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Ancora giallo sulla morte di due giovani albanesi dopo volo di 50 metri in una cava dismessa

Trovato a fianco ai corpi uno zaino con attrezzi da scasso.

LA SPEZIA – E’ ancora un giallo il ritrovamento dei cadaveri di due ragazzi di nazionalità albanese rinvenuti sfracellati e in avanzato stato di decomposizione nella tarda serata di ieri in una cava dismessa all’Acquasanta. Uno di essi è stato identificato: si chiamava Fabiol Kycyku, aveva 19 anni, da tre anni era domiciliato in città e faceva il meccanico. I  familiari ne avevano denunciato la scomparsa domenica scorsa. Ancora senza nome l’altro giovane, di qualche anno più grande.

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A quanto si è appreso dagli investigatori della Polizia di Stato, i due giovani indossavano tute di colore scuro e avevano guanti infilati nelle mani. Vicino ai cadaveri, i poliziotti hanno rinvenuto uno zaino al cui interno erano custoditi 11 cacciaviti di varie lunghezze, di lunghezza compresa tra i 30 e i 6.5 centimetri, in maggior parte a taglio e parte a croce, una mazzetta con manico in legno e testa in ferro, una chiave inglese da 24, un coltello di 21 centimetri in acciaio, un tondino di ferro a U. Nello zaino c’erano ancora guanti in lattice di colore blu, guanti in lana verdi e un paio grigio. Un piccolo arsenale che secondo gli inquirenti viene utilizzato dai topi d’appartamento.

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Una ipotesi suffragata anche dalla segnalazione avvenuta domenica scorsa della proprietaria di una villetta che aveva fatto scattare l’allarme in quanto aveva visto nella penombra due persone in fuga. Gli uomini della Squadra Mobile, diretta dal vicequestore Girolamo Ascione, battono tutte le piste. Il magistrato della procura Federica Mariucci ha disposto l’autopsia per fare chiarezza sulle cause del duplice decesso. Esame che verrà eseguito domani dall’anatomo patologa Susanna Gamba. E’ stato un amico dei due giovani albanesi a dare l’allarme al 115 poco prima delle venti di ieri e a localizzare i due cadaveri.