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Manfredini: «Adesso scendo in campo da solo»

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«E’ giunto il momento di parlare ai cittadini con la “pancia” come fa la Lega che ha triplicato i voti».

LA SPEZIA – «Da oggi suona un’altra musica. Sono arrivato al ballottaggio come candidato sindaco, un dato che non era del tutto scontato. Non avevo scelto io di essere candidato. Adesso scendo in campo da solo. Non voglio paletti da parte dei partiti a partire dal PD. Ormai è giunto il momento di parlare ai cittadini con la “pancia” come fa la Lega che ha triplicato i voti. Di quello che faccio e dico me ne assumo tutte le responsabilità». A fare queste dichiarazioni è Paolo Manfredini che ha convocato una conferenza stampa oggi pomeriggio nella sede del PD (forse anche un pò a sorpresa) dopo il risultato delle elezioni.

«Ho deciso di prendere in considerazione Forcieri e Melley – continua – perchè nei loro programmi ci sono state delle cose che mi sono piaciute veramente. Forcieri per quanto riguarda la sanità (forse guarda a Vaira?) e Melley per i giovani. Poi in tutto questo non è detto che se vinco non decida di fare una giunta al di fuori dagli schemi: prendendo i giovani dalle liste civiche. La città ha bisogno di cambiamento e Noi cambiamo».

Mettendo assieme tutte le percentuali delle liste del centrosinistra ci avviciniamo al 50 per cento, dichiara ancora il candidato a sindaco.

«L’esito delle elezioni – rileva Manfredini – è legato alle modalità con cui il centrosinistra si è presentato frammentato al voto. Questa divisione alla fine l’ha pagata.
Ora, in vista del ballottaggio di domenica 25 giugno, non sarà più la stessa campagna elettorale. Intendo seguire l’ascolto, l’incontro, il contatto con i cittadini.»

Il mercato delle vacche, con richieste di poltrone e assessorati accompagnati dall’immancabile bilancino politico è in agguato, ma Manfredini dice picche. «Non ci sarà un discorso di scambio di posti, ma delle interlocuzioni politiche: il mercato delle vacche mi farebbe perdere e non guadagnare consensi. Non ho mai litigato durante questa campagna elettorale e credo che nessuno riuscirà a farmi litigare neanche adesso».

Il collante potrebbe essere l’avversario comune, “una coalizione che ha come elemento trainante la Lega, una destra spesso razzista”.

Claudia Verzani

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