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Tra astensione e stelle polari abbattute: benvenuti a Spezialand

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LA SPEZIA – Innanzitutto complimenti alla vincitrice della competizione elettorale: forte del 53, 5 per cento raccolto al ballottaggio e del 44, 6 del primo turno, l’astensione è di fatto la prima cittadina spezzina.

Disaffezione, qualunquismo, scarso senso civico dell’elettorato o colpa della politica? Cerchiobottismo a parte, le cause sembrano avere le proprie radici in tutti questi mali, anche se una Classe dirigente con la C maiuscola dovrebbe essere sinonimo di partecipazione, ascolto, umiltà e competenze.

Condizionale che ha di fatto affossato chi, dal 1971 ad oggi, ha governato ininterrottamente questa città sotto un’unica bandiera, sbiadita sempre più col passare del tempo.

Da Varese Antoni sino a Federici qualcosa, inevitabilmente, si è inceppato, complice anche un quadro nazionale profondamente mutato. Una sinistra ormai inesistente, divisa dalle fazioni e ammalatasi del brutto germe della gerarchia renziana: quella che Bobbio definiva stella polare, ovvero l’uguaglianza, è sparita dal vocabolario di quella che fu una culla capace di accogliere le istanze dei bisognosi, degli oppressi e degli ultimi.

Superate le ideologie, rimangono e aumentano al tempo stesso le difficoltà di una società spaesata, senza punti di riferimento, in cui la voce del leader virtuale di turno sembra far breccia tra i cuori affranti di un popolo dilaniato da continue guerre tra poveri.

Ad approfittarne è così un centro – destra scopertosi unito e trionfante sui masochismi e i disastri del centro e della sinistra.

Dal cristianesimo sociale al leghismo – lepenismo salviniano, la sfida governativa del neo Sindaco Peracchini appare ardua, nonostante il modello Toti si riveli al momento una carta vincente:  parafrasando Battisti questo “lo scopriremo solo vivendo.”

Tralasciando comunque improbabili pronostici, piaccia o non piaccia, le urne hanno emanato il proprio verdetto, sancendo le ragioni di un seppur minoritario elettorato, convinto dal pragmatismo di una coalizione in grado di esprimere contenuti. Questa la basilare differenza con i principali leader dello schieramento avverso, intenti più che altro ad offendere ed accusare chiunque trovassero di fronte al proprio cammino.

Proprio come quello stolto che, sollecitato dal saggio, ha preferito osservare il dito, anzichè la luna.

Andrea Licari

 

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