laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

La Spezia maglia nera in Regione nei pagamenti

Più informazioni su

GENOVA – Le imprese della provincia di La Spezia, dati aggiornati a fine marzo 2017, si posizionano all’ultimo posto in Liguria e 65esime in Italia in tema di puntualità nei pagamenti commerciali. Il 30,4% infatti ha saldato puntualmente le fatture, mentre il 54,9% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 14,7% oltre i 30 giorni. Una performance peggiore sia della media regionale (31,8% di pagamenti puntuali) sia di quella nazionale (35,6%). Si segnala inoltre il peggioramento dei ritardi gravi, passati in 7 anni dal 5% del 2010 al 12% attuale.

È quanto emerge dallo Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese Liguri nel primo trimestre 2017.

Entrando nel dettaglio provinciale è Genoa la provincia più virtuosa della Liguria, con una percentuale di pagamenti alla scadenza del 32,3%. Seguono Imperia (31,9%), Savona (31,6%), chiude La Spezia con il 30,4% di pagamenti virtuosi.

A livello regionale le imprese della Liguria non brillano per puntualità nei pagamenti commerciali. Solo circa una impresa su tre, il 31,8% delle 137.100 imprese ha infatti saldato alla scadenza le fatture ai fornitori, contro una media del Paese pari al 35,6%. Il 55,9% invece ha saldato invece entro il mese, il 12,3% oltre i trenta giorni di ritardo, contro la media italiana del 12%.Se si paragonano le performance attuali con quelle del 2010 lo scenario appare ancora preoccupante: i ritardi gravi delle imprese liguri sono aumentati del 202,3%, quelli alla scadenza hanno registrato una diminuzione del 12,4%.

“Le imprese liguri, come evidenziano i nostri dati, hanno performance di pagamento inferiori alla media italiana. Ma ci sono segnali di miglioramento nei ritardi di pagamento, in un solo anno sono calati del 9,1% i pagamenti giunti con grave ritardo” – commenta Marco Preti, Amministratore delegato di CRIBIS. “Il calo dei pagamenti oltre il mese di ritardo va sicuramente interpretato come un indicatore del miglioramento dello stato di salute delle imprese del territorio. Anche i fallimenti, altro importante indicatore, mostrano infatti ormai da un paio d’anni una costante riduzione. Le stesse aziende però mettono in evidenza che in questi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione difficile, caratterizzata da una riduzione del giro d’affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti. Tutto ciò è quindi la dimostrazione di come la gestione del credito commerciale sia diventata un fattore centrale della vita aziendale, insieme alla qualità dei prodotti e alle strategie commerciali” – conclude Preti.

Più informazioni su