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Il discorso del sindaco Massimo Federici nella sede di Asg Superconductors

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Saluti a tutti voi che siete qui riuniti, alle autorità presenti, agli ospiti, ai rappresentanti del progetto Fusion for Energy e Iter quali Bernard Bigot, Schwemmer, Aldo Bonito Oliva, ai loro team, a tutti i membri della forza lavoro della famiglia Malacalza .

Considero un grande onore poter essere qui e poter condividere con tutti voi nella città della Spezia un momento così alto per la tecnologia e per l’industria italiana. Voglio anche aggiungere che aver potuto incontrare un grande capitano d’industria come Vittorio Malacalza e aver potuto collaborare con lui e la sua famiglia è stato motivo di particolare orgoglio per me e per tutti i miei collaboratori.

Sono convinto che ci sono aspetti che riguardano la presenza di ASG Superconductor alla Spezia che possono suggerire alcune cose molto importanti, sia alla mia città sia credo anche all’intero Paese.

Vedete, qui dove siamo ora, in questo sito industriale si sono prodotti per oltre 50 anni elettrodomestici. Soprattutto si facevano delle buone lavatrici di gran qualità con le quali si era arrivati a dare lavoro fino a 900 addetti. Qui c’era la San Giorgio spa che con la sua produzione di qualità, con i suoi straordinari operai e tecnici elettromeccanici, era capace di competere con i grandi marchi mondiali. Quella storia, come tante altre di quel tipo di industria manifatturiera come sappiamo si è conclusa, è ormai alle nostre spalle irrevocabilmente. Ma oggi il subentro in quello stesso sito di una così innovativa produzione ha una forza simbolica straordinaria, perché ci indica in quale direzione è necessario guardare, quali sono davvero le nuove frontiere possibili per l’industria italiana.

Questo paese può tornare ad essere grande, come lo è stato in passato, come lo è stato anche attraverso l’industria elettromeccanica e poi con la chimica, con l’elettronica. Potrà farlo se le istituzioni, o quella che viene chiamata in modo un po’ troppo generico la politica, metteranno in condizioni industria e territorio di giocare al meglio il proprio ruolo e contribuire così alla crescita dell’Europa e del benessere collettivo.

Noi qui, qualche anno fa, spinti anche dalla crisi della San Giorgio, dalla preoccupazione per il destino dei suoi lavoratori, abbiamo fatto l’impossibile per permettere questo insediamento e penso che siamo riusciti a dare una bella prova di buona amministrazione, di come si possano gestire sfide complesse e di come sia possibile far prevalere l’efficienza sulla burocrazia. In tempi record, in un gioco di squadra con la giunta regionale dell’epoca, abbiamo saputo mettere a disposizione di Asg strumenti urbanistici, amministrativi, risorse per far decollare la commessa (e la scommessa) di Malacalza.

Io credo questo, credo che tutte insieme le istituzioni di governo debbano far sentire al mondo dell’economia che è dispiegata non tanto una classica e spesso inefficace politica industriale, ma che c’è una politica PER l’industria, far sentire che si è al fianco di chi vuole puntare e investire sulla produzione e sull’innovazione e non sulla finanza e la rendita.

Lo dico in ragione di una storia industriale alla quale questa città non vuole rinunciare nonostante le allettanti possibilità che oggi il turismo ci sta dando. Ma pensiamo che senza industria l’impoverimeno culturale e materiale sia inevitabile, che i nostri giovani non potranno giocarsi le loro opportunità e il loro talento, ma rimediare nel migliore dei casi condizioni marginali. Pensiamo che in progetti come questo, in programmi ad alta concentrazione di tecnologia e sapere possiamo giocare la nostra partita. Una partita che vorremmo vincere non solo per noi, ma per l’Italia, per dare un servizio al paese, come più volte abbiamo saputo fare in passato.

Lo abbiamo fatto in passato anche offrendo il nostro territorio per realizzare funzioni nazionali, benché impattanti talvolta stravolgenti. In proposito, proprio qui davanti, oltre la strada, c’è quella che fu la più grande centrale termoelettrica d’Europa (siamo nuovamente negli anni 60). Tra pochi anni verrà dismessa in quanto a carbone e in quanto troppo prossima alla città. Bene lì si libereranno 70 ettari collocati strategicamente bene tra il porto, l’autostrada e la ferrovia.

Ci siamo messi al lavoro da subito per il futuro di quell’area, con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali politici economici, oltre che della stessa Enel. Vorremmo che lì sorgesse, non un acquafan…, ma una città del lavoro e dell’industria, moderna avanzata tecnologica ecologica. Insediamenti connessi con i punti di forza di questo territorio che è un polo tecnologico tra i più densi d’Italia, legato al mare, alla nautica, alla difesa e alla cantieristica.

Un territorio dove c’è Leonardo, Fincantieri, la Marina Militare, la meccanica più avanzata, le tecnologie più sviluppate derivanti dall’industria della difesa. E poi il porto, i grandi marchi della nautica. Un territorio dove oggi c’è anche ASG che produce il materiale di cui sono fatti i sogni, i sogni di una illimitata energia disponibile.

Ci auguriamo che possa crescere e prosperare qui alla Spezia intorno alla superconduttività, il settore che sta divenendo quello che furono le ferrovie e il vapore nell’ottocento, l’elettricità e i computer nel novecento. Sta diventando uno dei motori della storia umana. E noi nella storia vorremmo starci no?

Un in bocca al lupo a Iter e un grazie a tutti voi.

 

Massimo Federici, Sindaco della Spezia

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