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Nomina del parroco di San Francesco di Sarzana

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LA SPEZIA – Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti ha nominato parroco della chiesa di San Francesco a Sarzana, vacante per la rinuncia di don Renzo Cortese, il sacerdote don Franco Pagano, che resta inoltre rettore del Seminario vescovile. Il nuovo parroco inizierà subito il suo mandato, mentre l’ingresso canonico avverrà in settembre.

NOMINE DI NUOVI CANONICI DI SARZANA
Il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti ha nominato tre nuovi canonici per il capitolo concattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana. In sostituzione dei defunti canonici don Nicola Ricciardi, don Ernesto Schiasselloni e monsignor Enzo Freggia sono stati nominati canonici i sacerdoti don Gianfranco Martini, parroco di Bastremoli, Carnea e Sorbolo; don Carlo Cipollini, parroco di Nicola di Ortonovo, San Lazzaro e Luni Mare; don Bruno Chiappucci, già Parroco di Ponzano Inferiore ed attualmente residente in Seminario. 

IL VESCOVO A VARESE LIGURE
Il vescovo Luigi Ernesto Palletti partecipa a Varese Ligure alle celebrazioni per la festa della Madonna della Visitazione. Alle 11 celebra la Messa solenne, conferendo la Cresima. Alle 21, Vespri e processione per le vie della cittadina dell’alta Val di Vara con la “cassa” della Madonna e le confraternite.

ANNIVERSARI SACERDOTALI
Sessantadue anni fa, all’inizio di luglio 1955, due sacerdoti, don Renzo Cortese e don Elio Bertoni, vennero ordinate insieme nella loro parrocchia di origine, Santa Teresa al Limone. L’altro giorno si sono ritrovati a Lerici per una Messa di ringraziamento, nella chiesa di San Rocco, presente il parroco don Federico Paganini e altri sacerdoti. Don Cortese, infatti, ora abita a Lerici, mentre don Elio è ancora parroco a Groppo e in altre parrocchie della Val di Vara. Con loro, c’erano i familiari e tanti fedeli. “Ad multos annos …!”.

MADONNA DELL’ACQUASANTA A PEGAZZANO 

La parrocchia di Pegazzano celebra la festa della Madonna dell’Acquasanta. Oggi, domenica, alle 21, dopo il canto dei Vespri, la statua della Madonna percorre in processione le vie del quartiere spezzino, presenti la banda di Migliarina e le confraternite. Presiede monsignor Giovanni Bartolini.

LERICI: A SUSANNA TAMARO IL PREMIO “NARDUCCI”
Dal 27 luglio al 6 agosto si tiene a Lerici la quarantaduesima edizione della festa di Avvenire, che quest’anno passa da una durata di nove a dodici giorni. Nell’ambito della festa, mercoledì 2 agosto, verrà consegnato come ogni anno il premio di giornalismo “Angelo Narducci”. Quest’anno il premio è stato assegnato alla scrittrice Susanna Tamaro, che svolge anche attività di regista cinematografico e di giornalista. Susanna Tamaro riceverà il premio dal vescovo Luigi Ernesto Palletti e dal direttore generale di Avvenire Paolo Nusiner. L’evento si svolgerà a Lerici alla rotonda “Vassallo” del lungomare, con inizio alle 21.15. La scrittrice sarà intervistata dal giornalista Alessandro Zaccuri.

ANCHE DA SPEZIA INIZIATIVE E PREGHIERE PER CHARLIE GARD
la Liguria e il territorio spezzino non si sono sottratti, nei giorni scorsi, alle iniziative di preghiera e di mobilitazione in favore del piccolo Charlie Gard e del suo diritto inviolabile alla vita. L’altro sabato, in particolare, è stato dedicato proprio a lui, ed ai suoi combattivi genitori, l’appuntamento dei “primi cinque sabati del mese”, svoltosi anche per il mese di luglio nel santuario di Roverano, in Val di Vara. Una trentina di persone hanno così pregato per lui, unendosi con tante altre in Italia e nel mondo. I “primi cinque sabati del mese” sono una iniziativa di preghiera avviata da qualche tempo proprio a Roverano, e dedicati al cuore Immacolato di Maria. Ma in tutta la Liguria, nei giorni scorsi, si sono tenute quasi una ventina di veglie, da Imperia sino alla Spezia, passando per Genova e per Savona: una vera e propria “rete” che, forse, qualche primo risultato ha contribuito ad ottenerlo. La prima veglia, alla Spezia, si era tenuta domenica 18 giugno, ed è stata una delle antesignane in assoluto.

TESI DI LAUREA MAGISTRALE SU PADRE TADDEI E TEOLOGIA DELL’IMMAGINE
La “teologia dell’immagine” rappresenta oggi sempre di più un elemento importante della “nuova evangelizzazione”, e non a caso tutti i sommi pontefici, da Pio XI in avanti, le hanno dedicato interventi significativi, concentrati in particolare, dal 1967 in avanti, negli annuali messaggi per la Giornata delle comunicazioni sociali. Non solo, ma le tematiche connesse ai mass media costituiscono ormai elementi cardine per ogni seria attività formativa ed educativa, ai diversi livelli. In tale contesto, acquista via via un valore più intenso la figura del gesuita Nazareno Taddei, vissuto a lungo alla Spezia, dove si spende nel 2006. Proprio a “Nazareno Taddei sacerdote e gesuita, dalla lettura del film alla teologia dell’immagine”, è stato ora dedicato lo studio di un giovane appassionato spezzino, Lorenzo Moretti, insegnante di religione, che con tale tesi ha ottenuto mercoledì scorso, con il massimo dei voti e la lode, la laurea magistrale in Scienze religiose all’istituto superiore “Niccolò V” della Spezia. Moretti ha “scandagliato” con impegno la vastissima produzione di Taddei, in libri, saggi ed articoli, sottolineandone l’attualità, legata all’intuizione che ebbe di documentare in modo innovativo, nel solco di Marshall Mac Luhan ma con apporto del tutto originale, la forza dei mezzi di comunicazione nei rapporti sociali ed umani all’interno del cosiddetto “villaggio globale”. Moretti, che è stato seguito in particolare da don Giuseppe Savoca ed ha avuto la più ampia collaborazione da parte di Gabriella Grasselli, attuale presidente del Centro studi della comunicazione sociale fondato da padre Taddei, ha così potuto sottolineare, in modo ampio e documentato, come “la sua metodologia, che continua ad evolversi in parallelo al progredire della società, è da considerarsi strumento valido anche e soprattutto per la comunicazione nella didattica e per l’annuncio della pastorale”.

IL PADRE SPIRITUALE DI ITALA MELA E L’IMPEGNO SOCIALE DEI CATTOLICI
E’ stato osservato come la recente beatificazione di Itala Mela rappresenti una sorta di riconoscimento postumo per la figura del vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi, che della beata spezzina fu a lungo il direttore spirituale (”Padre Abate”). La pubblicazione del “Diario di guerra” di monsignor Bernareggi, avvenuta a cura dell’editrice “Studium”, fornisce ora nuovi elementi per valutare, in un contesto di notevole difficoltà quale quello dell’occupazione tedesca, la figura di un personaggio chiave nella Chiesa italiana del Novecento. Nel “Diario”, che va dal settembre 1943 al maggio 1945, Bernareggi non parla di Itala, che aveva potuto incontrare per l’ultima volta solo nel 1942. Ma sono molti, e significativi i riferimenti al laicato cattolico, ed alla necessità che i giovani della generazione di Itala si preparino ad assumere nuove responsabilità nella guida del paese. Ha scritto nell’introduzione il vicario generale di Bergamo Davide Pelucchi: “Bernareggi, vescovo dagli orizzonti intellettuali molto vasti … percepiva con lucidità i cambiamenti in atto e intravedeva, accanto al crescente allontanamento di molti fedeli dall’orizzonte dei valori cristiani, la necessità di una nuova modalità di presenza dei cattolici nella società civile”. Sono gli stessi temi ripresi nella nota lettera di Itala Mela al vescovo Stella nel settembre 1945 sul ruolo dei laureati cattolici.

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