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Aula “Liguri nel Mondo”, oggi la cerimonia di intitolazione all’11° piano della sede di Via Fieschi

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Consegnata a Franco Barabino la targa di “Ligure illustre”. 

GENOVA – È stata intitolata “Liguri nel mondo” la sala all’11° piano della sede di Via Fieschi della Regione Liguria. “Si tratta di un riconoscimento che abbiamo fortemente voluto – spiega il presidente della Regione Giovanni Toti – per ricordare la storia di questa regione e in particolare di Genova che ha rappresentato per decenni il punto di partenza per migliaia di emigranti in cerca di fortuna all’estero. Persone che in molti casi si sono distinti nel proprio lavoro in svariate parti del mondo, in particolare nelle Americhe. Ancora oggi ci sono vivacissime comunità liguri che tengono ben saldo il rapporto con la propria terra di partenza, senza dimenticare le proprie origini sebbene siano ormai da generazioni integrate nella loro nuova patria”. La vicepresidente Viale ha ricordato l’attenzione rivolta dall’Amministrazione regionale al tema dell’emigrazione attraverso diverse iniziative.

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“Mantenere un costante dialogo con le varie comunità dei liguri nel mondo – ha spiegato l’assessore regionale all’Emigrazione – è un preciso impegno di questa amministrazione regionale. Non dobbiamo dimenticare che la collaborazione con le associazioni che riuniscono i nostri concittadini nel mondo può costituire anche un’opportunità per il nostro turismo: stiamo studiando iniziative che possano incentivare i liguri nel mondo a tornare qui, nella loro terra, per scoprire o riscoprire le proprie origini”. Il presidente dell’Assemblea legislativa Francesco Bruzzone è intervenuto parlando in genovese, come aveva già fatto in passato nell’aula consiliare, e ha spiegato: “Mi piace parlarvi nella nostra lingua che ci accomuna al di là delle diverse lingue ufficiali, quella delle radici mai tagliate. Sempre di parola e lavoratori alacri, i liguri hanno spesso assunto posizioni di rilievo rendendoci profondamente orgogliosi di loro. Molti – ha aggiunto – erano quelli che lasciavano le valli del nostro entroterra, oggi prezioso scrigno per il turismo verde dove un’agricoltura di nicchia alimenta un riscoperto patrimonio enogastronomico, ma dove un tempo la terra andava strappata palmo a palmo alle rocce”. Bruzzone, infine, ha sottolineato il ruolo dell’Associazione Liguri nel Mondo “che rafforza il legame di appartenenza ad una comunità e travalica i confini delle terre di accoglienza, offrendo un aggancio con le proprie origini a quanti, dai diversi paesi, si sentono comunque liguri”.

Al termine della cerimonia è stata consegnata la targa di “Ligure illustre” a Franco Barabino, fondatore della Federazione Associazione Emigrati Liguri in Svizzera.

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BREVE NOTA BIOGRAFICA DI FRANCO BARABINO

Nato a Genova nel 1939 da una famiglia di orafi, nel 1955 Barabino ha iniziato l’apprendistato come orologiaio al Tekhnikum, la scuola tecnica di orologeria, di Le Locle, in Svizzera, diplomandosi nel 1959. Tornato a Genova per lavorare nell’impresa di famiglia, è tornato nel 1960 in Svizzera dove ha lavorato per 50 anni nel settore dell’orologeria. Durante la sua vita lavorativa ha fondato l’associazione “Il Punto d’Incontro” a Wettingen, dove venivano organizzate serate informative, attività culturali e ricreative (tornei di bocce sia in Svizzera che in Italia- trofeo La Spezia – Trofeo Cinque Terre), contribuendo alla formazione di comitati di genitori per la promozione di un dopo scuola che facilitasse l’apprendimento della lingua tedesca per i giovani italiani e le loro famiglie. Nel 1975 insieme ad altri pensò di fondare la Federazione associazione emigrati liguri in Svizzera, a cui si unirono le associazioni di Wintherthur (presieduta da Emilio Balestrero), Berna, Basilea, Lucerna. Insieme all’amico Balestrero fece parte della Consulta per l’emigrazione della Regione Liguria, partecipando attivamente a tutte le manifestazioni organizzate: dall’incontro con le varie collettività regionali in Svizzera e in Italia, alla festa di Favale di Malvaro, dalle celebrazioni Mazziniane e in occasione del 150° dell’Unità d’Italia tenutesi in Svizzera. A seguito della tragica alluvione del 2011, grazie ad una sottoscrizione e al lavoro con vari comuni svizzeri, l’associazione ha sostenuto la Croce Bianca genovese, anche attraverso l’acquisto di un defibrillatore. Continua ancora oggi, a 78 anni, a organizzare iniziative legate alla Liguria e all’Italia.

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