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Raccolta differenziata: abbiamo fatto il possibile lo dice l’assessore Tartarini

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LA SPEZIA – “Abbiamo fatto tutto quello era possibile fare per quanto riguarda la raccolta differenziata. Abbiamo chiuso l’anno del 2016 al 50,32 per cento e nei primi mesi del 2017 siamo al 61 per cento”. A fare questa dichiarazione è l’assessore al ciclo dei rifiuti del comune della Spezia Jacopo Tartarini in una conferenza stampa di fine mandato.

L’ampliamento del servizio di raccolta porta a porta su tutto il territorio cittadino ha dato i suoi frutti in termini di percentuale di raccolta differenziata, avvicinando l’obiettivo di legge del 65 per cento entro il 2020.

Alla percentuale della differenziata rispetto al totale dei rifiuti prodotti degli spezzini (che nel 2016 sono stati 48.226 tonnellate) si affianca un altro dato, più puntuale: quello della percentuale del tasso di riciclaggio, per il quale la Regione ha richiesto un obiettivo minimo del 45 per cento per ogni categoria di rifiuto. Una meta che lo scorso anno nel comune della Spezia è stata centrata.

“Si tratta di dati ufficiali, certificati dalla Regione, che indicano di fatto la percentuale del materiale che effettivamente viene inviato agli impianti di riciclaggio. L’anno scorso – spiega l’assessore Tartarini – è stato molto difficile, con la permanenza di un sistema di raccolta misto sino ad agosto. Dopo abbiamo patito la piaga degli abbandoni, che persistono, anche se misura inferiore”.

La tabella del tasso di riciclaggio: carta 79,38%, legno 87,36%, metallo 45,82%, frazione organica 71,87%, plastica 51,01%, vetro 91,82%.

“Dobbiamo fare i complimenti ai cittadini e ad Acam Ambiente, perché sostanzialmente fanno la differenziata, e in modo corretto. E grazie a questi dati le tariffe della Tari si riducono del 4 per cento, a fronte di un aumento del servizio di spazzamento nei quartieri e dell’istituzione del servizio dell’isola ecologica mobile, già operativa con doppio turno giornaliero nelle zone in cui il porta a porta è attivo, per integrare il servizio reso ai cittadini e agli affittacamere e offrire una possibilità in più di conferimento. Il punto importante, non è infatti quello del guadagno o del risparmio delle risorse da parte dell’amministrazione, ma quello di incidere il meno possibile sull’ambiente. Nello specifico le utenze domestiche hanno registrato una riduzione pari al 4 per cento circa. In pratica, una famiglia di 3 componenti in un appartamento di 80 metri quadri nel 2016 pagava circa 250 euro e ora la spesa si è ridotta di 10 euro.

La riduzione della tariffa ha coinvolto anche le utenze non domestiche, che hanno visto invece una riduzione media del 3 per cento per tutte le tipologie di attività. A mio avviso – continua Tartarini – la tipologia di servizio di raccolta funziona, dobbiamo aumentare le risorse. Per questo guardo dico si per l’aggregazione con Acam: il sistema va irrobustito, non cambiato. Lo dicono i numeri raccolti e le soglie richieste dalla legge. Con una situazione finanziaria ed economica dell’azienda differente si può pensare di sorvegliare meglio le postazioni mobili del centro, che altrimenti rischiano di trasformarsi in piccole discariche, ma anche di assicurare una maggiore frequenza e puntualità nella raccolta. Con più mezzi potrebbe migliorare molto l’efficienza del lavoro di Acam Ambiente. Nel frattempo, però, cerchiamo di fare il massimo possibile e dall’inizio di giugno, d’accordo con l’azienda, procederemo ad aumentare il servizio di raccolta notturna nei   quartieri di Valdellora, Fontevivo, Favaro, Buonviaggio, Pieve. Così facendo andiamo a ovviare al problema dei ritiri che in caso di disservizio sforano in orari pomeridiani e conteniamo l’eventuale problematica al mattino. Il servizio costa di più e ad alcuni abitanti non piace a causa del rumore che inevitabilmente viene prodotto dagli operatori e dai mezzi, ma è di sicuro un miglioramento, visto che elimina i sacchetti di fronte ai portoni prima dell’inizio della mattinata”.

Claudia Verzani

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