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Fatture direttamente in rete e liquidità: ecco come funziona

I tempi di pagamento delle fatture in Italia sono nettamente più lunghi rispetto al resto dell’Europa. Secondo lo European Payment Report nel 2016 le fatture B2B sono state pagate mediamente a 80 giorni nel nostro paese molto più del doppio della media dell’Unione Europea se calcoliamo che in Spagna i giorni sono 69, 48 in Francia, 29 del Regno Unito e 15 in Germania. Per oltre la metà delle nostre imprese, il ritardo nei pagamenti ha un impatto negativo di gravità medio alta impedire la crescita dell’azienda. Molte portano in banca la fattura per un anticipazione del credito. Ma si sta affermando anche in Italia a ritmo sostenuto l’invoice trading ovvero la cessione delle fatture commerciali a investitori attraverso un portale dove vengono messe all’asta. Prima società proporre questo servizio alle PMI italiane e leader di mercato è Workinvoice che in meno di 2 anni di attività superato i 50 milioni di euro con crediti scambiati e puntare a e punta a transarne 100 nel 2017 il meccanismo è semplice e ricorda quello di e-Bay.

In cosa consiste questo nuovo sistema di fatturazione

L’azienda che cede il credito stabilisce una base d’asta al miglior offerente o più spesso che raggiunge il prezzo preferito indicato dall’azienda cedente si aggiudica il credito ed effettua direttamente sul conto corrente dell’impresa un versamento a titolo di acconto pari al 90% della somma dovuta. Quando il cliente dell’azienda cedente paga la fattura viene accreditata la parte rimanente alla quale va sottratto uno sconto applicato dell’investitore a titolo di rendimento per il periodo trascorso tra acconto e incasso che dipende da quanto è rischioso il credito e da quanto è urgente la necessità di ricevere l’anticipo da parte dell’impresa. Il vantaggio fondamentale per l’azienda è quello di ridurre in modo drastico i tempi di incasso c’è la possibilità di completare l’intero processo e quindi di ricevere il denaro in 5 giorni lavorativi mentre una banca impiega mediamente tra 6 e 12 settimane.

L’obiettivo è creare un vero e proprio mercato di crediti commerciali che così diventano un asset liquidabile così come tutti gli altri che sono nel bilancio di un’azienda per creare un mercato ci vuole un adeguata flessibilità. Le aziende possono cedere anche una sola fattura così come si può scambiare una sola azione in borsa. Se non ci fossero le azioni che sono la dematerializzazione del capitale le aziende potrebbero essere vendute solo in blocco invece c’è un mercato liquido. Questo tipo di logica ci porta a fare una domanda: così come le azioni sono tutte in se uguali, pur con diversi profili di rischio, anche i crediti commerciali sono contratti standardizzati con diversi profili di rischio.

Siamo sempre più vicini verso una liberalizzazione

Il web è il facilitatore senza il quale non potremmo fare quel che facciamo oggi. Un’altra cosa fondamentale è che il mercato deve essere aperto per definizione. Si può entrare e uscire quando si vuole, sia dal lato di chi vende sia da quello di chi compra. Non bisogna fare accordi specifici con investitori. Si tratta di un mercato aperto. Questo è un tipo di logica che riporta i concetti che sono attualmente alla base del trading online. Un nuovo modo di fare investimenti e di creare ricchezza si sta facendo largo lungo le autostrade del web. Bisogna cogliere l’aspetto fondamentale è avere un quadro esaustivo della situazione per poterne approfittare e diventare virtuali nonché virtuosi in questo nuovo modo di intendere l’economia.