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Chi ha paura delle nozze ACAM-IREN?

LA SPEZIA – Il matrimonio tra Acam e Iren ha vivacizzato il dibattito politico della scorsa settimana ma non scalda la campagna elettorale. I candidati, tranne Donatella Del Turco dei 5 Stelle che si è schierata contro l’aggregazione, preferiscono tenersi a prudente distanza dal tema. Troppo complesso e sfaccettato evidentemente per assumere una posizione non problematica, dunque scarsamente popolare. Molto meglio occuparsi di sicurezza, rifiuti e partecipazione, argomenti che consentono invece messaggi chiari e univoci.

Però l’aggregazione Acam-Iren merita eccome i riflettori della politica. E’ stata sollevata da Rino Tortorelli di Cittadinanza Attiva che considera quelle “nozze” un pessimo affare per i consumatori spezzini, soprattutto per quanto riguarda l’acqua. Da quando a Genova l’acqua è gestita da Iren – ha puntualizzato Tortorelli – le tariffe sono aumentate dal 2004 del 5% oltre l’inflazione. Gli utili sono in continuo aumento: dagli 11,7 milioni del 2012 ai 47 milioni del 2015 e questo nonostante i consumi d’acqua non siano aumentati. Tortorelli vede nero considerando che il fine primario di Iren resta il profitto e i dividendi ai soci e che, stando ai patti parasociali, Iren tra 5 anni si comporterà a tutti gli effetti come una società privata a maggioranza privata. Gli amministratori unici di Acam spa e Acam Acque spa, rispettivamente Gaudenzio Garavini e Luca Piccioli, bollano come viziati da pregiudizio ideologico questi attacchi e sottolineano l’oggettivo valore aggiunto “industriale” dell’operazione: 24 milioni di euro di investimenti in più sull’idrico e 14 milioni sull’ambiente a vantaggio del miglioramento della qualità dei servizi erogati.

Una domanda: ma se Acam ha risanato i suoi conti e offre interessanti prospettive di sviluppo perché una sola società, Iren appunto, ha dimostrato interesse all’aggregazione? Le domande su questa vicenda sono molte e meriterebbero risposte. Cittadinanza attiva propone un referendum consultivo sull’aggregazione. Sarebbe un’ottima occasione per dare concretezza a tutti i propositi di intensificare la partecipazione dei cittadini, propositi manifestati da tutti i candidati. E un’occasione importante per coinvolgere i cittadini, quasi tutti utenti di Acam Acque, in un dibattito che fa fatica ad uscire dalle sale dei consigli di amministrazione e dagli uffici degli addetti ai lavori.

Si parlerà ancora ( e molto) dopo la campagna elettorale della destinazione da dare ai 71 ettari dell’area Enel che catalizzano, per ora, molta creatività spezzina. Dopo il progetto di un parco giochi d’acqua, per il quale si vuol indire un referendum, un’altra idea è stata proposta all’opinione pubblica: un hotel attorno alla ciminiera della centrale destinata ad essere dismessa. E’ un’idea intelligente e originale – copyright dell’architetto spezzino Michele Pasquarelli – che unisce la conservazione di un pezzo di storia della città con un prestigioso arricchimento dell’offerta alberghiera.

L’allarme lanciato da Guido Melley sui “sondaggi pilotati” per orientare il voto ci ha fatto intravedere l’estremo interesse e la grande competizione senza esclusione di colpi che caratterizzano la consultazione elettorale spezzina. Come dimostra, peraltro, la presenza di molti big nazionali in città. Da registrare anche la scaramuccia tra Guido Melley e Lorenzo Forcieri. Il primo aveva accusato Forcieri d’essersi candidato per “far perdere il Pd”. L’ex presidente del porto gli ha risposto con caustica ironia: “Non avevo capito che lui (Melley) s’era candidato per farlo vincere”. Gentilezze prevedibili visto che i due candidati pescano in serbatoi elettorali che hanno molti punti di contatto.

Ultima annotazione: la candidata sindaco dei 5 Stelle Donatella Del Turco ha già fatto i nomi di sei dei sette assessori che nominerà se sarà eletta. Tra i suoi collaboratori ci sarà il giurista ambientale Marco Grondacci, al quale sarà affidata una raffica di deleghe: Attività produttive, ciclo dei rifiuti, acque, porto, commercio e artigianato, lavoro, sviluppo economico e aree Enel. Uscito dalla porta come candidato sindaco (da Genova il Movimento lo aveva bocciato) Grondacci rientrerebbe dalla finestra sia pur con un ruolo non elettivo. Da Superassessore.

Renzo Raffaelli