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Paolo Manfredini gli scout del Canaletto

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LA SPEZIA – Dopo aver esposto a grandi linee il programma e il progetto della coalizione del centrosinistra, è stato possibile scendere nel dettaglio grazie a una serie di domande interessanti a cui Manfredini è stato sottoposto. Tra i temi emersi durante il dibattito, quello relativo alla sanità e alla realizzazione del nuovo ospedale Felettino. I ragazzi hanno giustamente preteso di sapere in quali tempi questa struttura sarà accessibile e la possibilità che si possa raggiungere l’obiettivo del Dea di secondo livello. «La struttura sarà restituita alla città nel 2020 – ha detto Manfredini -. Dovrebbero infatti essere quelli i termini entro il quale il nuovo ospedale sarà accessibile alla città. Nonostante la legge Balduzzi non preveda il Dea di secondo livello per un territorio con una popolazione inferiore ai 600mila abitanti, io sono intenzionato a percorrere tutte le stradi possibili. Esistono delle leggi deroga e prima di abbandonare questa ipotesi, è giusto provarci fino in fondo. Anche solo una vita salvata, vale un importante investimento. La legge Balduzzi tiene in considerazione il bacino di utenza, che è un parametro puramente quantitativo. Io sono per la qualità. Non mi arrendo».

La seconda domanda posta dai ragazzi, riguardava invece il futuro dell’area Enel. Un tema su cui Manfredini si è espresso più volte: «Nel 2020 si libereranno 72 ettari di territorio – ha ribadito -. Sono convinto che per rilanciare l’occupazione e per valorizzare le professionalità dei nostri giovani, si debba lasciare spazio all’industria 4.0 e alle nuove tecnologie. Proprio ieri, nella nostra città è stato presentato un magnete realizzato dalla famiglia Malacalza, che servirà per produrre, attraverso la fusione nucleare, energia pulita. La Spezia può ancora contare sull’industria, un’industria rinnovata. Una tradizione che va portata avanti e per farlo non ci possiamo permettere di rinunciare a quest’occasione grazie alle aree che torneranno a disposizione della città. Solo così potremmo creare per i giovani nuove possibilità di lavoro, dove poter esprimere le proprie professionalità e competenze.

Si è inoltre parlato del Falco Matà, che andrà ad ospitare la nuova sede universitaria e dell’idea che Manfredini ha, attraverso un ponte, di collegare i giardini con il mare.

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