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La UILFPL interviene sull’appalto dei trasporti nel settore sanità

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LA SPEZIA – «Rispettiamo la sentenza del TAR certo, ma ora qualcuno vuole parlare una volta per tutte di quei lavoratori che al 31 di Ottobre rischiano di rimanere a casa, andando ad alimentare la percentuale di disoccupati in Italia.

Apprendiamo di questo giudicato che di fatto pone un vero e proprio macigno sulla continuità lavorativa degli operatori di Italy Emergenza, Cooperativa Sociale alla quale ad oggi è affidato il trasporto interno ed esterno dei malati nei nosocomi spezzini.

Continuità lavorativa garantita dal bando di gara, che richiamava nelle sue more la clausola occupazionale, all’eventuale nuovo conduttore del servizio e dunque all’assorbimento dei 44 professionisti.

Venendo meno la gara viene dunque anche meno la clausola e pertanto i nuovi eventuali aggiudicatari sarebbero liberi di disporre o meno del personale senza alcun vincolo di assunzione.

Ciò per la UILFPL è inaccettabile.

Rivendichiamo con forza la salvaguardia degli operatori che non solo non devono perdere il lavoro ma devono veder garantita la loro dignità occupazionale ed economica con un contratto altrettanto dignitoso.

E’ bene ricordare che la Cooperativa Sociale ad oggi in aggiudicato è in forza in ASL 5 Spezzino dal l Ottobre del 2011.

La legge Regionale alla quale si riferisce la sentenza del TAR, è la n°41 e del 7 Dicembre del 2006.

Non aggiungiamo altro; non vorremo essere strumentalizzati e non vorremmo che lo fossero i lavoratori.

Ribadiamo con forza, noi non tiriamo la volata a nessuno.

Abbiamo a cuore solo il bene dei professionisti e il loro posto di lavoro.

A chiunque prenda in mano questo servizio chiediamo dunque l’assorbimento dei 44 lavoratori, che per altro, sono il vero valore aggiunto dell’intero servizio, come ormai comprovato da anni di operato, dall’intera comunità spezzina.

Ci auguriamo sia come cittadini che come sindacalisti che questa eccellenza non venga dispersa, perchè ad esserne danneggiati a vario titolo sarebbero veramente in troppi.»

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