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La beatificazione di Itala Mela

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Don Bagnasco ripercorre la vita e il miracolo approvato dalla Santa Sede della piccola nata morta e risorta per sua intercessione.

LA SPEZIA – Tanti fedeli al teatro Palmaria del Canaletto all’incontro tenuto da don Gianluigi Bagnasco, postulatore della causa di beatificazione di Itala Mela. Don Bagnasco, presentato da don Giorgio Rebecchi, ha ripercorso la vita di Itala Mela, descrizione la biografia e la spiritualità.Il padre di Itala non era credente e lei parlava di fede solo con una zia. Itala era stata battezzata in casa da una domestica. Durante la guerra 15-18 il padre era al fronte, Itala, allora bambina, frequentava la nonna, molto religiosa. Ma la morte del fratellino Enrico morto a due anni, gettò Itala in un turbamento profondo, tanto che divenne atea.

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Nel frattempo divenne compagna di banco al Classico e poi all’università di Angela Gotelli. A 18 anni Itala Mela si iscrisse alla facoltà di lettere antiche dell’università di Genova: frequentava cappella delle Suore della Purificazione e lei si presentò per ricevere la benedizione: le lacrime sul volto e la commozione la prese sempre di più e iniziò una crisi sempre più profonda e solo con la guida di padre Marchisio, Itala Mela si dichiarò decisamente sotto la guida di Gesù Cristo. A 19 anni Itala cominciò una nuova vita con impegno totale verso la Chiesa. Passò pomeriggi interi di fronte al tabernacolo e nacque una dolcissima intimità con Gesù Cristo. Fino a che le si manifestò il Signore. la prima esperienza di testimonianza cristiana fu con la Fuci (Federazione universitaria Cattolica Italiana) di cui diventò consigliere nazionale e responsabile del nord ovest. In lei crebbe la fame di Dio e si alimentò nella pietà liturgica. Itala Mela si recò in Belgio in un monastero e quindi tornò in Italia nei monasteri benedettini, Qui si sentì male, la portarono a Milano ma la malattia stroncò la speranza in lei di andare in un monastero. Monsignor Stella la nominò presidente dell’Azione Cattolica. Di testimonianze importanti, c’è quella di una sua alunna monaca carmelitana che vive a Firenze. Questa e altre alunne sono sue figlie spirituali.

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Itala Mela morì il primo maggio 1957 a soli 53 anni. Molto umile, il professor Bellotti la considerò “una vergine saggia”.  Un suo miracolo è stato approvato dalla Santa Sede: si tratta della bambina del Canaletto, figlia del cardiologo Daniele Bertoli e nipote del grande pediatra Mario Bertoli, scomparso recentemente. In sala erano presenti i genitori della bambina:  la mamma Francesca, medico, ha raccontato quei momenti con la gestazione particolarmente difficile e in ospedale sperava di concludere la gravidanza. Alla nascita, la piccola era nata praticamente morta, era in arresto cardio-respiratorio. Le monache clarisse di Sarzana si erano raccolte in preghiera perché quella bambina sopravvivesse. Una telefonata femminile, ancor oggi misteriosa, arrivò alle suore di clausura di Sarzana annunciando di pregare per quella bambina. Nel frattempo la bambina raggiunse venne trasportata in ambulanza al Gaslini. La prognosi era molto grave. la piccina, praticamente nata morta, era risorta per intercessione di Itala Mela.

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