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Partecipazione spezzina alla Marcia per la Vita a Roma

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LA SPEZIA – C’erano anche una decina di spezzini, in gran parte di Porto Venere e Le Grazie, tra gli oltre diecimila partecipanti alla settima edizione della Marcia per la Vita di sabato pomeriggio a Roma. In corteo, hanno percorso le vie del centro, dalla stazione Termini fino a piazza Venezia, passando per via Cavour e i Fori Imperiali.

Giovani famiglie, studenti universitari, suore, seminaristi, sacerdoti, un trenino turistico pieno di bambini. Bandiere, striscioni, icone mariane e crocifissi. Canti e slogan contro l’aborto e l’eutanasia. Rosari. Cartelli in favore dell’obiezione di coscienza. Un appello al presidente Mattarella perchè fermi la legge sull’eutanasia. Tanti i cartelli della Vigna di Rachele, “programma psico-spirituale” per aiutare chi ha abortito.

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All’arrivo, sul palco, si sono alternate varie testimonianze. Roberto, dato per morto dai medici dopo un incidente, è oggi convinto militante anti-eutanasia. L’imprenditore vicentino Roberto Brazzale dà una mensilità in più ai dipendenti che hanno un figlio. Il professor Stephane Mercier, dell’Università Cattolica di Lovanio in Belgio, è stato sospeso dall’insegnamento e verrà probabilmente licenziato per aver trattato il tema dell’aborto e degli “gender studies”. Applauditissima Gianna Jensen, la giovane donna americana sopravvissuta all’aborto salino. «Alle femministe chiedo: se difendete i diritti delle donne, dove erano i miei diritti quella mattina?», ha domandato dal palco. Incontrando gli spezzini a Roma, la Jessen ha mandato un saluto ai tanti che, un paio di mesi fa, avevano partecipato all’incontro con lei al teatro Palmaria. Questo martedì, alle 21, la Jessen porterà la sua testimonianza anche all’Università di Pisa, in Piazza dei Cavalieri.

E’ stato quindi letto il messaggio di saluto del Papa. Infine, ha preso la parola la presidente del comitato organizzatore, Virginia Coda Nunziante. «Sarò politicamente scorretta e so già che ci saranno molte persone che si stracceranno le vesti, ma è inutile non affrontare di petto le questioni: i nostri governi, le nostre società, stanno calpestando la legge naturale, stanno calpestando i diritti di Dio, creatore della Vita. E’ vero che il valore della vita è un valore condiviso anche con non credenti e atei, e li ringraziamo per la loro presenza qui in piazza, ma non possiamo per questo dimenticare che nessuno di noi si è dato la vita da sé stesso, ma l’ha ricevuta in dono e questo dono è indisponibile. Non possiamo togliere la vita agli altri perché questo si chiama omicidio e noi vogliamo ribadirlo qui, oggi, pubblicamente, che l’aborto è un omicidio, perché distrugge una vita umana che non ci appartiene. Che questa vita sia di un giorno, di un mese o di tre mesi nel seno materno è uguale perché il valore della vita inizia dal momento del concepimento».

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