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Forcieri: “Gli appassionati di diving devono sentirsi a casa loro nel nostro Golfo”

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Foto Drone Tech.

LA SPEZIA – Valorizzare La Spezia come città di mare significa anche esplorare tutte le opportunità che il mare stesso offre: le attività sportive subacquee sono un importante vettore economico, che può influire positivamente sulla ricchezza della città, con ricadute su attività commerciali e turistiche, la nautica, la ristorazione e le strutture ricettive di ogni livello.

Dati alla mano, laddove i Paesi hanno creato reef artificiali con il naviglio dismesso e bonificato, è aumentato il turismo subacqueo e non.

Nel nostro mare sono presenti diversi relitti di navi, di aerei della seconda guerra mondiale che posso essere valorizzati e messi in rete per questa interessante attività.  A tal proposito, la proposta di individuare nel sito della Margaret una zona per immersioni è un’idea, di cui non è ancora stata studiata la fattibilità, per rilanciare l’offerta del golfo in materia di turismo subacqueo, pensando a tutti i relitti ad oggi visitabili che potrebbero costituire un vero e proprio percorso.

Come per ogni progetto, ne verrà valutata la fattibilità – partendo dalla sicurezza del sito e della zona di mare – la possibilità di intervento in collaborazione con Associazioni ed altri comuni pertinenti, nonchè l’analisi di eventuali costi.

La nostra amministrazione creerà un tavolo di lavoro aperto agli appassionati di sub e diving, ai rappresentanti dei lavoratori del mare, itticoltori, mitilicoltori, alle associazioni ambientaliste e a tutti gli enti competenti – Guardia Costiera, Arpal, Regione – per mappare le opportunità esistenti e quelle future e costruire insieme un regolamento capace di far crescere  questa attività sportiva in tutta sicurezza, facendo diventare i relitti un punto di riferimento per gli amanti della subacquea, offrendo nuove opportunità turistiche.

L’accesso ai siti sarà regolamentato e strettamente controllato, così che ne sia garantita la fruibilità in piena sicurezza per gli sportivi e per le altre attività esistenti.

Già lo fanno Paesi quali Malta, Stati Uniti, Spagna, Nuova Zelanda e Australia, per citarne alcuni.

Perché allora non inserire anche Spezia nel circuito mondiale del diving e dello “scuttling”?

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