli enti sul territorio, cioè della Provincia, dei Comuni e dei sindaci», che fanno parte della comunità del parco.

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha ribadito che l’assessorato all’agricoltura  in molte occasioni  «non  ha voluto ascoltare niente e nessuno» e ha ricordato, a tal proposito, il caso della polizia provinciale: «Di fatto il corpo è stato pesantemente depotenziato». De Ferrari si è poi soffermato sulla proposta di soppressione del parco di Montemarcello Magra, avanzata dal consigliere di maggioranza Andrea Costa: «Se ci sono 43 discariche in quel territorio – ha rilevato – la responsabilità non è del parco, ma della gestione che la vecchia politica ha sempre fatto dei parchi».

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria – Salvini) ripercorrendo quanto avvenuto lo scorso 5 maggio, ha ricordato che l’assessore quella mattina aveva un importante impegno istituzionale  e per questa ragione aveva chiesto l’inversione dell’ordine del giorno, con il chiaro intento, quindi, di dibattere ad inizio seduta i documenti che lo riguardavano. Per quanto riguarda le modifiche alla mozione, che secondo Battistini ed altri consiglieri  sarebbero state concordate con l’assessore, Piana ha ricordato che se ci sono delle correzioni in corso d’opera sulle mozioni occorre seguire un preciso iter e, innanzitutto, presentare emendamenti scritti per poi votarli in una seduta successiva.  «E’ chiaro che quel testo, quindi, non si poteva votare» ha ribadito, sottolineando che si è, quindi passati ad approvare un nuovo testo. Piana ha rimarcato la piena fiducia nei confronti dell’assessore Mai e il chiaro intento del gruppo di respingere la mozione di censura.

Giovanni Lunardon (PD) ha parlato di «gaffe istituzionale dell’assessore» rilevando altri errori che sarebbero stati compiuti in passato da Mai: «Questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La Liguria, infatti, aveva già sbagliato a compilare le schede per il rimborso dei danni alluvionali polverizzando così 16 milioni di euro».Lunardon ha citato, inoltre, i ritardi nei bandi per assegnare le risorse già disponibili dei Piani di sviluppo rurale. Il consigliere ha concluso rivolgendosi direttamente a Mai: «Lei è in perenne disallineamento con la sua maggioranza e, se ritiene di non avere il supporto della sua coalizione, rimanga pure al suo posto ma passi le sue deleghe alla competente commissione consiliare».

Dopo questi primi interventi Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha preso la parola rilevando che la seduta non era trasmessa in diretta streaming e televisiva e, con la consigliera Raffaella Paita (PD), ha chiesto la sospensione del dibattito che riguardava la mozione di censura all’assessore.

La richiesta è stata accolta dal presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone, il quale ha precisato di non avere chiesto la sospensione della diretta, e ha convocato l’Ufficio di presidenza integrato dai capigruppo e gli uffici per chiarire la vicenda. L’Upi ha deciso all’unanimità che la mozione verrà ripresentata e discussa nella prossima seduta del Consiglio.

Subito dopo la ripresa dei lavori, il presidente Bruzzone ha annunciato che la diretta televisiva era stata ripristinata e ha spiegato in aula: «La mancanza della diretta è stata causata da un mero disguido fra gli interlocutori tecnici» e ha garantito che verrà comunque fornita ai consiglieri una dettagliata relazione tecnica sull’accaduto.

 

Liquidazione della Cooperativa Edilizia G. Fanin

Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta di rendere più celeri le operazioni relative alla liquidazione coatta amministrativa della Cooperativa “G. Fanin” di Chiavari. Il consigliere ha ricordato che nel dicembre 2015 il Tribunale di Genova ha dichiarato lo stato d’insolvenza della società cooperativa e il Ministero dello Sviluppo Economico, il 9 febbraio 2016, ha posto la Società in liquidazione  nominando un commissario. Tuttavia «da più di un anno e mezzo dall’incarico non risultano essere stati compiuti atti rilevanti, a partire dalla nomina del perito da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico per la valutazione della base d’asta in vista delle procedure d’incanto – ha spiegato – In particolare, per un intervento oggetto della procedura, le condizioni del complesso a San Lazzaro in via di costruzione stanno rapidamente degradando. Questi ritardi rischiano – ha concluso – di rendere ancora  più complessa la gestione della situazione»..

L’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi ha premesso: «Il mio assessorato non ha nessuna competenza in questo tipo di materia». L’assessore si è comunque  impegnato ad evidenziare la questione a livello ministeriale per cercare di comprendere se, a livello governativo, c’è l’intento di agire in qualche modo.

 

Poliambulatorio di via Sbarbaro, nel quartiere Diamante di Genova

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta dall’intero gruppo, ha chiesto alla giunta di intervenire sulla Asl3 per potenziare il poliambulatorio di via Sbarbaro «con servizi sanitari mirati e fortemente necessari al popoloso quartiere Diamante di Begato, favorendo una maggiore copertura dei medici di medicina generale, la presenza di un pediatra e inserendo ulteriori ambulatori specialistici essenziali».

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha premesso di essersi recata nella struttura insieme al consigliere Pastorino, che ha ritenuto necessaria una sua visita. L’assessore ha quindi chiarito che condivide la necessità di restituire taluni servizi alla struttura ed in tale direzione  – ha evidenziato – si è mossa la giunta. In particolare sono stati attivati: l’ambulatorio prelievi capillari coagulazione, l’ambulatorio ginecologico consultoriale, il corso  di Attività Fisica Adattata, l’ambulatorio del medico di medicina generale con 3 medici ai quali – ha precisato – se ne andranno presto ad aggiungere altri due. A partire da metà giugno, inoltre, sarà attivo il pediatra di libera scelta. Viale ha, infine, ribadito che prosegue l’impegno dell’assessorato verso questo territorio, a cui viene riservata la massima attenzione.

 

Fondi per il Festival Biologico di Varese Ligure ed Expo Fontanabuona

Su questi argomenti sono state presentate due interrogazioni: Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) è intervenuto sul Festival del biologico di Varese Ligure, Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini), in un interrogazione sottoscritta dal collega di gruppo Franco Seranega, è intervenuto  sull’Expo della Fontanabuona Tigullio.

De Paoli  ha chiesto alla giunta di reperire i fondi per finanziare il Festival del Biologico di Varese Ligure e ha ricordato che, alla luce del taglio governativo da 600 mila a 200 mila euro destinati alle fiere in Liguria, la Giunta regionale ha stabilito che i fondi alle manifestazioni fieristiche siano distribuiti tramite sorteggio e, in questa occasione, il Festival del Biologico di Varese Ligure è stato escluso dal finanziamento. Tuttavia «l’evento rappresenta, da un lato, una vetrina dei prodotti tipici della Val di Vara e, dall’altro, un notevole indotto occupazionale per tutto l’entroterra spezzino e il rischio di chiusura o sottodimensionamento del Festival – ha concluso – avrebbe gravi ricadute socio-economiche nella zona».

Puggioni ha chiesto alla giunta di contribuire al finanziamento dell’Expo Fontanabuona-Tigullio. Anche Puggioni ha ricordato che l’estrazione a sorte dei progetti regionali finanziabili (ne sono stati presentati complessivamente 56) è stata la modalità di scelta obbligata per garantire pari dignità alle iniziative presentate dopo il taglio netto di finanziamenti da parte del Governo nazionale. «La conservazione dell’identità del territorio, la valorizzazione del tessuto artigianale e delle piccole e medie imprese – ha detto – sono principi che vanno costantemente perseguiti ed incentivati».

L’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi ha evidenziato la pesante riduzione dei fondi a disposizione dell’assessorato per iniziative di questo genere derivante dai tagli nazionali. La situazione ha indotto a ripartire, attraverso un bando,  i fondi disponibili sui cinque territori (il Tigullio è stato considerato alla stregua di una provincia), per procedere poi, all’interno di ciascuna area, a sorteggio, in considerazione dell’elevato numero di domande. Poiché il festival del biologico è rimasto escluso, Rixi ha detto che si reperiscono fondi attraverso l’assessorato all’agricoltura «per non far saltare un evento che riteniamo importante». Per quanto riguarda la Fontanabuona, e più in generale per le iniziative a carattere artigianale, Rixi ha detto che ci si avvale di altri “strumenti”, quali, ad esempio la Commissione regionale artigianato. Di grande rilievo, secondo l’assessore, la collaborazione e le sinergie con Unioncamere.

 

Chiusura del Centro Unico di Prenotazione della Casa della Salute a Sarzana

Sulla chiusura del Cup della casa di salute di Sarzana sono state presentate due interrogazioni: una da Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria), sottoscritta dal collega di gruppo Gianni Pastorino, la seconda prentata da Juri Michelucci, e sottoscritta dalla collega di gruppo Raffaella Paita (Pd).

Battistini ha chiesto alla giunta quando riaprirà il Centro Unico di Prenotazione della Casa della Salute di Sarzana, di sostituire subito l’unico operatore assente e di evitare nuovi disservizi. Il consigliere ha ricordato che il Cup è chiuso per mancanza di personale dal 6 aprile scorso, in quanto l’unico addetto è assente dal lavoro. «Asl 5 – ha spiegato il consigliere – non ha informato nessuno della mancata erogazione del servizio, c’è soltanto una nota sul sito on line dell’azienda a cui, peraltro, non tutti possono accedere. Asl 5 ha giustificato questa condotta rilevando le prenotazioni possono essere fatte tramite le farmacie, i medici di famiglia abilitati e telefonando al numero verde. Tuttavia il Cup di Sarzana – ha concluso – è un servizio di fondamentale importanza per i cittadini che devono sottoporsi e fruire di visite ed esami medici».

Michelucci ha chiesto quando sarà concessa dalla Giunta  l’autorizzazione alla Asl 5 per le assunzioni del personale richiesto e le iniziative per ovviare ai disagi della popolazione della vallata del Magra, che sarebbero determinati dalla chiusura del CUP. «Ormai da alcune settimane il CUP di Sarzana è stato chiuso dalla asl 5  per mancanza di personale e la riapertura annunciata rischia di essere disattesa. La chiusura sarebbe determinata dai ritardi nella concessione della deroga per assunzioni da parte della Regione, su specifica richiesta della Asl».

L’assessore alla sanità Sonia Viale  ha dichiarato di aver ricevuto rassicurazioni dalla direzione dell’Asl 5 affinché si  preveda l’ampliamento delle ore di apertura del cup. Per quanto riguarda le problematiche inerenti alle carenze di personale, Viale ha rimarcato che la tematica viene affrontata a livello regionale, anche  in seguito a una delibera che ha eliminato il regime delle deroghe, le quali in passato hanno provocato numerose problematiche. Si prevede, quindi, uno step di avvio, secondo il quale ogni anno entro il 29 maggio deve essere presentato un piano di assunzione che, una volta approvato, consentirà alle singole asl di procedere alle assunzioni, nei limiti del budget.

 

Conferimento incarico giornalista – addetto stampa alla ASL 5

Raffaella Paita (Pd), ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Juri Michelucci, in cui ha chiesto alla giunta di intervenire presso la Asl5 affinché siano «rispettati gli indirizzi adottati dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 76 dell’8 febbraio 2017, e siano ripristinati rapporti corretti con l’Ordine dei giornalisti e con l’Associazione ligure dei giornalisti» relativamente all’assunzione di un addetto stampa presso la Asl5. Il consigliere ha ricordato che l’8 febbraio scorso la Giunta regionale ha approvato una delibera sugli “Indirizzi in materia di attività di comunicazione giornalistica”: Il testo prevede che le procedure di reclutamento di personale dipendente per lo svolgimento di attività di informazione siano oggetto di confronto con l’Ordine dei giornalisti e con il concorso dell’Associazione ligure dei giornalisti. Secondo Paita «si è proceduto alla nomina della commissione esaminatrice senza tenere conto di quanto contenuto nella delibera della giunta». Paita ha aggiunto: «La composizione della Commissione esaminatrice non prevede la partecipazione di giornalisti iscritti all’Ordine, bensì di dipendenti della Asl qualificati come “esperti del settore».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità. Sonia Viale ha spiegato che a fine aprile si è proceduto alla ridefinizione della commissione inserendo un giornalista e la nuova determinazione è stata pubblicata sul sito della Asl 5.

 

Rsa hospice del San Bartolomeo di Sarzana

Francesco Battistini (Rete a sinistra & liberaMENTE Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Gianni Pastorino, per chiedere quando saranno conclusi i lavori per la costruzione della rsa- hospice del San Bartolomeo di Sarzana, quando sarà consegnata la struttura e se la pianificazione economica prevede la necessità di ulteriori stanziamenti rispetto a quanto previsto a febbraio 2017. Battistini ha rilevato: «Lo sblocco dei fondi, precedentemente destinati al riacquisto di una parte dell’ex ospedale San Bartolomeo, e la destinazione di circa 1 milione di euro per l’ultimazione della struttura rsa hospice del San Bartolomeo di Sarzana, sono stati formalizzati ad inizio febbraio 2017 e questi fondi avrebbero consentito, a detta dell’assessore Viale, di completare la struttura. Tuttavia – ha concluso – ad oggi, non si ha una data certa sull’ultimazione dei lavori e la consegna della struttura per il suo utilizzo».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità. Sonia Viale ha spiegato che la consegna dei locali è prevista per il settembre prossimo e, una volta effettuati i collaudi, si può ipotizzare l’utilizzo della struttura entro la fine dell’anno. Per quanto riguarda i costi l’assessore ha spiegato: «Non sono previsti ulteriori stanziamenti rispetto a quando previsto nel febbraio 2017».

 

Verifiche e sanzioni sulla scorretta commercializzazione degli ortofrutticoli freschi.

Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione alla giunta per chiedere alla giunta di attribuire ai Comuni, sulla base del decreto n. 5462 del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il potere di svolgere ulteriori controlli per accertare il rispetto delle normative in materia di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, di fornire un’adeguata regolamentazione sulla destinazione dei proventi in caso di eventuali sanzioni e, infine, di organizzare degli appositi corsi di formazione per il personale di Polizia Locale che devono effettuare le verifiche. Il consigliere ha rilevato che le disposizioni attuative delle norme di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli e qualità nel settore delle banane dettano specifiche indicazioni relative alle merci vendute al minuto e ai prodotti soggetti a disposizioni commerciali e che la Ue da definito le modalità di applicazione del Regolamento CE n. 1234 del 2007 nei settori degli ortofrutticoli freschi e trasformati.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura. Stefano Mai ha spiegato che« la normativa vigente non preclude alle forze di polizia locale di svolgere questa attività» e ha illustrato il quadro normativo che regola la materia. Gli agenti di polizia municipale – ha aggiunto – già ora possono fare controlli in merito alle sanzioni. Per quanto riguarda i corsi di formazione Mai ha spiegato che attualmente non sono previsti ma non ha escluso la possibilità di istituirli in futuro.

 

Sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari

Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega di gruppo Francesco Battistini, in cui ha chiesto alla giunta di dotare la Regione di una normativa specifica per regolare l’utilizzo dei prodotti fitosanitari. Il consigliere, inoltre, ha chiesto se siano stati effettuati rilievi per riscontrare la tossicità dei diserbanti. «Il settore Fitosanitario regionale – ha spiegato il consigliere – è la struttura competente per il rilascio e il rinnovo delle abilitazioni alla vendita dei prodotti fitosanitari, all’acquisto e all’uso dei prodotti fitosanitari per utilizzo professionale, all’attività di consulenza sull’impiego dei prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti». Pastorino ha aggiunto che, secondo dati ISTAT, l’agricoltura italiana detiene il record europeo di quantità di impiego di fitosanitari pari al 33% del totale usato in tutta l’Unione europea e ha rilevato che i fitofarmaci sono per la massima parte costituiti da sostanze tossiche che hanno un impatto sulle proprietà fisiche-chimiche dei suoli e sono nocive per la salute dell’uomo e degli altri organismi viventi.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità. Sonia Viale ha assicurato che la normativa italiana sulla vendita e sull’acquisto e utilizzo dei Prodotti Fitosanitari è tra le più restrittive d’Europa. «Anche se le misure previste dal PAN (Piano Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) possono, al momento, ritenersi sufficienti – ha precisato – è sembrato opportuno al nostro assessorato definire con maggior precisione l’azione riguardante la formazione degli operatori del settore». Viale ha aggiunto: poichè alla fine del 2017 il PAN deve essere rivisto ed, eventualmente, modificato, «al momento non si ritiene necessario dotare la Regione Liguria di ulteriori norme specifiche». L’assessore ha aggiunto che vengono regolarmente eseguiti dalle ASL le verifiche stabilite dal Ministero della Salute e «la Regione si è dotata di un Piano Regionale dei controlli per la Sicurezza Alimentare e sanità animale dove sono state riconosciute le aree più a rischio». Le verifiche – ha assicurato – vanno dunque oltre quanto necessario, secondo una prospettiva di massima tutela dei cittadini e dell’ambiente sia agricolo che urbano.

 

Area stoccaggio di rifiuti nel Comune di Rapallo in località Tonnego.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dagli altri componenti del gruppo per chiedere alla giunta se il centro di raccolta rifiuti a Tonnego, nel Comune di Rapallo, abbia un’ulteriore autorizzazione per lo stoccaggio, diverso da quello previsto per la messa in riserva nei contenitori scarrabili e se il centro di raccolta e la discarica limitrofa possano produrre un rischio sotto il profilo ambientale e sanitario.

«A Tonnego insiste un centro di raccolta rifiuti – ha detto .- che risulta essere autorizzato come messa in riserva per il recupero dei rifiuti stoccati. L’area insiste sulla ex discarica di RSU del Comune di Rapallo, che è oggetto di attività di messa in sicurezza permanente, non ancora appaltata e rientrante nell’anagrafe dei siti di bonifica regionali. Non risulta – ha aggiunto – nessuna presentazione della comunicazione di inizio attività e il Piano di Prevenzione e Gestione delle acque meteoriche di prima pioggia e lavaggio della Città Metropolitana di Genova, prevede che nell’area del centro si raccolgano rifiuti per frazioni omogenee, senza stoccaggio direttamente al suolo, ma in contenitori scarrabili». Secondo Tosi, invece, nel piano superiore del centro risultano sistematicamente stoccati, in modo indifferenziato, rilevanti quantità di rifiuti direttamente sul piazzale e senza alcuna protezione, anche in relazione al possibile percolamento.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente. Giacomo Giampedrone ha illustrato le attività svolte nella discarica e il quadro normativo di riferimento per la prevenzione dei rischi sanitari e ambientali. L’assessore ha confermato che l’area è inserita nell’anagrafe regionale dei siti da bonificare specificando che restano da realizzare i lavori relativi alla sistemazione dei versanti per i quali con un decreto del 2010 era stato assegnato al Comune di Rapallo un contributo di 150 mila euro attualmente sottoposto alla procedura automatica di definanziamento.

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