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L’ArtBonus del Ministero dei Beni Culturali arriva a La Spezia e fa decollare la Sala delle Polene al Museo Navale unica in Italia e in Europa

LA SPEZIA – «Un ArtBonus di 120 mila euro preso dal cantiere Navale Sanlorenzo e messo a disposizione del Museo Tecnico Navale della Spezia, due Ministeri: Marina Militare e Beni Culturali e una squadra di architettti, restauratori e, soprattutto la volontà di portare a termine un progetto di alto livello che è unico in Italia e in Europa». Ma il Museo guarda oltre con l’ampliamento che dovrebbe arrivare fino a Porta Sprugola.

Questo è ciò che è emerso dall’inaugurazione della nuova Sala delle Polene del Museo Navale, avvenuta stamani.

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Ci si sente come su un molo ottocentesco, Calata Gianfranco, come l’ha battezzata il funzionario della Soprintendenza Enrico Vatteroni, in omaggio all’architetto Ricco, che tanto si è speso per la realizzazione del progetto di ricollocazione delle polene che ha finalmente visto la luce. «Era 30 anni – spiega Vatteroni – che si parlava di fare questa sala. La prima volta che ho visto queste Polene, mi sembrava di essere in un ospedale da campo. Le Polene erano adagiate sui materassi dei marinai in attesa di essere “curate”. Le Polene sono 28 e ognuna ha una posizione tale da poter essere rivolta verso il mare». I passi rimbombano sul parquet grezzo, come sul ponte di un veliero. Le sculture si stagliano sui dritti di prua, ad altezze diverse, come mosse dal moto ondoso.

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Là in fondo Cristoforo Colombo indica l’orizzonte. Si può ammirare la Polena raffigurante “Sissi” la principessa d’Austria e quella raffigurante Vittoria, Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

E poi ci sono draghi, leoni, santi e tritoni. Una collezione che spazia dal Settecento all’Ottocento, dal Regno delle due Sicilie all’Impero austro-ungarico. Uno spettacolo unico al mondo, che impreziosisce in maniera importante l’offerta storica e culturale del Museo navale spezzino, che è stato capace di richiamare, solo nell’anno 2016, 29mila visitatori.

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«Sono entrato al Museo nel 2013 – ha ricordato nel corso della cerimonia di inaugurazione il comandante di vascello Silvano Benedetti, direttore della struttura – e non era in condizioni felici. E’ raro, vista la mobilità dei nostri ruoli, iniziare e concludere un lavoro, ma questa volta ci siamo riusciti grazie all’intervento di riqualificazione concordato dalla Marina, dal ministero per i Beni e le attività culturali e dalla Soprintendenza. A questo team si è aggiunto il supporto fondamentale di Massimo Perotti e di Sanlorenzo, che hanno usufruito dell’art bonus consentendo di realizzare un’operazione che oggi offre questo spettacolo dal grande effetto scenico. Ma ringrazio anche il personale che ha deciso insieme a me di mantenere il Museo aperto durante i lavori: nonostante tutto abbiamo infatti registrato ben 29mila visitatori nel 2016. Ma la collaborazione per questa causa è contagiosa e ha coinvolto anche il centro commerciale La Fabbrica per il restauro della polena Italia, l’Anmil per quello delle bandiere di combattimento, Euroguarco per quello dei nastri Marconi e il Soroptimist. Sentiamo molto parlare dell’ampliamento del Museo, sarà un viaggio che parte da qua».

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Il presidente di Sanlorenzo, Massimo Perotti, ha parlato di «un gesto dovuto al territorio che ha permesso all’azienda di crescere così tanto negli ultimi anni». «Da quando ho rilevato i cantieri Sanlorenzo siamo passati da 40 a 300 milioni di fatturato, da 70 a 300 dipendenti diretti e da 250 a 1.000 lavoratori dell’indotto. E questo anche grazie alle istituzioni, ai sindacati, alla collaborazione che abbiamo avuto da tutti i soggetti spezzini. Il nostro è stato solamente un piccolo gesto di riconoscenza».

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Tre i concetti sottolineati infine dall’ammiraglio Giorgio Lazio, comandante del Dipartimento militare marittimo Nord: «Pubblico, privato e due ministeri hanno fatto squadra in maniera efficace. E questo è quello che può dare davvero una spinta al Paese. Inoltre, per il mio incarico precedente a Londra, conosco bene il Museo di Greenwich, tra i più belli al mondo per la storia navale. Beh, non ha una sala come questa, incomparabile, unica al mondo. E infine dico che dobbiamo rendere il museo ancora più attraente, questo è un elemento chiave del rapporto tra la Marina e la città».

Claudia Verzani