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Massimo Caleo sui temi del rilancio dell’Arsenale e sullo sviluppo dell’industria militare

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LA SPEZIA – “Sono notizie sapute e risapute quelle che il centrodestra ha presentato come nuove e originali nel corso del convegno sul futuro delle aree militari tenuto all’Nh Hotel della Spezia nell’ambito della campagna elettorale in vista delle elezioni comunali.

Già molto tempo prima, esattamente nel luglio del 2015, un altro convegno – e tutto quello che c’è stato prima è dopo grazie al lavoro e all’intuito del governo e delle amministrazioni di centrosinistra – aveva tracciato un quadro della situazione e delineato gli indirizzi di sviluppo per quanto riguarda le commesse legate alla legge navale e al rilancio del polo della Difesa. L’iniziativa aveva fatto il pieno con una folla di persone e rappresentanti di Finmeccanica, Fincantieri, Stato maggiore della Marina e istituzioni locali.

Ne avevo curato l’organizzazione nel salone riunioni di Porto Lotti e lo dico non per prendermi meriti ma per una questione di onestà intellettuale. Lo sa bene Giovanni Toti che in quell’occasione partecipò ai lavori in una delle sue prime uscite in riva al Golfo da fresco governatore. E posso dire che lo abbia fatto venendo a conoscenza di programmi e strategie di sicuro affidamento.

In questa campagna elettorale amministrativa è venuto così a galla ancora una volta la politica della minestra riscaldata da parte del centrodestra: poche idee, proposte già operative, l’abitudine dello scopiazzare e chi più ne ha più ne metta.

Interessante per novità di concezione è stata la legge navale, voluta dal governo di centrosinistra. Il processo di rinnovamento della flotta della Marina porta in dote preziose risorse per 5,4 miliardi alle quale da tempo l’industria militare spezzina (Fincantieri, Leonardo, Mbda, Intermarine) ha dato il benvenuto. Nel 2019 ad esempio i lavoratori del cantiere del Muggiano, vale a dire dipendenti diretti, personale dell’indotto e equipaggi delle marine italiana ed estere, avranno un sicuro forte incremento rispetto alle attuali 1500 persone.

Il potenziamento dell’Arsenale militare è praticamente in fase di decollo grazie ai primi 30 milioni arrivati a supporto del piano Brin. Chiaro che serviranno altre risorse dalle leggi di Stabilità, ma la formazione del personale, il turn over degli addetti, le manutenzioni delle officine e dei bacini e l’arrivo di nuovi macchinari oggi non sono più un miraggio.

Il centrodestra punta sulle sinergie industria privata-Arsenale? È come scoprire l’acqua calda. Grosse aziende sono già sbarcate nel perimetro della base navale, a cominciare da Intermarine, mentre altre hanno in corso trattative con la Marina. Per non dire delle imprese medio-piccole che già utilizzano spazi per le loro attività.

Mi preme poi puntualizzare una serie di iniziative e il loro processo costante di potenziamento. L’Università è già entrata con suoi laboratori in Arsenale. Ricerca, formazione e innovazione sono da qualche tempo una priorità nelle agende dello sviluppo e la recente visita del ministro Valeria Fedeli lo ha confermato. La cessione di aree come quella a mare di Marola e il Polo Marconi all’ex ospedale militare sono cose definite e la possibilità di utilizzare altri spazi in sinergia militare-civile è un tema di attualità.

Concludendo, la giunta comunale di Massimo Federici, il ministro Roberto Pinotti, noi parlamentari, la passata amministrazione regionale con Raffaella Paita hanno iniziato a tracciare un percorso di rilancio certo dell’Arsenale grazie a una interlocuzione garbata e efficace con la Marina militare. Quest’ultima ha avviato una collaborazione con le istituzioni come non mai aveva fatto in passato. In un contesto del genere, Paolo Manfredini, candidato sindaco del centrosinistra, raccoglie oggi consapevole e preparato il testimone a livello comunale. Sono sicuro che farà bene il suo compito di capo della giunta della città”.

Massimo Caleo

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