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Celebrazioni in onore di Sant’Antonio Gianelli, patrono della Val di Vara

LA SPEZIA – Anche quest’anno la Val di Vara si è stretta attorno al suo patrono, Sant’Antonio Gianelli, in occasione della sua festa, il due giugno. A Cerreta di Carro, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha celebrato la Santa Messa, e poi presieduto la processione con la statua lignea del vescovo di Bobbio e tre Cristi lignei portati dalle confraternite. Alle celebrazioni hanno partecipato numerosi sindaci e autorità della valle. Per tutta la giornata, ci sono stati banchetti gastronomici e bancarelle, con notevole affluenza di persone, favorita anche dalla splendida giornata ormai estiva.

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Nell’omelia, monsignor Palletti ha evidenziato alcuni tratti fondamentali della figura del santo vescovo partendo dalle letture del giorno. «La Parola di Dio ci invita a riflettere sulla figura del buon pastore e, quindi, sulla bellezza di Sant’Antonio Gianelli. Attraverso i pastori si ascolta la voce di Dio».

«In Gianelli, troviamo la preghiera, i sacramenti, l’annuncio del vangelo. Ma le parole che meglio spiegano la santità del Gianelli sono quelle di Paolo: “Mai infatti abbiamo usato parole di adulazione, come sapete, né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo. Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre   che   ha   cura   dei   propri   figli. Così,   affezionati   a   voi,   avremmo   desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari”».

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«In queste parole c’è l’opera di Gianelli – ha proseguito il vescovo -.  Egli è santo, quindi ci si può affidare alla sua preghiera di intercessione.  La sua vita ha avuto luce in questa valle. La vocazione grande, sacerdotale, che egli ha seguito, ci esorta a considerare importanza di rispondere a quello che Dio vuole da noi. “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”, dice Gesù. E’ un invito a essere sempre più popolo di Dio, non solo qui, nella festa. Ma da qui prendere la forza per ulteriori passi di santità.  Chiediamolo a Gianelli, per una conversione di vita».