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Il benvenuto del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel suo editoriale sul settimanale cattolico di Genova “Il Cittadino”

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GENOVA – “Per la quarta volta nell’arco degli ultimi 32 anni, un papa verrà a Genova. Se si pensa che le prima visita documentata nei precedenti 1.139 anni la cosa era avvenuta solo tre volte, si ha subito l’idea di come le distanze tra la nostra città e l’oltre Tevere si siano di molto ridotte. Sono stati Giovani Paolo II e Benedetto XVI ad aprire questa nuova stagione che oggi conosce una nuova tappa nell’arrivo di Papa Francesco. Non c’è dubbio che la visita di Papa Francesco sia benedizione per la città e insieme occasione per una riflessione molto profonda sul senso della vita della nostra comunità civile e religiosa. Nessuno come questo Papa è capace di impersonificare la vita di Cristo tramite l’attenzione e la premura verso chi soffre, verso chi ha poco o nulla, chi è escluso, perseguitato e offeso nella sua umanità. Il Papa che definito la Chiesa “un ospedale da campo” arriva tra noi portatore di una sensibilità che deve aiutarci a riflettere e a trovare nuove vie per realizzare un vivere più vicino alle ragioni dei poveri.

Genova e la Liguria possono vivere una nuova stagione di cambiamento solo se sapranno tenere insieme le ragioni dello sviluppo con quelle della giustizia sociale. Questa duplice attenzione non è frutto di schieramenti politici ma trova le sue radici in un orientamento all’uomo e alla sua dignità, di cui Papa Francesco è maestro ed esempio. Solo se sapremo recuperare anche in Liguria il senso della sfida e dell’equità sociale, potremo ristabilire un ambiente favorevole alla vita dei nostri giovani. Solo su questa strada sarà possibile creare una nuova fiducia nel futuro che possa tradursi in legami più forti e insieme più aperti verso una terra meravigliosa come la nostra. Lavoro, sviluppo e giustizia sono gli ingredienti di una nuova Liguria che può e deve tornare a crescere anche in termini demografici.

La visita di papa Francesco metterà il dito ancora una volta nelle contraddizioni del nostro vivere contemporaneo con una forte accentuazione dei temi della disuguaglianza sociale e della difesa dei diritti dei più deboli. C’è qualcosa di più. Il Santo Padre è la prova vivente del fatto che il cambiamento, anche nella Chiesa (ma non solo), può essere realizzato solo con impegno, coerenza e coraggio. E’ questa una lezione che spiega anche la grande popolarità di Francesco. In tutto il mondo le folle accorrono a lui per avere la testimonianza di parole nuove che sanno affrontare i temi della vita con aperture forti, sorprendenti, a volte anche provocatorie. Ma non sono solo le parole a conquistare.

Sono anche e soprattutto la credibilità dell’esistenza, la capacità di compiere gesti che confermano e giustificano le prese di posizione. Credo che questa autenticità sia la più significativa delle lezioni umane di Francesco. Serve a tutti noi nella vita di tutti i giorni quando la tentazione di seguire semplicemente la strada data supera la fatica dell’impegno, della novità, del cambiamento. Serve a tutti noi per scoprire la soddisfazione che viene da interpretare positivamente le opportunità che la vita ci offre, giorno per giorno, ora per ora. E’ questo il segreto di una condivisione da parte dei più della necessità di contribuire al positivo cambiamento della nostra storia. E su questa strada, grazie all’esempio di Papa Francesco e al contributo di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, la nostra Liguria potrà ritrovare l’orizzonte di un nuovo futuro”.

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