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Isolabella: «Credo che saremo NOI i protagonisti del ballottaggio per fare vincere Manfredini»

LA SPEZIA – Noi cittadini per la Spezia promossa da Loriano Isolabella che si propone di portare in consiglio comunale persone preparate che, con la loro novità, possano arricchire il programma del centro sinistra. Credo che saremo NOI i protagonisti del ballottaggio per fare vincere Manfredini.

La massima attenzione sostiene Isolabella si deve dare alle riduzioni delle tariffe e delle tasse comunali.

Dove prendere i soldi? Isolabella sempre concreto nelle cose, con decisione afferma. Si devono ridurre i costi dei servizi e ciò si può fare subito. Il problema che affligge maggiormente i cittadini a reddito fisso, lavoratori dipendenti e pensionati ed i piccoli artigiani e commercianti oggi è come arrivare alla fine del mese con le risorse disponibili. Il costo delle utenze e delle tariffe dei servizi pubblici di beni sia a domanda collettiva che individuale, rappresentano un onere pari ad un secondo canone di affitto sia di una abitazione civile per un nucleo famigliare di quattro persone che di fondi commerciali o artigianali per le piccole imprese.

Bisogna subito intervenire nella gestione delle proprie aziende di produzione di servizi per contenere gli addebiti sulla tassa rifiuti, e sulle utenze Acam; aprire poi una trattativa con l’Enel ed Eni (baia di Panigaglia), richiedendo almeno una moratoria triennale per riduzione delle tariffe delle illuminazione e del riscaldamento. Il primo è un intervento sulla gestione delle aziende o dei privati che gestiscono i servizi pubblici locali, il secondo è conseguente ad una azione sul Governo con il sostegno dei nostri parlamentari, rappresentando il caso Spezia un territorio, in nome dell’interesse pubblico, negli ultimi cento anni, asservito alle esigenze della Nazione, sottraendone gran parte ad uno sviluppo economico più rispondente a alle vocazioni ambientali.

Inoltre un poco di attenzione ancora sui servizi a domanda individuale. E’ lecito chiedersi “L’Atc produce utile di esercizio? Come più volte conclamato, perché non utilizzarli riducendo le tariffe del trasporto pubblico o investendoli per rimodularle a favore degli anziani, degli studenti e dei gli utilizzatori giornalieri per motivi di lavoro.

L’Atc è una azienda sana ben la conosco più di altri per la sua storia, ricordo che nel 1980 giovane dirigente amministrativo di tale azienda nel presentare per la prima volta il bilancio aziendale 1981, in presenza di una norma contenuta nella finanziaria di quell’anno, che consentiva un piano di risanamento al trasporto pubblico feci una attenta ricognizione del patrimonio, che mi portò a valutare un disavanzo aziendale di 18 miliardi e davanti alla incredulità del Sindaco Giacchè, che tra l’altro con lui stavo in consiglio comunale come minoranza della democrazia cristiana, e l’aiuto del dott, Pino Meneghini, Presidente del consorzio trasporti e del rag. Piero Galantini presidente dell’Atc, che sostenevano la mia impostazione, dopo un incontro con il Prof. Giungato, direttore della finanza locale al ministero degli Interni, venne accettato la mia proposta, unica in Italia, per cui l’azienda spezzina per un triennio potè vantare riconoscimenti da parte del Fondo nazionale trasporti di circa 50 miliardi. Allora l’azienda disponeva di oltre 700 dipendenti effettuando anche il trasporto via mare con l’Intur.

L’Atc è fin dal 1980 l’azienda ligure con i migliori bilanci lo possono rammentare i colleghi Pietrini, Vatteroni, Cervia, Sassi con le diverse responsabilità di vertice occupate e l’unico mio stretto collaboratore ancora in vita, che per tutto il periodo della vicenda aziendale mi ha seguito:il rag. Walter Costa per poco tempo amministratore del comune di Ricco del Golfo. Ma il problema dell’Atc è quello di rivoluzionare i servizi, risparmiando il 50% dei costi con una integrazione con le ferrovie attraverso l’utilizzo delle stazioni esistenti dell’asse di collegamento tra La Spezia e la Val di Magra, utilizzando il trasporto su gomme invece per raggiungere dalle stazioni ferroviarie le diverse zone periferiche della provincia.

Infine bisogna rivedere i costi dei ricoveri protetti per anziani che sono troppo alti e non sono più sostenibili nè dagli utenti e tanto meno dalle famiglie degli anziani e così dicasi per gli asili nido che assorbono a volte metà stipendio della donna lavoratrice.