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Bertagna: «Questa sera a Sarzana si vota per revocare all’avv. Paolo Mione la funzione di Presidente del Consiglio Comunale»

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«Un altro strappo?». Sandro Bertagna- ex sindaco della Spezia.

LA SPEZIA – «Leggo con interesse, imponendomi anche una predisposizione all’ascolto, i numerosi articoli che ritaglio e conservo di alcuni dirigenti provinciali del PD.

L’unica cosa che mi infastidisce è la frase ricorrente riguardante gli elettori che non avrebbero capito la loro politica; alcuni più “soft” dicono la stessa cosa più educatamente affermando che “non

ci siamo fatti capire”. Penso invece che i cittadini, elettori o astenuti che siano, abbiano espresso il loro intendimento cosciente, condivisibile o meno che esso sia.

E tuttavia in quelle interviste o dichiarazioni, ancora assai timide se non circospette, affiorano frammenti o nuclei di una riflessione vera che come tali mi interessano.

Non credo che nei prossimi mesi andranno molto oltre e più approfonditamente. Ne riparleremo dopo le elezioni nella prossima primavera, in un quadro politico del tutto nuovo.

Già sarebbe molto se nel frattempo, almeno a livello istituzionale, si evitassero ulteriori “emarginazioni e fratture” con altre forze di sinistra che oggi vengono definite un errore da parte di un renziano doc. Ci sarebbe quindi da attenderci già nell’immediato un ripensamento atto ad evitare un altro ed ulteriore strappo pensato e predisposto prima del disastro elettorale quando prevalente era l’arroccamento nell’arroganza e nella presunta autosufficienza.

Contrapposizioni e lacerazioni che arrivano persino a mettere in discussione le figure di garanzia istituzionale quale ad esempio il Presidente del Consiglio Comunale di Sarzana.

Ad un Presidente d’Aula non si può né si deve chiedere di essere prono alla Giunta o alla maggioranza pro-tempore. Per un periodo di epoche non troppo remote, quando la politica non disprezzava le basi di una civiltà giuridica ed istituzionale, il presidente d’Aula era scelto anche tra gli esponenti dell’opposizione: Pietro Ingrao e Nilde Iotti- per ricordare solo chi non c’è più- sono stati tra i migliori e più illustri presidenti della Camera dei Deputati senza far parte dei partiti che formavano i governi.

Certo, altri livelli istituzionali ed altre figure storiche, di altre e più nobili epoche politiche.

Ma qui voglio solo ricordare che fu la destra di Berlusconi molti anni dopo, per prima e unica nella storia repubblicana, a mettere in discussione questa regola di rispetto per le figure di garanzia istituzionale.

Molti ricorderanno quando per un dissidio politico Forza Italia chiese le dimissioni del Presidente del Senato, l’on. Gianfranco Fini, senza poi ottenerlo solo perché lo Statuto del Senato prevedeva esplicitamente l’irrevocabilità di quella funzione. Non ha alcun senso né dignità istituzionale il ragionamento che siccome lo Statuto del Consiglio Comunale prevede questa possibilità allora una qualsivoglia maggioranza per i più opinabili motivi vi ricorre. Non è così: vi si può ricorrere come estrema ratio solo quando viene disatteso il principio costituzionale previsto dal 2°comma dell’Art.54 della Costituzione che testualmente recita “ I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore.” Laddove la disciplina e l’onore si intendono riferite alle leggi della Repubblica ed alla sua Costituzione e non già al conformismo di singole appartenenze.

Penso che sarebbe assai grave, sia politicamente che istituzionalmente, adottare a Sarzana la stessa intolleranza che animò allora la destra di Berlusconi. Lasciamo ad essa il monopolio e l’esclusiva di quello “sbrego”democratico ed istituzionale.

Tanto più grave potrebbe apparire lo strappo democratico che si vorrebbe consumare questa sera a Sarzana, nel suo Consiglio Comunale, qualora, come pare e si anticipa, nei prossimi giorni alla Spezia la maggioranza di destra eleggesse Presidente del Consiglio Comunale un consigliere che di destra non è ma che si è aggregato al sindaco Peracchini solo al secondo turno di ballottaggio.

Ma che segnale di ripensamento e riflessione sincera darebbe la maggioranza renziana che in particolare a Sarzana è forte e totalizzante in se stessa? Non sarebbe politicamente più opportuna, per lo stesso PD, la revoca di quel provvedimento o quantomeno la sua sospensione in attesa di tempi un po’ più sereni e meno congestionati?»

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