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A scuola di arte povera

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E Mangia Trekking conduce a conoscere una cultura arcaica della Val di Vara.

LA SPEZIA – Durante le attività nel territorio di Riccò del Golfo, gli amici del Mangia Trekking sono soliti sostare tra Valdipino Serenella e Casella per conoscere ed osservare da vicino la natura del mestiere, che forse più di tutti, esprime e conserva l’identità culturale di tante comunità della Val di Vara. Lo scarpellino o scalpellino, “scultore senza arte”, il mestiere di chi tagliava le pietre e le lavorava con le punte e gli scalpelli, per costruire opere in serie, ma anche piazze, fontane, monumenti, emblemi di famiglia, portali, e palazzi.

Così oggi, sempre più spesso l’associazione Mangia Trekking, conduce i partecipanti alle attività di alpinismo lento sul territorio, ad apprendere i rudimenti di questo antico lavoro. Dove l’amico Alberto Zattera, come “l’ultimo dei moicani” in virtù della propria passione e delle sue conoscenze, continua a tener viva questa antica cultura locale.

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Infatti, animati dal medesimo spirito di attaccamento alle tradizioni dei luoghi, l’associazione Mangia Trekking, ed Alberto Zattera mentre vengono sviluppate attività sportive, contribuiscono a divulgare i fondamenti di questo storico valore che un tempo univa le comunità, nel lavoro e nella fatica. Veri e propri scambi. Si racconta infatti, che maestranze e famiglie di Berceto venissero sul territorio per partecipare alla costruzione dei muretti a secco di strade e campi coltivi. Con tali iniziative l’associazione vuole invitare anche altre realtà a sviluppare questo genere di attività, di interesse anche per i ragazzi in età scolastica. Continuano intanto sul territorio, le periodiche iniziative, per partecipare alle quali, è possibile contattare l’associazione dell’alpinismo lento.

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