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La nostra prima proposta: equo-canone per far fronte all’emergenza alloggiativa

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LA SPEZIA – «Una delle problematiche più forti e diffuse in questi tempi è l’emergenza alloggiativa: non è semplice dare una risposta concreta agli innumerevoli sfratti, all’indigenza di molte categorie sociali, alla necessità di dare una casa a molti dei cittadini del nostro territorio.

Ritenendo questo un tema prioritario, vogliamo fare la nostra proposta, che parte dall’intervento sugli immobili sfitti della nostra città, producendo un effetto positivo sia per i proprietari degli stessi sia per le categorie in emergenza alloggiativa.

Partendo dalla mappatura e dall’analisi condotta anche al fine di redigere il nuovo Puc – dal quale è emerso che il numero delle case sfitte è oltre le 2000 unità – e proprio per aumentarne gli effetti positivi in termini di rigenerazione urbana e agire sulla scala mobile sociale, la nostra proposta è quella di stanziare una percentuale – tra lo 0.5 e l’1% – del bilancio comunale da destinare ai canoni di affitto: in tal senso si potrebbe intervenire su quei privati per cui l’opzione turistica non è percorribile, e per i quali il Comune fornirebbe la garanzia del 50% dell’affitto, occupandosi inoltre di far da tramite sull’assegnazione di questi alloggi, destinandoli a quelle categorie che non hanno sovvenzioni o aiuti da parte dei servizi sociali, né sufficienti garanzie per poter sottoscrivere un contratto d’affitto.

Ci rivolgiamo dunque alle nuove categorie in difficoltà economica, come giovani precari, anziani con pensioni minime, genitori single, padri separati… Questo provocherebbe un duplice effetto: quello diretto, per tutti coloro che faticano ad arrivare a fine mese di avere affitti calmierati; e quello indiretto di poter incidere, anche in piccola misura, sulle logiche di mercato che regolano i canoni degli affitti.

Oggi il Comune della Spezia è dotato di un servizio, Agenzia Sociale per la Casa, che potrebbe integralmente gestire in questo senso l’emergenza alloggiativa, vedendo ancor più forte e saldo il suo ruolo.

Agenzia Sociale per la Casa è quel servizio che ha visto nel 2017 un taglio netto delle risorse regionali che ne ha minato l’esistenza stessa. Esistenza garantita da uno stanziamento ad opera dell’amministrazione comunale uscente. Regione politicamente coincidente con quel candidato sindaco che in questi giorni ha lanciato un punto del suo programma elettorale riguardo le case popolari e l’emergenza alloggiativa. Come è possibile che mentre la Regione di Toti taglia le risorse destinate ad un servizio preposto ad affrontare questo tema, Peracchini lanci un messaggio su un non meglio identificato piano per la casa?»

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