laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Renzo Borella. Nuvolario

Più informazioni su

7 luglio – 8 ottobre 2017

LA SPEZIA – Venerdì 7 luglio, alle 18.30 apre nelle sale della Palazzina delle Arti “Lucio R. Rosaia”, (via Pirone, 236 – La Spezia) la mostra Nuvolario, dell’artista spezzino Renzo Borella.

Le nuvole che danno il titolo a questa esposizione vengono “interrogate” da Borella mettendo a nudo il suo rapporto non del tutto pacifico con la pittura, gli interrogativi che egli pone all’arte e al senso che essa può avere nel contesto attuale. Renzo Borella non ha affatto ‘la testa fra le nuvole’: come nella precedente mostra ‘Painting 3D’, il suo pensiero è lucido, coerente e al tempo stesso ironico e giocoso. Un pensiero che riconosciamo distintamente nei lavori qui presentati: nei ritratti inscatolati, nelle superfici curve, nelle non-forme dei dipinti di nuvole, nella voglia di superare la bidimensionalità della pittura.

E’ come se Borella volesse subito chiamarci a riflettere su come sia cambiata la pittura nel secolo scorso e come stia ancora evolvendo nel presente; su quale ruolo possa avere l’arte come sollecitatrice di pensiero critico. Lo fa in modo provocatoriamente creativo, utilizzando i mezzi propri dei codici artistici, con un po’ di voluta e benvenuta teatralità.

La scelta delle nuvole come tema d’indagine ci viene spiegata dallo stesso artista, in un passo dell’intervista rilasciata a Marzia Ratti – curatrice della mostra nella sede museale –  e contenuta nel catalogo della mostra: Da tempo il mio lavoro è orientato al superamento di una recinzione che non ho mai accettato. La crepa che caratterizzava i miei lavori precedenti è probabilmente la stessa che prelude all’apertura di un varco concettualmente salvifico per ogni artista. La crepa è diventata piega e la forma si è adattata alla superficie. Per fare questo avevo necessità di individuare una forma- non forma che non confliggesse con il supporto. L’ho trovata nella nuvola….che non soffre nella piegatura, anzi la esalta. Quelle che, citando De Andre’, ho definito nuvole barocche testimoniano il tentativo di censire ogni forma possibile (nuvolario) dove la mutevolezza si perpetua nel tempo. Prendere forma e perdere forma è il destino di ogni cosa e le nuvole ce lo raccontano meglio di ogni altro fenomeno naturale. E’ la nefologia che stimola la fantasia.

Contestualmente, negli spazi della Galleria antiaerea Quintino Sella di via Del Prione, viene allestita la scenografica e coinvolgente installazione Impluvia – a cura di Marco Condotti – attraverso la quale l’artista affronta una seconda tematica tratta anch’essa dal mondo degli elementi naturali, questa volta è l’acqua ad essere protagonista insieme ai colori. L’impiego dell’acqua da parte di Borella viene così chiarito da Elda Belsito nel testo dedicato a catalogo “…come elemento primordiale di genesi. Acqua come purezza francescana utile, umile, preziosa e casta che ricopra le opere in trasparenza come vetro terso. In Borella, la necessità interiore di rinascita e primitiva purezza non si dissocia dal timore che i tempi in cui viviamo possano deprivare l’uomo dei suoi beni primari, quelli dell’ambiente naturale.”

Cenni biografici essenziali

Renzo Borella nasce alla Spezia nel 1948. Ottiene la maturità artistica a Carrara. Nel 1969 è tra i fondatori del Festival Internazionale del Jazz della Spezia e, negli anni a venire, collabora alla crescita di questo importante evento culturale.

Nel 1972 si iscrive alla facoltà di architettura a Firenze. La mostra di Henry Moore a Forte Belvedere e il successivo incontro con il grande scultore inglese nella sua villa di Forte dei Marmi lo inducono a dedicarsi a tempo pieno all’attività artistica. Apre uno studio in via della Scala, successivamente, nel 1973, si trasferisce a Milano, nel quartiere di Brera, dove insieme ad altri artisti come Savinio, Forgioli, Cappelli, Marzulli, Leddi, dà vita alla Coop 77-Arti Visive, prima cooperativa di artisti in Italia e inizia una intensa attività espositiva con mostre personali e di gruppo. A metà degli anni 80, la Milano da bere e il richiamo del suo mare lo inducono a tornare alla Spezia dove è direttore artistico dell’Arcimboldo arti visive e successivamente dell’Officina Botteghe d’Arte in cui tuttora tiene corsi di pittura.

Più informazioni su