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Bornia: «Ringrazio Massimo Federici, per quello che ha fatto nei 10 anni di governo della città»

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LA SPEZIA – “Riconoscenza” una parola evidentemente divenuta demodè, superata, dal new deal politico di molti ex… io voglio andare controcorrente e ben conscio di essere una voce fuori dal coro, rispetto a coloro che sedevano con me in giunta e che oggi indicano come capro espiatorio della sconfitta amministrativa l’ex Sindaco, ringrazio Massimo Federici, lo ringrazio per quello che ha fatto nei 10 anni di governo della città e lo ringrazio personalmente per la fiducia che mi ha accordato, chiamandomi, anche se soltanto per uno scampolo di mandato, nella sua squadra e delegandomi ad un assessorato importante e delicato quali sanità e i servizi sociali sono. Mi sottraggo quindi allo stillicidio mediatico a cui assisto in questi giorni e rifletto su ex assessori che sono stati in giunta 4 anni e 10 mesi, dopodiché si sono dimessi a 2 mesi dalla scadenza del mandato e si sono candidati senza colpo ferire con lo schieramento opposto, dimenticando ciò che dicevano nelle riunioni a palazzo Civico rispetto al presidente della Regione Toti e del centrodestra in generale. O altri, che entrati ed usciti per ben 2 volte dalla giunta scaricano tutte le responsabilità su chi li ha voluti al proprio fianco ( rivedendo addirittura l’alleanza con Sel) e altri ancora, che dopo le dimissioni sono diventati i Pasdaran di una lista concorrente, senza difficoltà alcuna.

Si può vincere e si può perdere, ma la dignità nella sconfitta dovrebbe essere pari alla gioia nella vittoria! Invece le parole che leggo sui social e sui quotidiani sono soltanto di rancore e livore, verso chi li aveva scelti per far parte della propria squadra.

Stigmatizzo questi comportamenti, che non fanno parte della mia cultura e che denotano lo spessore umano e politico di chi li ha concepiti, non si getta a terra la maglia alla fine della partita, nemmeno dopo una sconfitta!

Poi, certo, c’è il rammarico di aver consegnato dopo tanti anni la città alla destra, ma analizzando il risultato, emerge chiaramente che non ci sono dei veri vincitori, c’è uno sconfitto, il sistema democratico.

Il sistema è in crisi, basta guardare l’astensione al voto, che supera il 50% degli aventi diritto, ed è ogni volta in aumento e questo in tutta Europa. In Francia Macron ha raccolto circa il 36% con un’astensione altissima, questo significa che i cittadini Europei non si identificano più nella possibilità di cambiare le cose con il loro voto. La Spezia non fa eccezione, vincono sostanzialmente i partiti che incarnano maggiormente il cambiamento, almeno a parole, con slogan semplici e populisti, ma efficaci, che mirano alla cosiddetta “pancia” degli elettori, alle nuove paure della globalizzazione e dei flussi migratori. Perde il PD, quando insegue il voto dei moderati solamente, perché questi sono diventati esigui nel nostro paese, si calcola siano attorno al 20% e tendenzialmente rappresentano quella fascia di popolazione che sta bene, senza rendersi conto che il ceto medio si sta impoverendo sempre di più e l’insoddisfazione per l’allargamento della forbice “avere non avere” produce malcontento e perdita di consensi, Forza Italia stessa è in difficoltà, aumentano le forze estreme ai lati del suo schieramento, in particolare Fratelli D’Italia e Lega, tanto da mettere in forse la sua leadership nel centrodestra. E non è che la sinistra stia meglio, anche quella fuoriuscita recentemente dal PD, e questo perché in sostanza non ha idee politiche ed economiche diverse da Renzi, è Europeista, immigrazionista e insegue ancora diritti sociali per categorie di lavoratori “storiche” senza tenere abbastanza in considerazione le nuove tipologie di occupazione. Il fenomeno immigrati in particolare aumenta le esasperazioni sociali proprio a chi ha di meno, perché diventano i loro reali competitori nelle graduatorie per le case popolari, nelle mense scolastiche e asili nido, facendo aumentare la concorrenza anche nell’occupazione lavorativa, soprattutto quello di bassa professionalità, contribuendo ad abbassare il costo del lavoro, quello che Marx definiva “L’esercito proletario di riserva” diventa ovvio allora che soprattutto le periferie e i quartieri popolari, nella nostra città da Pegazzano a Valdellora, da piazza Brin a Fossitemi, premino elettoralmente chi getta benzina sul fuoco, chi fomenta le paure per un’invasione incontrollata.

Tutto questo e le divisioni a sinistra hanno portato alla sconfitta elettorale, che per me non era scontata, leggo che tutti sapevano come sarebbe andata a finire, io ho creduto fino alla fine che almeno al ballottaggio potessimo farcela, perché i numeri sulla carta c’erano, invece gli elettori o non sono andati a votare o hanno preferito seguire le indicazioni dei propri leader del primo turno di andare al mare.

Sono stati fatti degli errori? Probabilmente sì, a cominciare dalla raccolta differenziata, che ha prodotto tanti disagi ai cittadini e l’incuria nelle strade, ma molto centra la maleducazione dei cittadini che abbandonano i sacchetti nei marciapiedi. C’è poi stata l’incapacità di ACAM di soddisfare un servizio che richiede sforzi economici in uomini e mezzi, probabilmente si doveva aspettare l’aggregazione con i benefici che essa produrrà, ma è stata una scelta coraggiosa non volta ai consensi elettorali ma alla salvaguardia dell’ambiente e del risparmio sulle materie prime, purtroppo l’abbiamo pagata.

Le divisioni intestine al PD hanno fatto il resto, ci siamo impantanati sulle primarie, di coalizione o soltanto interne, senza poi arrivare ad una conclusione concreta, scegliendo infine un candidato esterno e questo non è stato capito da molti nostri elettori, persona capace e integerrima, ma poco conosciuta, iniziando in ritardo la campagna elettorale. E anche a questo proposito voglio ricordare che la decisione di convergere su Paolo Manfredini è stata affrontata in una assemblea Comunale e che all’unanimità è stata votata dai presenti, quindi il rovesciare le responsabilità soltanto sulla segretaria Provinciale del partito, arrivando a chiederne le dimissioni, mi sembra azzardata e fuori luogo, fortunatamente non credo sia un gruppo numeroso e politicamente lucido, visto che individua nella scarsa simpatia di alcuni membri del partito l’esito delle consultazioni elettorali….

Mauro Bornia

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